The Sinking City 2 – Recensione
Dopo una lunga attesa, è finalmente il momento di tornare in mezzo agli orrori targati Frogwares: The Sinking City 2 è arrivato e noi ve ne parliamo in una ricca recensione. Salutato l'investigatore Charles Reed e le strade di Oakmont, nel Massachusetts, è infatti giunta l'ora di lanciarci in una nuova avventura a tinte lovecraftiane, in cui verrà raccontata una storia indipendente dalla precedente, ma indirettamente collegata ad essa dagli indicibili orrori che il nostro eroe dovrà affrontare. Se pensate che la vostra salute mentale possa reggere, non vi resta che imbarcarvi per un tour di Arkham.
Horror love story
Un'ultima carezza, un saluto e poi di nuovo fuori, in una città divenuta ormai irriconoscibile a causa della piena innaturale che ne ha inghiottito le strade, distruggendo vite, sogni e speranze di molti. L'evacuazione di Arkham è ormai agli sgoccioli; le ultime imbarcazioni stanno per lasciare un luogo divenuto ormai inospitale, ma Calvin Rafferty non può ancora unirsi ai suoi concittadini. Deve prima trovare il modo di spezzare il sortilegio che ha colpito la sua compagna Faye, che giace serena nel letto di casa sua, addormentata in un sonno mistico e intrappolata nei Reami del Sogno a causa di un rituale andato storto. Calvin è disperato, ma non rassegnato: da esperto investigatore dell'occulto quale è, sa che c'è un modo per invertire il fato nefasto della sua amata. Prende quindi la sua barca e si lancia verso la Biblioteca di Arkham, pronto a tuffarsi negli orrori che affollano le vie della città.
Seppur con punte romanzate, quello che vi abbiamo appena riportato è l'incipit di The Sinking City 2, videogioco che, come anticipato, non condivide nulla a livello narrativo con il suo predecessore, riaffrontato nella recente Remastered pubblicata su PlayStation 5. L'ambientazione cambia radicalmente, pur mantenendo i tratti cupi visti nel primo capitolo della serie. Oakmont lascia spazio all'iconica Arkham, città sempre immaginaria nel Massachusetts ma immediatamente riconducibile ai romanzi di H.P. Lovecraft. Protagonista di tante storie, ma anche di numerosi giochi di tavolo, la città è invasa dall'acqua: scelta stilistica, ma anche tecnica, che trasforma l'avventura non più in un open world nudo e crudo, bensì in un semi-open world. Spostamenti mirati, zone che saranno accessibili o meno a seconda del variare dell'inondazione, e un percorso ben delineato per seguire le vicende di Calvin.
Il periodo storico scelto, ossia i ruggenti anni Venti, ha permesso ai ragazzi di Frogwares di tematizzare con precisione la storia. I personaggi vantano un look facilmente riconoscibile, così come i poster e le informazioni che troveremo durante le nostre indagini ci rammentano inequivocabilmente che saremo tornati indietro di cento anni circa. Un'altra scelta che strizza l'occhio ai romanzi dedicati ai Grandi Antichi e che ha il merito di offrirci uno spaccato preciso di quel periodo, con però la variante di un paesaggio invaso da una piena innaturale e minacciato dalla costante presenza degli Striscianti. Questi parassiti emersi dall'acqua sono in grado di infettare cadaveri rendendoli simili a zombie. Le creature soprannaturali però non saranno l'unico pericolo per Calvin: abitanti ormai corrotti dal male e dalla follia potrebbero essere anche più letali.

Il gameplay di The Sinking City 2
L'intento dichiarato del team era quello di non riproporre un investigativo open world: The Sinking City 2 è infatti definito come survival horror in terza persona. Le scelte legate alle meccaniche lo fanno capire fin da subito in maniera chiara, dato che l'avventura di Calvin sarà ben diversa da quella del suo predecessore Charles. Innanzitutto, la struttura non completamente open world ha consentito a Frogwares d'incasellare la storia in una serie di capitoli, nei quali ci troveremo ad esplorare varie location di Arkham. Spazi in cui muoversi relativamente liberi, ma comunque limitati rispetto alle strade di Oakmont. La prima destinazione sarà la Biblioteca, ma ci attendono anche ospedali e altre strutture fatiscenti e, forse, persino alcune non del nostro mondo.
Nel corso dell'introduzione, apprenderemo grazie ad alcuni rapidi tutorial le basi del gioco. Calvin parte fin da subito armato di una pratica pistola, per la quale avrà però un numero limitato di colpi, da usare con parsimonia. Allo stesso modo, l'inventario sarà relativamente scarno, oltre che decisamente poco spazioso (almeno nelle prime fasi): potremo conservare oggetti raccolti sul campo, che potrebbero essere immediatamente utilizzabili oppure necessari per il crafting di risorse. Questi elementi ricordano in parte Resident Evil e riescono a trasmettere fin da subito la sensazione di “sopravvivenza difficile” tipica del genere. Ciò che invece non avrà alcun limite è lo spazio per le informazioni, che troveremo sparse nelle varie aree: alcune serviranno per proseguire con l'avventura, altre invece per scoprire segreti nascosti utili a fornirci bonus e risorse.
Lo Spazio dell'Investigatore presente nel nostro menu sarà il fil rouge che lega The Sinking City 2 ai precedenti lavori di Frogwares: una zona sicura in cui analizzare le prove, studiare gli indizi e valutare le prossime mosse. Spesso le soluzioni ai piccoli enigmi presenti saranno nascoste all'interno delle note da noi raccolte. Un codice per una cassaforte potrebbe celarsi in una lettera o in una foto e così via. Questa scelta fa sì che il gioco non sia solo un concentrato di tensione e paura, ma piuttosto un mix equilibrato in cui ci saranno anche momenti in cui fermarsi a ragionare, respirando l'umida aria di Arkham a pieni polmoni per trovare la strada corretta.
Servi di Cthulhu
Com'è facile immaginare pensando ai survival horror, Calvin non dovrà però soltanto usare la sua materia grigia, ma anche fronteggiare una serie di minacce, confrontandosi con esseri mostruosi, creature di altri mondi e ovviamente con una serie di orrori pronti a portarci sulla soglia della pazzia. Rispetto al primo capitolo, The Sinking City 2 prende quindi una svolta decisamente più oscura e gore, come testimoniato anche dalla scelta di proporre ambientazioni volutamente cupe e claustrofobiche. La torcia in nostro possesso permetterà di aprire piccoli spiragli sulle ombre, rivelando movimenti fugaci e potenziali minacce, ma lasciandoci sempre con l'inquietudine che qualcosa possa nascondersi alle nostre spalle.
Gli scontri con le creature che hanno invaso Arkham sono frequenti ma non fondamentali: sarà possibile tentare di eliminare i nemici, ma anche scegliere consapevolmente che la fuga potrebbe essere una strada più saggia. Il numero limitato di risorse obbliga infatti a decidere quando vuotare il nostro caricatore oppure quando invece sfruttare l'agilità di Calvin, il corpo a corpo e le schivate per passare oltre i pericoli e proseguire nell'esplorazione. La presenza di quattro livelli di difficoltà e di alcuni aiuti, tra cui persino l'opzione di immunità dai danni nella modalità più semplice, consentirà comunque a ogni tipologia di giocatore di sopravvivere al meglio nella tetra e oscura Arkham o di trovare una sfida adatta alle proprie esigenze.
Quale che sia la scelta, lo stile degli scontri rimane lo stesso: le numerose tipologie di mostri che incontreremo agiscono con specifici pattern da metabolizzare per avere la meglio su di loro. I semplici infetti tenteranno di colpirci con mosse lente e prevedibili, esponendo in maniera chiara i loro punti deboli. Abomini e altre aberrazioni che si pareranno sul nostro cammino saranno invece pensati per darci maggior filo da torcere e magari sprecare le nostre preziose munizioni in cerca del giusto spiraglio. Come detto, però, a volte la fuga sarà la scelta migliore, puntando magari su zone sicure in cui riprendersi e ragionare. Di tanto in tanto troveremo anche delle porte speciali, che ci consentiranno di accedere a una stanza che farà da hub per salvare e per conservare in un apposito magazzino eventuali strumenti aggiuntivi che non ci serviranno in quel momento. Questo, considerato il ridotto spazio nell'inventario, sarà fondamentale per non lasciare oggetti importanti sul nostro cammino.

Un investigatore talentuoso
Addentrandosi sempre più nella follia di Arkham, anche per Calvin diventa indispensabile evolversi e migliorarsi, così da poter meglio fronteggiare situazioni complesse e terrificanti. Ecco perché il nostro personaggio potrà utilizzare un sistema di potenziamento basato sui talenti, legati alla maschera che avremo sempre con noi (chiamata Night Shade), grazie al quale ottenere una serie di abilità utili a destreggiarsi meglio all'interno delle location che esploreremo e a prenderci cura in maniera più efficace dei mostri che le hanno invase. Non si tratta ovviamente di una meccanica complessa come potrebbe essere quella di un GdR, ma è sicuramente funzionale all'esperienza offerta da The Sinking City 2. Dall'apposito menu, man mano che avanzeremo nella storia, potremo sbloccare Talenti, adattando lo stile di Calvin al nostro e permettendoci di sopravvivere più serenamente. Anche qui gli slot saranno limitati, ma potremo sbloccarne di aggiuntivi per equipaggiare più abilità, così come sostituire quelle base con altre avanzate.
Questo elemento si lega a doppio filo con la possibilità di esplorare le location in cui ci muoveremo per trovare, come anticipato, piccoli enigmi da risolvere. Questi consentono di ottenere risorse aggiuntive e persino migliorie per le armi in nostro possesso che potremo modificare rapidamente accedendo al nostro inventario. The Sinking City 2 include inoltre una serie di casse speciali, denominate Emergency Relief Crate (ERC), che potranno essere aperte utilizzando una chiave speciale e che ci consentiranno di ottenere una quantità generosa di oggetti da sfruttare. Inutile dire che trovarle tutte e riuscire a recuperare il loro contenuto si rivelerà fondamentale, soprattutto alle difficoltà più alte, per consentire a Calvin di non cadere preda dei nemici.
Tutti gli elementi del gioco si amalgamano in maniera intelligente, riuscendo a regalare sempre la sensazione di un'esplorazione sul filo del rasoio, in cui dietro ogni angolo potrebbe nascondersi un pericolo con cui dovremo fare i conti, valutando rapidamente quale scelta fare e, nel caso, se vi saranno vie di fuga per evitare lo scontro. In questo saremo inoltre aiutate dalle informazioni raccolte e dalla presenza di mappe dettagliate delle singole aree, su cui verranno anche indicate eventuali risorse non raccolte e che potremo quindi recuperare magari dopo averne depositate nella stanza sicura.

Il comparto tecnico di The Sinking City 2
Il gameplay solido di The Sinking City 2 è accompagnato da un comparto tecnico di tutto rispetto. I comandi di gioco sono intuitivi e precisi, con un sistema di mira ben progettato e affiancabile anche da un'opzione assistita attivabile dal menu opzioni, che farà da supporto anche ai meno pratici del genere. Il gunplay risulta piacevole e si modifica in base all'arma utilizzata, nonostante la ferma volontà di evitare scontri a fuoco per risparmiare munizioni. Allo stesso modo, i movimenti di Calvin sono fluidi e precisi, con la schivata che si rivelerà l'alleata in più per non subire eccessivi danni, mostrata con una piccola icona a forma di cuore molto piacevole oltre che semplice da interpretare. L'hub rimane infatti molto essenziale, lasciando che le location oscure e gli orrori in essa racchiusi prendano il sopravvento.
Parlando proprio di questo, lo stile grafico di The Sinking City 2 è incredibilmente piacevole. Aree aperte spesso allagate lasciano il posto a corridoi angusti e stanze piene di dettagli, in cui la torcia regalerà raggelanti giochi di luce in grado di farci vedere minacce anche dove non ci saranno. L'ambientazione è accompagnata da una colonna sonora di tutto rispetto, in cui gli scricchiolii di una città decadente e abbandonata si alternano a tracce audio tensive e volutamente oscure, calate peraltro al meglio nel periodo storico scelto. Allo stesso modo, il doppiaggio in lingua inglese è curato, senza contare che il tutto è accompagnato da sottotitoli in italiano che consentono di seguire la storia e comprendere gli indizi senza alcuna fatica. Se pensate poi che, come svelato in un disclaimer all'inizio del gioco, il tutto è stato realizzato a Kiev, in un periodo di guerra come quello attuale, avrete un'idea dell'abilità e della tenacia dei ragazzi di Frogwares. Unica nota dolente, sotto questo aspetto, una caratterizzazione solo abbozzata dei personaggi secondari, alcuni dei quali (senza farvi spoiler) a nostro avviso avrebbero meritato più spazio e magari delle side-stories dedicate.
Parlando invece della longevità, l'avventura di Calvin Rafferty non raggiunge ovviamente quella del suo predecessore. La struttura a capitoli e l'impossibilità di rivisitare location esplorate in passato, unite all'assenza di missioni secondarie o deviazioni più o meno volontarie, fanno fermare il cronometro dopo una quindicina di ore. I completisti però potranno sfruttare la modalità New Game +, disponibile fin dal lancio, per tornare tra le strade di Arkham e magari sbloccare tutti i talenti del protagonista, oltre ovviamente a lanciarsi nella caccia al Platino, di cui vi parleremo a breve. La durata complessiva è comunque in linea con altri esponenti del genere, senza contare che futuri DLC potrebbero offrirci nuovi scorci e possibilità.
Il Platino di The Sinking City 2
Al momento della pubblicazione della nostra recensione, la lista trofei di The Sinking City 2 è ancora avvolta nel mistero, proprio come alcune aree dell'umida Arkham. Nonostante questo, possiamo anticiparvi che per puntare al Platino le richieste saranno tutt'altro che proibitive: bisognerà ovviamente completare la storia, ma non ci saranno vincoli legati al livello di difficoltà. Sarà inoltre necessario risolvere gli enigmi opzionali presenti nelle singole location e in un'unica run ascoltare tutti i comunicati radio e aprire ogni cassa di rifornimenti. Infine, bisognerà portare le abilità di Calvin al massimo, sfruttando magari la modalità New Game +, già disponibile al lancio, per ottenere tutti i Talenti disponibili. Un'impresa che fortunatamente non dovrebbe privarvi della vostra sanità mentale, donandovi rapidamente un nuovo trofeo di Platino da esporre in bacheca.
L'articolo The Sinking City 2 – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.
