GRIS: Avventura nel dolore e nella rinascita
Gris è un'avventura narrativa che parla di dolore e rinascita.
Immaginate di perdere la voce, la cosa più preziosa che avete. E, per riconquistarla, dovete compiere un viaggio attraverso il dolore, imparando a modificare voi stessi durante il tragitto. Ve la sentite di proseguire?
È proprio su questa premessa che poggia GRIS, di Nomada Studio, un videogioco dalle tinte pastello, all'apparenza rassicuranti ma che, nella loro essenza più vera, raccontano a noi giocatori una storia di dolore e di rinascita.
GRIS: di che gioco si tratta?
GRIS è un platform-adventure che non vuole puntare sulla difficoltà, bensì sul donare un'esperienza, sul raccontare una storia attraverso il videogioco.
Per cui sono presenti sì i classici puzzle tipici dei platform ma, GRIS non si propone di offrire una sfida elevata come un Super Meat Boy o un Celeste. Anzi, il gameplay è fluido e semplice, proprio per favorire un altro aspetto: l'emozione.
Le premesse sono di immediata comprensione, grazie all'elevata abilità tecnica del Team, Nomada Studio per l'appunto, anche se in questo caso si può parlare altresì di abilità artistica.

GRIS: specifiche tecniche
MINIMI
SISTEMA OPERATIVO: Windows 7 e successivi
PROCESSORE: Intel Core2 Duo E6750 (2 * 2660) o equivalente / AMD Athlon 64X2 Dual Core 5000+ (2 * 2600) o equivalente
MEMORIA: 4 GB di RAM
SCHEDA VIDEO: Geforce GT 430 (1024 MB) / Radeon HD 5570 (1024 GB)
SPAZIO DISPONIBILE: 4 GB
GRIS: saper evolvere nel tempo
L'avventura è divisa in quelle che possiamo chiamare “stanze” e ognuna di esse sblocca una diversa abilità della nostra protagonista di cambiare forma.
In questi scenari, dipinti in modo delicato, si susseguono tutte le fasi della storia dolorosa di Gris e sta a noi capire come mutare in base alle situazioni che ci ritroveremo ad affrontare.
Ricordo ancora in maniera nitida le sensazioni forti che ho provato proprio all'inizio, quando Gris sta cantando e, di colpo, perde la voce e si stringe le mani al collo. Oppure, quando attraversa la disperazione più nera e sarà proprio il videogiocatore a ritrovare i colori in lei.
Dopotutto, non è forse vero che, quando si attraversa un momento difficile o un dolore profondo, sta a noi mutare e, piano piano, cercare di recuperare i colori che sembrano essere spariti dal nostro mondo?

GRIS: perché lo consiglio?
In questa nuova rubrica di Press-Start, chiamata Point&Soul, mi sono ripromessa di parlare di avventure grafiche, narrative e classiche, con un'ottica legata all'emozione, all'anima che certe opere possiedono, per avvicinare quanti più videogiocatori possibili a questo vasto mondo che, troppo spesso, viene lasciato ai margini.
GRIS mi è sembrato un ottimo inizio, perché riesce a fondere insieme due generi in modo eccelso: l'avventura narrativa e il Platform.
Tramite la grafica, che sembra davvero un dipinto, la fluidità dei movimenti della protagonista e la soundtrack evocativa, si è meritato un posticino nel mio cuore da avventuriera di lunga data.
Nonostante sia ormai del 2018, è un format che non invecchia e, anzi, mantiene il suo fascino anche nel corso del tempo. A differenza delle avventure Sierra, poi, nemmeno c'è il Game Over ma, anzi, GRIS ti lascia ambientare ai vari scenari con calma, tenendoti per mano e accompagnandoti in questa storia di speranza.
Nomada Studio, nel 2024, ha pubblicato un altro titolo artisticamente ben fatto: Neva, un platform-adventure più sfidante ma, che mantiene le stesse vibrazioni ed emozioni del loro primo titolo.
Come detto all'inizio, Gris è un'avventura narrativa che parla di dolore e rinascita, e proprio attraverso queste fasi dovremo cercare di capire come riacquistare i colori che abbiamo perduto.
Se non lo avete ancora fatto, fiondatevi su GRIS e fateci sapere con un commento cosa ne pensate. Alla prossima avventura!

Fonte: press-start.xyz
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