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Bright Lights of Svetlov – Recensione Speedrun

Tra il 1981 e il 1987, nella città di Kramatorsk, sei residenti di una palazzina morirono di leucemia. Dopo aver effettuato alcuni esami negli alloggi, gli specialisti della sicurezza radiologica hanno trovato una capsula contenente cesio-137, rimossa da una parete nel muro di una delle stanze. Bright Lights of Svetlov, sviluppato da Vladimir Cholokyan e pubblicato da Sometimes You, vuole raccontare questa oscura vicenda.



Da una vita all'altra



Le storie interattive sono un genere decisamente particolare: o si amano o si odiano, considerato che di fatto il gameplay viene sacrificato in favore della narrazione. Alcune storie, proprio come accade per libri e film, hanno il merito di colpirci di più, rendendo il viaggio positivo anche senza QTE, salti precisi o altri elementi ludici. Su questo punta anche Vladimir Cholokyan, che con il suo Bright Lights of Svetlov ci porta nella vita di Anatoly, Viktor, Tamara e Nadia. Quattro individui apparentemente distanti tra loro, ma legati da un destino comune.



Chi conosce la storia dietro le vicende di Kramatorsk non avrà sorprese sul tragico esito finale, sebbene il titolo tenti di mostrarci una sorta di introspezione dei soggetti, di parlarci delle loro vite e dei compiti ordinari che svolgevano. Il tutto è proposto con una visuale in prima persona, grazie alla quale potremo esplorare i diversi appartamenti e interagire con alcuni oggetti. A dispetto del nome, le stanze non sono però così luminose, ma anzi si rivelano cupe e anguste, tanto che si proverà una leggera sensazione di claustrofobia.



La narrazione avviene invece sia mediante dialoghi a schermo, sia interagendo con note e similari presenti nelle case. L'intera avventura è però soltanto in lingua inglese, sebbene si tratti di un elemento che non vi impedirà di terminare il gioco con successo. Le interazioni sono infatti incredibilmente basilari e spesso si limitano a chiederci di portare un oggetto dal punto A al punto B.



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Il gameplay di Bright Lights of Svetlov



Come vi abbiamo anticipato, usare la parola “gameplay” per descrivere Bright Lights of Svetlov è veramente esagerato. Pur non ricadendo nel campo delle visual novel, data la richiesta di un minimo d'interazione da parte dei giocatori, tutto sarà veramente ridotto all'osso, senza peraltro alcun tipo di enigma o prova di abilità che possa stimolare la materia grigia dei giocatori. Sarà sufficiente capire dove si trovano gli oggetti utili a proseguire, raccoglierli e usarli. I personaggi ci daranno anche utili incipit, come Viktor che per finire una lettera specificherà di non poterlo fare da sobrio (e se lo dice lui…).



Chi però punta a trovarsi davanti a una sorta di life simulator in prima persona troverà sicuramente interessante lavare i piatti, scrostare macchie di colla oppure ammodernare il proprio appartamento. Tutti gli altri potrebbero invece trovare la mezz'ora circa necessaria a completare la storia eccessivamente monotona. Chiaramente questo non va ad intaccare minimamente il valore storico e culturale della produzione, ma parlando in senso strettamente ludico presenta fin troppe lacune.



Allo stesso modo, il comparto tecnico non brilla per qualità. Le ambientazioni sono, come detto, sempre molto scure e claustrofobiche, senza contare che si assisterà spesso a fastidiosi effetti pop-up e ad elementi che saranno inizialmente sfocati, come quadri e tappeti, salvo poi tornare nitidi appena verranno caricate le texture. Minimale anche il comparto audio, ma trattandosi di un gioco dalla durata molto limitata non ci saremmo aspettati colonne sonore orchestrali né clamorosi artifici tecnici.



Il Platino di Bright Lights of Svetlov



Dodici sono le coppe di Bright Lights of Svetlov, a cui aggiungere uno scintillante Platino. Per sbloccarlo sarà sufficiente completare il gioco e fare attenzione ai tre soli trofei mancabili presenti: nel primo capitolo dovremo fumare con Anatoly sul balcone, nel secondo leggere l'appunto di Viktor in camera da letto e nel terzo fare in modo che Tamara interagisca con la chitarra. Terminata la disavventura a Kramatorsk, potrete aggiungere un nuovo Platino alla vostra bacheca.




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