Carmageddon: Rogue Shift – Recensione
Quando si sente parlare di Carmageddon non si può fare a meno di pensare agli anni Novanta, alla violenza “gratuita” che veniva offerta all'epoca su PlayStation 1 e alle conseguenti polemiche che regalarono una rapida pubblicità e diffusione capillare. Il punto cruciale era l'investimento di figure umane, socialmente poco tollerato all'epoca. In alcuni Paesi fu addirittura censurato, trasformando gli umani in robot oppure zombie. Cenni storici a parte, come saranno andati i ragazzi di 34BigThings (il cui ultimo titolo è Redout II) con questa pesante licenza? Scopriamolo insieme nella recensione di Carmageddon: Rogue Shift.
Il più grande difetto (?)
Carmageddon: Rogue Shift ha un grosso difetto, purtroppo. Si tratta dell'utilizzo del nome Carmageddon in un modo che è al di fuori del contesto in cui usualmente è stato usato in passato. E questo, per la critica e per le persone dal giudizio facile, è un crimine imperdonabile. Ammetto candidamente di avere un'età che mi permette di vedere le cose da diversi punti di vista e di comprendere anche le ragioni alla base di alcune scelte.
Se gli sviluppatori si fossero attenuti alle meccaniche tipiche del passato, le persone avrebbero semplicemente trovato qualunque altra soluzione comunque permeata da difetti imperdonabili, tali per cui il gioco sarebbe comunque stato distrutto per il semplice fatto di essere un “more of the same”.
Qui a PlayStationBit l'onestà intellettuale non manca e possiamo di certo dire che non è il nome a decretare il successo o il fallimento di un titolo, ma quello che viene messo letteralmente in gioco. Su questo voglio essere chiarissimo, probabilmente se il titolo si fosse chiamato “Zombie Racecalypse: Rogue Shift” sarebbe passato totalmente sotto traccia, oppure avrebbe avuto una grande promozione, chissà. Ma alla fine ribadiamo il concetto: il titolo non fa il gioco. Se Gran Turismo si fosse chiamato “Auto Collector Pro Max” sarebbe stato meno capolavoro? Probabilmente no. Quindi niente ipocrisia.

La sterzata verso il “se perdi ricominci”
Tornando ai nomi, Carmageddon Rogue Shift è chiaramente già di per sé tutto un programma. Rogue Shift vuol letteralmente dire “Cambio Rogue” nel senso di modifica del classico paradigma di gioco open world sandbox che i precedenti capitoli della serie Carmageddon possedevano. Detto questo, a noi il titolo interessa relativamente poco. A noi interessa giocare, divertirci e sbudellare orde di zombie, oltre a distruggere i nemici a quattro ruote.
Parliamo quindi di struttura di gioco. Abbiamo di fronte in roguelite, cioè un titolo in cui se si perde si ricomincia da capo il gioco, ma tenendo i potenziamenti e gli acquisti effettuati. La nostra auto iniziale sarà solamente una e man mano che completeremo gare ed eventi guadagneremo dei crediti “Beatcoin” (indicati da un'icona B viola) che saranno intoccabili dal Game Over. Guadagneremo anche dei Crediti di gioco (che invece avranno un'icona C rossa) che invece saranno validi finché il game over non sopraggiungerà. Con questi ultimi potremo potenziare l'auto, acquistando armi, abilità e riparazioni man mano che ci verranno proposte.
Nel momento in cui andremo incontro alla sconfitta (e ce ne saranno tante) potremo usare i Beatcoin per sbloccare i potenziamenti disponibili all'inizio della partita. Questi comprendono auto, perk unici e definitivi, sblocco di armi e abilità da acquistare successivamente. Semplice concettualmente, ma complicato da mettere in pratica perché ogni auto ha una limitata quantità di slot per abilità e armi, quindi si tratta ogni volta di scelte strategiche, vincolate ulteriormente dalla quantità di Crediti a disposizione.

Corri, spara, falcia, distruggi
Il cuore del gioco è quindi la struttura roguelite, ma come si guida in pista? Partiamo dicendo che abbiamo provato quasi tutte le auto e ognuna ha un suo carattere peculiare, che la contraddistingue dalle altre. Se alcune 4×4 sono molto stabili e precise nella guida, altre a trazione anteriore sembrano dei pendoli che però hanno un punto di riferimento avanzato e tendono a perdere il posteriore per il motivo “sbagliato”. Le trazioni posteriori invece tendono a sovrasterzare, chiaramente.
In generale abbiamo trovato le auto parecchio “leggere” nel senso che sono molto reattive ai comandi, pur considerando un impianto di guida tipicamente arcade. Quindi niente freni, tanto gas e derapate come se non ci fosse un domani. Dopo qualche decina di minuti di abitudine diventa più facile tenere la strada, ma a quel punto avremo avuto un game over, quindi sarà ora di ricominciare da capo, imparando a guidare un altro mezzo.
Questo loop prosegue senza in realtà pesare, anzi. Le prime gare con la prima auto sembrano quasi difficili, poi quando si ottengono quelle successive accumulando crediti ed esperienza, si percepisce la curva di difficoltà che è molto lineare. E si comprende molto bene anche quando arriverà il prossimo game over. Semplicemente tutto diventa più intenso, più veloce, più carico a livello di elementi a schermo, nemici (partiremo infatti da 5, passando a 7, arrivando a 11 e così via).

Piste, auto e boss
Ci sarà spazio anche per gli errori. Infatti, le auto ballerine e le piste piene di oggetti, nemici (non solo a quattro ruote, ma zombie, mostri, lancia bombe, polizia etc) oltre al fatto di essere tutto profondamente caotico soprattutto nelle fasi più avanzate di gioco, daranno ampio spazio a svirgolate e sbandate. A questo punto ci troveremo in testacoda e non sapremo nemmeno come.
Se saremo fortunati basterà ripartire e saremo subito in partita, ma altre volte saremo ultimi con distacco. Fortunatamente il gioco prevede un effetto elastico, il cosiddetto “rubber banding” che è perfettamente motivato qui. Abbiamo un gioco roguelite, se perdiamo una corsa ricominciamo la partita da capo, che può voler dire anche un'ora di gioco, quindi è giusto aiutare il giocatore a riparare un suo errore. Non ce la si fa? Pazienza. Ma almeno ci si prova.
Le auto sono in totale 15, tutte modificabili, le piste sono un numero imprecisato anche perché hanno alcune varianti nello stesso luogo, con diversi layout, ma sono bene o male sempre le stesse. A cambiare sono le condizioni di gioco, portando quindi più auto in pista, o più nemici, o qualunque altra modifica che rende tutto più complicato. Il gioco è bellissimo, velocissimo e caotico, ma devo essere sincero: dopo qualche gara i miei occhi chiedevano pietà per la concentrazione. Ma cavolo, che figata.
Ultimi, ma non per ordine di importanza, i boss. Si tratta di veicoloni corazzatissimi che ci daranno parecchio filo da torcere, anche e soprattutto nelle primissime run. Infatti, avranno una quantità colossale di vita da togliere, spareranno fiamme, bidoni, bombe, razzi e chi più ne ha più ne metta. Si tratta di bestioni tosti e coriacei che segnano la fine e l'inizio di ogni settore di gioco e di ogni salto di difficoltà. Saranno da battere entro un certo limite di tempo, sempre tenendo conto della limitata vita della nostra auto. Tosti, ma divertenti.

Sangue, violenza e tanto metal
Se c'è qualcosa di assolutamente necessario da vedere quando si gioca un titolo di questo tipo è senza dubbio il sangue. E se possiamo vedere sangue, allora vogliamo la violenza per ottenerlo. Ma che violenza sarebbe senza una colonna sonora con tanto gran bel metal di quello tosto e pesante, ma ritmato e anche melodico?
Applausi per i direttori delle musiche e della colonna sonora che hanno messo insieme una serie di pezzi di gran carattere che permettono di fondere benissimo il caos totale di gioco con un sottofondo (ma neanche troppo) di puro metal da vero headbang senza soluzione di continuità. E da appassionato del genere posso dire che ho apprezzato davvero tanto.
Gli effetti sonori sono piacevoli e contestualizzati, e man mano che si prosegue nei quadranti di gioco, battendo i vari boss, si apprezzano sempre più i dettagli che si trovano in pista.

Il Platino di Carmageddon: Rogue Shift
Carmageddon: Rogue Shift possiede una lista trofei composta da 34 coppe, divise in 16 di bronzo, 13 di argento, 4 d'oro oltre a uno scintillante Platino. La conquista di quest'ultimo necessiterà di circa 20 o 25 ore e un numero imprecisato di run che stimiamo attorno a minimo alle 10, in base all'abilità di ciascuno. Dovremo finire una run in 45 minuti e una run sarà da fare con l'auto della Polizia, che si sbloccherà distruggendo 500 veicoli della Polizia. Insomma, ci vorrà un certo tempo. Ma sarà divertente, credetemi.
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