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Vampire Therapist – Recensione Speedrun

Sdraiatevi sul lettino e preparatevi a una seduta con uno psicoterapeuta molto particolare: siamo infatti pronti a parlarvi di Vampire Therapist nella nostra recensione Speedrun. Sviluppata da Little Bat Games, questa curiosa visual novel ci mette nei panni di un vampiro che vuole aiutare i suoi simili.



Primo: non si morde



Negli ultimi anni, il tema dei vampiri è tornato prepotentemente alla ribalta, soprattutto nel mondo dei videogiochi. Le opere dedicate sono sempre più varie e numerose, con alcune in grado di conquistare gli appassionati di queste creature sovrannaturali. Vampire Therapist si pone l'ambizioso obiettivo di offrire un diverso punto di vista sui demoniaci succhiasangue, trasformandoli in esseri dall'animo ferito e bisognosi di cure.



Il protagonista della storia è Sam, vampiro cowboy di 200 anni che, compreso di avere un problema relativamente al suo essere un non morto, decide di chiedere supporto a un esperto per aiutare se stesso e i suoi simili. Questo altro non è che Andromachos, un altro vampiro con oltre 3000 anni sulle spalle, che decide di prendere Sam sotto la sua ala. Il cowboy è infatti riuscito a identificare alcune delle distorsioni cognitive utili a una psicanalisi ed è a suo avviso pronto per approfondire l'argomento.



Sam alterna lezioni a vere e proprie visite, durante le quali riceverà quattro figure molto diverse tra loro: il dottor Drayne, ossessionato dal suo lavoro, la nobile Isabella d'Este, l'attore shakespeariano Edmund Kean e la sua rabbia imperitura e infine Meddy, vecchia anagraficamente (forse più di Andromachos) ma non nello spirito. Il suo lavoro è infatti quello di inflencer, ossessionato però dalle richieste dei fan.



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Il gameplay di Vampire Therapist



Come è facile immaginare, anche Vampire Therapist non si discosta dal classico stile delle visual novel. Dovremo interagire con vari personaggi, tra cui anche il barista e il nostro mentore, e scegliere le risposte più appropriate. Sam dovrà anche, durante le terapie, identificare i disturbi corretti: qui non ci sarà margine d'errore, dovremo solo riprovare fino a trovare la strada corretta. Tutto rimane comunque sempre molto lineare, sebbene la storia riesca a coinvolgere. Molto piacevole in questo senso la scrittura dei vari personaggi, con Sam che utilizzerà spesso esempi riferiti al mondo dei cowboy e dunque ci calerà nella sua mente.



Vampire Therapist include anche brevi minigiochi per spezzare la monotonia dei dialoghi, in cui dovremo nutrirci trovando le vene sul collo delle vittime e meditare. Sebbene risultino inizialmente simpatici, l'assenza di tutorial in merito e la ripetitività degli stessi li renderanno presto dimenticabili. Apprezzabile invece che il gioco sia stato interamente doppiato, sebbene come da tradizione Vampire Therapist sia sprovvisto di qualsivoglia localizzazione in italiano.



Molto buona invece la longevità: per arrivare alla fine della storia sarà necessario mettere in conto una decina di ore, aumentabili se vorrete scoprire ogni segreto del gioco. Piacevole anche lo stile grafico, con sprite curati e testi sempre chiari da leggere. La paletta è ovviamente più oscura di altre visual novel, ma si adatta alla perfezione alla tematica vampiresca del gioco.



Il Platino di Vampire Therapist



La lista trofei di Vampire Therapist include la bellezza di 35 coppe, in cui trova spazio anche uno scintillante Platino. Per sbloccarlo però sarà necessaria una certa dedizione al gioco e una discreta prontezza nel fare uso dei salvataggi manuali. Saranno infatti presenti numerose coppe mancabili, per le quali, come da tradizione delle visual novel, è richiesto di scegliere alcune risposte specifiche. Se supererete tutte le sedute con il cowboy vampiro, però, potrete festeggiare con una nuova coppa blu in bacheca.




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