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The Confinement – Recensione Speedrun

Mt. Dev Studio e QUByte Interactive ci sfidano a risolvere una serie di schemi platform con The Confinement, di cui vi parliamo nella nostra recensione. Sopravvivete o riprovate, senza però nessuna certezza sul perché lo stiate facendo, in un gioco che metterà a dura prova i vostri nervi.



Confinato in un altro mondo



Pur senza essere profondi conoscitori delle lingue, The Confinement è un titolo facilmente traducibile e rende perfettamente l'idea della nostra situazione. Per un motivo non meglio precisato saremo infatti confinati all'interno di un mondo virtuale, tra strutture astratte e pedane traballanti. Il nostro scopo principale sarà quello di attraversare le varie porte che si trovano in fondo ai percorsi, cercando di sopravvivere il più a lungo possibile.



Poco male in realtà se falliremo, perché verremo semplicemente ritrasportati all'inizio del livello e chiamati a riprovare. Questo perché The Confinement si dimostra subito un platform in prima persona che non fa troppi sconti e non prende il giocatore per mano. Preferisce piuttosto punirlo, farlo morire e magari irritarlo anche un poco, inserendo elementi sempre diversi e imprevedibili pronti a rovinare la nostra corsa verso la libertà. Non aspettatevi però una trama o qualche spiegazione: semplicemente completeremo uno schema dopo l'altro, cercando magari di raccogliere qua e là qualche collezionabile.



Dal menu principale potremo accedere a un numero ridotto di opzioni oppure all'elenco dei livelli, che saranno indicati da lettere, numeri e simboli. In ognuno potremo ottenere un punteggio che va da 1 a 3 stelle e come detto raccogliere dei collezionabili, se presenti, sotto forma di cubi chiamati Frammenti. La durata di ogni prova va dai pochi secondi alla manciata di minuti, a patto di trovare fin da subito la quadra per sopravvivere. Richiesta non sempre così immediata, che porterà come già anticipato a svariati game over.



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Il gameplay di The Confinement



Se avete giocato a Portal, avrete vagamente un'idea di ciò che vi attende anche in The Confinement. Vi troverete infatti all'interno di una serie di schemi astratti, in cui evitare di cadere su griglie dalle accese tonalità neon, schivare laser pronti a carbonizzarci e via discorrendo. Inizialmente gli ostacoli saranno limitati, ma la curva di difficoltà s'impennerà rapidamente, mettendo a dura prova le abilità platform dei giocatori. Il tutto con dei controlli precisi ma con una telecamera a volte imperfetta, che rende di tanto in tanto la sfida ancora più complessa.



Il nostro eroe senza nome e senza volto, dal canto suo, potrà saltare, eseguire uno scatto, anche a mezz'aria, che avrà un tempo di cooldown e scivolare sul suolo. Man mano che avanzeremo non otterremo nuove abilità, ma ci troveremo piuttosto di fronte a diverse interazioni: cubi che ruotano gli schemi e cambiano la prospettiva, sfere che trasformano le griglie letali in pavimenti su cui camminare e così via. Tutto è strutturato per mettere alla prova abilità e pazienza dei giocatori, sebbene l'intera esperienza abbia il sapore di qualcosa di già visto. Idee “sbocconcellate” qua e là da altri videogiochi noti, un look generalmente superficiale e una colonna trance non esattamente stupefacente.



La sfida comunque è presente e riesce a intrattenere gli appassionati per qualche ora, mentre si destreggeranno nei caotici corridoi pieni di trappole ideati da Mr. Dev Studio. Certo, non si tratterà come detto dell'opera destinata a sconvolgere il mercato videoludico, ma di un discreto esponente dei platform tridimensionali che riuscirà a farvi staccare per qualche ora. Un monito però ai giocatori meno pazienti o semplicemente inserperti: alcuni livelli potrebbero davvero farvi salire la pressione oltre livelli salutari, dunque valutate bene questo aspetto prima di lanciarvi nell'impresa di terminarli tutti.



Il Platino di The Confinement



Trattandosi di un gioco essenzialmente lineare, lo stesso aggettivo è utilizzabile anche per parlare della sua lista trofei. Tutto quello che dovremo fare sarà battere il punteggio record in ogni schema (ottenendo le tre stelle) e completare la raccolta dei 92 Frammenti sparsi nei vari schemi. Se amate il genere, non dovrebbe essere un problema conquistare uno scintillante Platino, ma se fate difficoltà con i platform in prima persona, The Confinement potrebbe rappresentare per voi un ostacolo insormontabile.




L'articolo The Confinement – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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oggi alle 21:00

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