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Dnup – Recensione

Ribaltate le vostre prospettive e puntate alla vittoria con Dnup, gioco di carte di cui vi parliamo nella nostra recensione. Ideato da Kei Kajino e pubblicato da asmodee, in questo gioco l'obiettivo sarà quello di sbarazzarsi il più rapidamente possibile delle proprie carte, giocando set e sperando che gli avversari non battano quelli messi davanti a noi. Per trionfare bisognerà quindi mettere in campo tanta strategia, ma anche avere un pizzico di fortuna.



Sopra e sotto



Sebbene la scatola di Dnup sia tra quelle più compatte in commercio, il gioco di asmodee è di quelli che colpiscono l'occhio. Il verde fluorescente fa emergere subito un titolo decisamente curioso. Già, perché sebbene possa sembrare una parola strana, Dnup riassume perfettamente l'anima dell'opera di Kei Kajino. Si tratta infatti dell'unione delle parole “down” e “up”, ossia sopra e sotto. Due termini opposti, che dovremo però imparare a padroneggiare per diventare dei maestri di questo gioco.



Sollevando il coperchio ci si trova di fronte a quaranta carte numerate da 1 a 10 e cinque di consultazione, oltre a 16 segnalini lettera e all'immancabile regolamento, racchiuso in due sole facciate. Le carte sono ovviamente il cuore del gioco e hanno un design molto particolare: ognuna infatti mostrerà due numeri intrecciati, uno sempre a testa in su e l'altro a testa in giù. Quello che leggeremo correttamente verrà definito in partita come valore attivo, mentre l'opposto sarà inattivo. Ogni carta riporta anche un reminder del numero che otterremo ruotandola di 180 gradi, informazione fondamentale per puntare alla vittoria.



Seppur con uno stile molto particolare, le carte di Dnup risultano sempre chiare e leggibili, mentre le carte di consultazione aiutano a gestire le prime partite. Non siamo ovviamente di fronte a un peso massimo, ma piuttosto a un light game dalla durata contenuta (circa 15 minuti a partita), in cui però dovremo mettere in campo una certa abilità nello scegliere e giocare le nostre carte. A trionfare nella sfida sarà infatti il giocatore più abile a svuotare la sua mano di carte e comporre la parola “dnup”, impresa che si rivelerà più semplice a dirsi che a farsi.



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Come si gioca a Dnup



Cimentarsi in una sfida a Dnup è molto semplice. Per prima cosa si compone il mazzo in base al numero di giocatori, rimuovendone, come da regolamento, alcune se non parteciperà il numero massimo di sfidanti, ossia 5. Fatto questo, bisognerà mischiare il mazzo e dividere equamente le carte tra tutti i giocatori, che potranno guardarle, riordinarle, ma mai girarle sul lato opposto. Fatto questo, si potrà dare il via alla partita, che proseguirà fino a che un giocatore non avrà, come detto, terminato le carte in mano. Nel proprio turno è possibile eseguire una di quattro azioni: giocare un set di carte, aggiungere una carta al set di un avversario, prendere un intero set di un rivale oppure capovolgere tutte le carte nella propria mano.



Se sceglieremo di giocare un set, potremo scegliere un numero e giocare davanti a noi una o più carte con quel numero sul lato attivo. Se però ci sarà già sul tavolo un set con lo stesso numero di carte, potremo giocare il nostro set solo se il valore indicato sarà più alto. Con un set di tre 6 sul tavolo, potremo ad esempio giocare tre 7, ma non tre 5. In alternativa, potremo aggiungere una e una sola carta a un set di un avversario: se però così facendo pareggeremo il numero di carte di un altro set, potremo farlo solo se il valore indicato sarà più alto.



Qualora non volessimo o non potessimo giocare carte, potremo scegliere di prendere un intero set davanti a un avversario. Nel farlo, saremo obbligati a fare un dnup, ossia girare di 180 gradi tutte le carte prese, invertendo i lati attivo e inattivo. Infine, l'ultima opzione sarà quella di capovolgere la nostra intera mano, qualora i valori inattivi potessero tornare utili alla nostra strategia. In questo senso, diventa utilissimo il reminder, che ci farà subito capire se l'inversione può essere o meno una mossa conveniente. Dopo aver eseguito l'azione, passeremo il turno, mentre quando toccherà nuovamente a noi dovremo scartare l'eventuale set davanti a noi in una pila comune coperta. Il primo giocatore a svuotare la sua mano otterrà due lettere dalla riserva, mentre il secondo ne otterrà una sola e farà terminare il round. Chi riuscirà a completare la parola “dnup” otterrà la vittoria.



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Gira che ti passa



Come avete potuto leggere nel precedente paragrafo, spiegare Dnup richiede davvero pochissimi minuti. Il gioco di Kei Kajino è però uno di quei titoli in grado di intrattenere per ore, spingendovi a giocare una partita dietro l'altra per affinare le proprie strategie e dimostrarsi più abili dei rivali. Si tratta del card game perfetto da portare sempre con sé, dato che sia l'ingombro che lo spazio richiesto per sfidarsi saranno davvero ridotti. Un piccolo tavolino sarà perfetto per appoggiare il proprio set, dovendo conservare il resto delle carte nella propria mano, e tenere sott'occhio i propri segnalini vittoria. Molto piacevole anche il design, che rende semplice la lettura dei due numeri e riesce a non generare confusione.



La rigiocabilità è ovviamente elevatissima, nonostante la presenza di sole 40 carte, mentre è buona la scalabilità, sebbene più giocatori generino un numero maggiore d'interazioni, rendendo le partite più avvincenti. Interessante in questo senso la presenza di una variante per due giocatori, che avranno a disposizione due aree ciascuno e svolgeranno due turni consecutivi. In questo modo sarà possibile interagire anche con se stessi, ma la presenza di quattro set potrebbe persino portare a osacolarci da soli, bloccando magari specifiche giocate e obbligandoci a scegliere mosse diverse.



L'elemento in grado di rendere Dnup diverso da altri titoli in commercio è sicuramente la necessità di considerare entrambi i lati delle carte, ribaltando la propria mano al momento giusto per stravolgere l'esito della partita. In questo senso il design delle carte è davvero l'arma in più del gioco, che aiuta a ragionare e a non rendere mai le mosse esageratamente complesse. Nonostante questo, chi ama pianificare l'utilizzo di ogni carta si troverà di fronte a un gran numero di possibilità, a dimostrazione che Dnup è il classico gioco semplice da imparare ma difficile da padroneggiare. Questo perché a volte, per trionfare, potrebbe essere sufficiente cambiare la propria prospettiva.




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