Crimson Desert: come gira su PC?
Crimson Desert, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, si è rivelato un titolo complesso da valutare. Il titolo di Pearl Abyss ha diviso pubblico e critica come pochi altri negli ultimi anni, a testimonianza, però, di un progetto comunque ambizioso e con tante idee in cantiere.
Quello su cui sono (e siamo) tutti d'accordo, però, è il comparto tecnico. Sul fronte artistico, realizzativo e strutturale, infatti, il titolo di Pearl Abyss si è mostrato in splendida forma, soprattutto nella sua versione PC. Sul piano degli asset, della densità, della quantità e della profondità strutturale, infatti, il nuovo titolo del team coreano non ha veramente molti rivali.
Tralasciando alcuni difetti, alcune pecche e qualche limite, più o meno evidenti, Crimson Desert è un gioco tecnicamente e graficamente fuori scala. Per farvi capire il perché, abbiamo deciso di testarlo a fondo per voi, con diversi preset e configurazioni, per vedere come si comporta, quello che riesce a offrire e tutta la grandissima compatibilità con le tech, già dal day one.

Il viaggio sta per iniziare!
Crimson Desert: come abbiamo effettuato i test e i target di riferimento
Prima di procedere con l'analisi del gioco e avervi spiegato per bene i nostri test e come li abbiamo effettuati, è doveroso rimarcare un aspetto molto importante dell'offerta ludica di Pearl Abyss. Come abbiamo detto in fase di recensione, infatti, Crimson Desert si è rivelato un titolo realizzato in maniera molto intelligente.
Il videogioco, sviluppato dallo studio coreano, è arrivato sul mercato con una gestione del mondo del PC gaming molto vasta, con tante opzioni, tanta scalabilità e, soprattutto, una gestione degli applicativi completa e potenzialmente mai vista finora. Crimson Desert, infatti, permette l'utilizzo di, praticamente, ogni tipologia di tech disponibile sul mercato attualmente, sia lato NVIDIA sia lato AMD (di cui, ricordiamo, il gioco è anche partner ufficiale).
Questo, inevitabilmente, apre le porte a un numero smodato di possibilità, con effetti diretti sull'esperienza di gioco, che abbiamo decisamente apprezzato, seppur con diverse riserve. Come vi spiegheremo più avanti, infatti, non tutte le tech sono state introdotte con la stessa cura. È comprensibile e, chiaramente, non è nulla (o quasi) risolvibile con patch future, ma siamo comunque contenti del numero veramente sbalorditivo di possibilità offerte dalla produzione.
Proprio per questo motivo, abbiamo deciso di realizzare diversi test, sfruttando, ovviamente, le possibilità della nostra GPU targata NVIDIA, in primis, e facendo riferimento alla risoluzione di 1440p (Quad HD) diventata, ormai, lo standard del PC gaming attuale. Abbiamo, poi, provato anche il 1080p e, soprattutto, il 4K, una risoluzione di riferimento, però, molto più cara ai videogiocatori da “divano” e, di conseguenza, da console “classica”.

I modelli poligonali sono molto convincenti
Configurazione di prova:
- Scheda Madre: MSI Tomahawk B650-Plus Wi-Fi
- Processore: AMD Ryzen 9 7900X
- GPU: NVIDIA RTX 5070 Ti 16 GB
- RAM: 32 GB DDR5 (5200 MT/s)
- SSD: NVMe Crucial 2 TB
- Alimentatore: NZXT C850 Gold
- Case: Corsair D4000 Frame RGB
- Dissipatore: Thermalright Peerless Assassin 120 SE ARGB

Crimson Desert si comporta molto bene in tutte le modalità
Preset di riferimento: 1440p + DLSS 4.0 + Cinematico + DLAA
Ormai lo sappiamo: il Quad HD è la risoluzione di riferimento nell'ambito della maggior parte delle configurazioni del PC gaming. Con il preset massimo, che qui prende il nome di Cinematico, la qualità generale dell'immagine risulta a volte sbalorditiva, soprattutto se accompagnata dall'utilizzo della Ray Reconstruction. Grazie alla tecnologia di NVIDIA che riesce a “ricostruire” l'immagine, con una cura particolare per i particellari e gli effetti di illuminazione, il colpo d'occhio generale è davvero sbalorditivo.
Abbiamo alternato il DLAA al Quality per il DLSS 4.0, con risultati nettamente diversi in termini di frame rate e una resa complessiva, però, non così fortemente diversa. Per onorare i test abbiamo tenuto il DLAA come base per i test per tutto il tempo e questo ci ha permesso di viaggiare intorno ai 90 fps di media, con pochi cali e qualche fenomeno locale di stuttering, ma mai veramente difficile da gestire.
Quello che, invece, ci ha dato qualche perplessità è il rumore dell'immagine. Anche con un preset di potenza altissimo, praticamente il massimo possibile, siamo incappati in diverse sezioni con una qualità dell'immagine molto discutibile. Alcuni asset hanno evidenziato una bassa risoluzione, effetti di tearing e tante altre piccole storture che, messe insieme, non inficiano comunque la qualità generale del prodotto, ma rappresentano lo stesso un limite abbastanza fastidioso.

In alcune aree, il livello di dettaglio è impressionante
Preset high-end: 4K + DLSS 4.0 + Cinematico + DLAA
Utilizzando una TV con pannello a 60 Hz, ma con tutte le tecnologie più diffuse in ambito gaming, come il VRR, l'ALLM e, in generale, un HDR10+ abbastanza soddisfacente, abbiamo potuto mettere le mani sull'esperienza “definitiva” offerta da Crimson Desert, almeno per quelle che sono le nostre possibilità e per come ci è stato possibile provare il titolo. Pur facendoci aiutare dalle diverse tech di “spinta”, con il Frame Generation, con l'ausilio di Reflex (nemmeno così necessario, onestamente), abbiamo ottenuto un'esperienza di gioco molto solida, sui 60 fps, seppur con un minimo di input-lag in più in alcune, sporadiche, situazioni.
Al di là dei numeri, però, quel che stupisce è la pulizia generale. In 4K, infatti, la densità poligonale, il colpo d'occhio e anche la draw distance, hanno un impatto nettamente diverso sul giocatore, facendo risaltare, non poco, il grande lavoro svolto dagli sviluppatori. Pearl Abyss ha realizzato un mondo di gioco gigantesco, enorme, curatissimo e non è un mistero che il fattore risoluzione acuisca enormemente questa caratteristica. Crimson Desert può vantare un comparto tecnico sorprendente, con alcuni scorci impressionanti e, chiaramente, l'aumento della risoluzione aiuta non poco, in tal senso.
Aumentando la risoluzione, però, non spariscono alcuni dei limiti sopracitati. Alcune texture rimangono in bassa risoluzione e, in generale, il rumore di fondo di alcune immagini rimane comunque evidente, soprattutto in alcune sezioni. In questo caso, però, alcune rinunce in termini di frame-rate possono valere il prezzo del biglietto. Quel che si ottiene con una qualità dell'immagine maggiore, infatti, ancora una volta, per quanto ci riguarda rimane più importante della “sola” velocità d'azione, e questo è un fattore da tenere a mente quando e se avrete la possibilità di scegliere in che modo vivere questa avventura.

Le texture, a volte, non si sono rivelate all'altezza
Preset “base”: 1080p + DLSS 4.0 + Cinematico + DLAA
Dopo aver spinto Crimson Desert alla massima risoluzione possibile, abbiamo fatto la cosa diametralmente opposta. Checché se ne dica, molti giocatori, ancora oggi, giocano regolarmente con configurazioni pensate per il gaming in Full HD. Per questo motivo abbiamo deciso di introdurre anche questo target di riferimento nel nostro test, per capire come si comporta il titolo dinnanzi a un livello di riferimento un po' meno aggiornato, ma comunque molto diffuso.
Crimson Desert, in Full HD, però, perde parecchio appeal. Sul piano estetico, infatti, il calo di risoluzione va a smorzare parecchio quelli che sono i diversi effetti e il colpo d'occhio generale, con una modellazione poligonale che appare nettamente più “sporca” e meno a fuoco. Ciò, in particolare, si nota analizzando le texture ambientali, come la vegetazione, in primis, e tutta la gestione dei poligoni utilizzati per mettere su quello che circonda le ambientazioni e, in generale, il viaggio di Kliff e degli altri personaggi del gioco.
Con questa risoluzione, comunque, il frame-rate aumenta nettamente, ma considerando quello che si perde, poi, nemmeno più di tanto e, onestamente, il gioco può non valere la candela. Crimson Desert, infatti, è un titolo che, chiaramente, mette il colpo d'occhio e la qualità degli scenari al primo posto. Questo elemento rende la pulizia e la bellezza di quanto si vede di primaria importanza, rispetto anche al frame-rate più elevato, e con questa risoluzione i compromessi visivi sono, forse, fin troppi. A onor del vero, non abbiamo fatto molta fatica a superare i 100 fps ma, davvero, crediamo che questo valore sia un riferimento molto poco importante.

La vegetazione è nettamente indietro rispetto agli altri modelli
Preset raster: 1440p + Cinematico + No upscaler
Al netto di una buonissima scalabilità del motore grafico e, soprattutto, di una buonissima gestione delle risorse richieste, in particolare la VRAM, è chiaro che Crimson Desert rimane un progetto molto pesante da elaborare. Soprattutto dal lato della CPU. Il carico generale si avverte soprattutto in fase di caricamento, quando si muore e si rinasce, ad esempio, o quando si avvia per la prima volta la partita.
Ciò, ad esempio, ha un forte impatto anche sulle temperature della CPU, che schizzano velocemente, in queste sezioni, verso cifre decisamente più alte del normale, almeno per qualche secondo, in base proprio alla potenza dei vari spike di caricamento. Questo è chiaramente un segnale ma, ribadendo quanto detto poc'anzi, nel complesso rimane un gioco molto gestibile con tante CPU, tant'è che abbiamo fatto un piccolo test anche su un vecchio processore i7 di famiglia Intel, con discreti risultati.
Tirando fuori il massimo dall'esperienza, il risultato finale rimane molto solido, ma iniziano a venir fuori i problemi “limite” di un motore grafico che, comunque, deve gestire un carico non indifferente, tra NPC, oggetti vari, shader ambientali e via dicendo. Con questo preset grafico, infatti, al netto della nostra configurazione, il frame rate non ha mai superato i 60 fps, evidenziando, così, quanto detto poco sopra. Crimson Desert è un titolo gestito molto bene, ma la sua natura è comunque molto “Next-gen” e si sente davvero tanto.

Il confronto evidenzia ottime prestazioni, a tutte le risoluzioni
Perché abbiamo “omesso” il DLSS 4.5?
Per quanto abbiamo trovato sinceramente lodevole la presenza del supporto nativo in Crimson Desert, disponibile anche in fase di recensione e prima del day one, dell'ultima versione dell'upscaler di NVIDIA, crediamo che, per il momento, il gioco potrebbe non valere la candela. Pearl Abyss ha dimostrato grande rispetto per il lavoro altrui e lungimiranza, ma il risultato finale, almeno per il momento, non ci ha convinto più di tanto.
Allo stato attuale, infatti, l'ultima versione dell'applicativo più rivoluzionario degli ultimi anni non risulta completamente a fuoco. Per svariate motivazioni. Con entrambi i preset "alti" e “base”, il DLSS 4.5 pecca in termini di gestione dell'illuminazione e, in generale, dell'effettistica, che viene un po' “spenta” proprio da un'applicazione del modello più nuovo della tecnologia IA di NVIDIA meno accattivante.
Con il DLSS 4.5 attivo, infatti, la qualità dell'immagine ci è sembrata calare in maniera abbastanza vistosa, anche in termini di “rumore” dell'immagine, che risulta decisamente più evidente. Questo si avverte osservando, in particolare, come si muovono le cose in base a come si muove la telecamera che, specialmente in alcune aree, appare molto evidente. Il tutto, per un pugno di fps guadagnati, ma sono veramente molto pochi (4-5 fps di media) e il gioco non vale assolutamente la candela.

Crimson Desert è un titolo artisticamente molto affascinante, in ogni caso
In conclusione
Come possiamo vedere dai vari test effettuati, Crimson Desert è, allo stesso tempo, sia un titolo solido in termini di prestazioni sia incredibilmente scalabile. Su PC, con una configurazione, comunque, di fascia alta, il risultato finale è veramente pregevole, soprattutto con alcune combinazioni tra risoluzione di riferimento e tech utilizzate. La cosa sorprendente è che, nonostante la pesantezza del mondo e dei modelli, il gioco riesca a massimizzare al meglio la propria resa, dimostrandosi pronto per tutte le esigenze.
Al netto di una potenza grafica che segna, sicuramente, un nuovo standard per la generazione di console attuale, il Blackspace Engine si rivela scalabile e nemmeno così pesante, sia in termini di CPU sia in termini di VRAM richiesta. Il risultato finale è quello di un titolo che, almeno su PC, riesce ad evidenziare prestazioni al top, con qualche artefatto e qualche mancanza, ma sicuramente su un altro livello rispetto alla concorrenza.
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