Clarity: The Seven Demons of Vanguardia – Recensione Speedrun
Il prolifico publisher eastasiasoft propone agli appassionati di action platform un titolo dalle meccaniche volutamente familiari, calate in un contesto unico. Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, sviluppato da Team Quantium, è il protagonista della nostra nuova recensione Speedrun. Saranno state sufficienti alcune idee interessanti e una trama che inizia subito in tragedia per rendere quest'avventura memorabile? Per scoprirlo, non vi resta che continuare a leggere.
Era mio padre
Quando pensiamo ai platform, generalmente li riconduciamo a personaggi colorati e storie a loro modo allegre, come visto ad esempio nel recente Teeto. Non sempre però questo genere mantiene toni felici e positivi: capita sempre più spesso che sviluppatori scelgano volontariamente di virare verso altri lidi, per distinguersi dalla concorrenza. Super Meat Boy è stato un fulgido esempio di questa scelta, ma non mancano esponenti (spinti magari dall'aggiunta di elementi roguelike) ancora più oscuri. Ecco perché sebbene le premesse di Clarity siano tutt'altro che positive, non sono del tutto sorprendenti.
I giocatori vestono i panni di un ragazzo il cui padre, con cui vive, viene misteriosamente ucciso da alcuni demoni, i sette di Vanguardia presenti anche nel titolo. Il giovane decide quindi di impugnare la spada e lanciarsi in una lotta disperata, avventurandosi nei reami in cui questi demoni risiedono per eliminarli e prepararsi allo scontro con il loro capo. Premessa tutt'altro che inedita, che vive di piccole rivelazioni non destinate però a stravolgere la nostra prospettiva, ma piuttosto a consolidarla. Il titolo di Team Quantum prende anche in prestito una gestione dei mondi “alla Mega Man”: dovremo scegliere un piano e, una volta terminato, torneremo all'hub per passare al successivo.
Pur non essendoci un preciso ordine, ogni boss ci fornirà una nuova spada e un incantesimo, che renderanno più facili altre aree che andremo ad affrontare. Questo aggiunge un pizzico di strategia all'esperienza, senza però che mai il completamento di un mondo diventi impossibile senza prima averne completati altri. Inoltre, l'intera avventura richiederà circa un paio d'ore per essere completata, esplorando nel contempo ogni angolo e recuperando alcuni collezionabili e potenziamenti nascosti. Una durata decisamente risicata, che fa capire come l'evoluzione dell'eroe rimanga comunque marginale.

Il gameplay di Clarity The Seven Demons of Vanguardia
A livello di meccaniche, Clarity si mantiene fedele a una serie di concetti che chi ama gli action platform conoscerà bene. Il protagonista si muove in una serie di aree legate a elementi naturali, come ad esempio ghiaccio e fuoco. Sarà necessario trovare tre chiavi in altrettanti forzieri per aprire la porta che condurrà al boss della zona, sconfitto il quale otterremo una ricompensa e torneremo all'hub principale. Ogni area è ovviamente costellata di mostri che ci metteranno i bastoni tra le ruote, da combattere usando spada e magia. Mentre l'uso della prima sarà illimitato, la seconda avrà una sua barra (quella di clarity, appunto) che andrà consumandosi e che potremo ricaricare con i drop dei nemici.
Allo stesso modo, potremo ottenere cuori che riempiranno un contenitore dedicato, da usare per ricaricare la propria energia vitale a mo' di pozione. Meccaniche che sanno prepotentemente di già visto, con una costante sensazione di déjà vu in un gioco che fa davvero poco per innovare. Potremo cambiare armi e magie, sempre abbinate le une alle altre, ma senza mai creare combo o scatenare la nostra fantasia di gamer. I boss, inoltre, saranno deboli a specifici elementi, il che renderà la loro sconfitta spesso rapida e indolore, togliendo pathos e fascino alle battaglie che dovrebbero essere il culmine dell'esperienza.
Parlando invece del comparto tecnico, la grafica di Clarity è abbastanza compassata, senza contare che alcuni fondali renderanno difficile vedere nitidamente i mostri. Inoltre, la telecamera è spesso troppo ravvicinata per gestire al meglio gli spostamenti, obbligandoci a fare affidamento costante sulla mappa globale. Lo stesso discorso si applica a una colonna sonora simpatica ma mai memorabile. Discorso a parte, va invece fatto per i controlli, che risultano fin troppo reattivi e richiederanno un minimo di “taratura” della propria percezione. Non è esattamente un difetto, ma piuttosto qualcosa che potrebbe infastidire nei primi minuti di gioco. Buona invece la fluidità generale del titolo, che durante la nostra prova non ha mostrato nemmeno bug o particolari problemi.
Il Platino di Clarity The Seven Demons of Vanguardia
Nella sezione più amata dai cacciatori vi parliamo ovviamente della lista trofei di Clarity The Seven Demons of Vanguardia. Com'è facile intuire dalla durata di quest'avventura e come il nome di eastasiasoft impone, ottenere il Platino del gioco sarà una sfida alla portata di tutti, completabile rapidamente e senza eccessivi sforzi. Per ottenere la ricercata coppa blu bisognerà comunque esplorare a fondo ognuna delle aree, oltre ovviamente a sconfiggere il boss finale. Niente d'impossibile, per un Platino che si unirà rapidamente agli altri nella vostra bacheca.
L'articolo Clarity: The Seven Demons of Vanguardia – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.
