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Aspettando la serie TV di Harry Potter: i miei 3 (+1) videogiochi preferiti

Ci risiamo.



Ogni volta che Harry Potter torna a farsi vedere da qualche parte, io finisco inevitabilmente per tuffarmi completamente nel Wizarding World. Non importa quante volte abbia letto i libri o visto i film: basta poco per farmi venire voglia di ricominciare tutto da capo.



Quest'anno, con l'arrivo sempre più vicino della nuova serie TV di Harry Potter, la situazione è decisamente sfuggita di mano. Ho riletto tutti i libri, riguardato i film e persino iniziato i nuovi audiolibri in inglese con il cast completo. Insomma, sto vivendo un altro ritorno nel Mondo Magico, questa volta cercando di godermelo in tutte le forme possibili.



Da bambino vivevo Harry Potter soprattutto con la meraviglia di chi scopre un mondo nuovo. Oggi a quella meraviglia si è aggiunta la nostalgia: ci sono luoghi, personaggi, musiche e piccoli dettagli che riescono a riportarmi immediatamente a un periodo preciso della mia vita. Hogwarts, ormai, non è soltanto il mondo di Harry, Ron ed Hermione, ma qualcosa che è cresciuto insieme a me.



I videogiochi hanno sempre avuto un posto particolare in questo rapporto con la saga.



Ne ho giocati parecchi nel corso degli anni e non sono certo tutti memorabili dal punto di vista videoludico. Alcuni sono mediocri, altri sono invecchiati malissimo e più di qualcuno era già parecchio bruttino quando è uscito. Eppure, alcuni sono rimasti legati alla mia esperienza con la saga molto più di quanto avrebbero lasciato immaginare i loro limiti.



Non voglio quindi fare una classifica dei videogiochi più belli o meglio riusciti, ma raccontare i tre titoli che, per motivi molto diversi, continuo ad associare più volentieri a Harry Potter. Non sono necessariamente quelli che consiglierei per primi a chiunque: sono quelli che, ripensandoci, mi riportano a ricordi e momenti a cui sono particolarmente legato.



Con la nuova serie TV all'orizzonte, mi è sembrato il momento giusto per tornarci. Partiamo dal terzo posto.



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3 | Harry Potter e la Pietra Filosofale



Harry Potter e la Pietra Filosofale è uno dei primi videogiochi che ricordo di aver desiderato davvero tanto e, soprattutto, uno dei primissimi che ho finito più volte.



Quando penso a quel gioco, prima ancora di ricordarmi Hogwarts, gli incantesimi o le avventure di Harry, mi torna in mente una scena molto più semplice: io che, tornando dal centro commerciale insieme ai miei genitori, cercavo in tutti i modi di convincerli a comprarmelo.



Non ricordo quanto tempo ci sia voluto per riuscirci, ma ricordo perfettamente quanto lo desiderassi.



All'epoca Harry Potter era già qualcosa di importante per me ed avere tra le mani un videogioco che mi permettesse di entrare in quel mondo era tutto ciò che cercavo: non mi interessava stabilire quanto fosse fedele al libro o quanto fosse avanzato tecnicamente. Volevo semplicemente giocare a Harry Potter.



Flipendo! Credo che basti pronunciarlo per capire immediatamente di quale periodo sto parlando. Passavo il tempo a lanciare incantesimi contro qualsiasi cosa, a scoprire che cosa potevo colpire e dove usarli, imparando a memoria quei piccoli meccanismi che allora mi sembravano incredibilmente divertenti. Era una magia semplice, soprattutto vista con gli occhi di oggi, ma per me funzionava alla perfezione.



Rigiocandolo oggi è impossibile non notarne i limiti. Il medium è cambiato molto e, a essere onesti, in alcuni momenti il gioco è persino parecchio bruttino, ma sarebbe ingiusto chiedergli di essere qualcosa che non poteva essere ed è questo il motivo per cui si trova al terzo posto: non per quanto possa offrire oggi, ma per il posto che si è guadagnato nei miei ricordi.



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2 | Harry Potter e il Principe Mezzosangue



Qui devo fare una premessa



Harry Potter e il Principe Mezzosangue è forse il caso più curioso di tutta questa classifica: il gioco è tratto da quello che, almeno per me, è il romanzo preferito dell'intera saga, mentre il film è senza dubbio quello che mi è piaciuto meno.



Eppure il videogioco mi ha sempre divertito.



C'era anche un aspetto particolare legato a quel periodo, quello di PS3 e Xbox 360. Nei negozi si trovavano ancora quei grandi cestoni pieni di videogiochi venduti a pochi euro, titoli che magari non avevano attirato la tua attenzione al momento dell'uscita, ma che finivi per portarti a casa quasi per curiosità. Spesso non ti aspettavi granché e, una volta inserito il disco nella console, scoprivi che non erano poi così male. Il Principe Mezzosangue è uno di quei giochi che associo anche a quella sensazione: magari non un acquisto che avresti programmato da tempo, ma una di quelle piccole sorprese capaci di regalarti parecchie ore di divertimento.



A conquistarmi erano soprattutto alcune attività che, da ragazzino, riuscivano a farmi passare sopra a parecchi limiti. Le pozioni, in particolare, erano una delle cose che preferivo.



Passare il tempo a prepararle, seguire i vari ingredienti e combinarli era una di quelle attività che probabilmente oggi mi annoierebbero dopo cinque minuti e che invece allora riuscivano a prendermi molto più del previsto. Mi piaceva poter rallentare e dedicarmi a qualcosa che nei film, inevitabilmente, veniva liquidato molto più in fretta.



Anche il Quidditch aveva il suo spazio. Avere la possibilità di giocarlo trasformava un'altra parte del mondo di Harry Potter in qualcosa di concreto. Non era la simulazione definitiva dello sport magico e i suoi limiti erano evidenti, ma ricordo quanto mi divertissi a tornare in campo.



Queste attività sono ciò che associo soprattutto a Il Principe Mezzosangue: le pozioni, il Quidditch e quelle occasioni per passare ancora un po' di tempo a Hogwarts. Non ho bisogno di ignorarne i difetti per ricordare quanto mi divertisse.



Per questo si è guadagnato il secondo posto.



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1 | LEGO Harry Potter Collection



Ho sempre avuto un debole per i giochi LEGO e la LEGO Harry Potter Collection rappresenta uno dei casi in cui questa formula funziona meglio. Raccogliendo Anni 1-4 e Anni 5-7, riesce a prendere una saga importante piena di momenti drammatici e a trasformarla in un'avventura ricca di humor senza perderne lo spirito.



La comicità dei giochi LEGO è fatta di gag visive, animazioni e piccoli dettagli che riescono a strapparti un sorriso anche quando conosci già perfettamente la scena. Ma non si tratta soltanto di prendere in giro l'opera originale: le citazioni sono attente, i momenti iconici ci sono praticamente tutti e, anche quando vengono reinterpretati attraverso il linguaggio LEGO, continuano a sembrare Harry Potter.



La modalità cooperativa è un altro aspetto che, per me, fa davvero la differenza.



Giocare LEGO Harry Potter in due, sul divano, è esattamente il tipo di esperienza che associo a questi titoli. Uno accanto all'altro, alternandosi nei personaggi per risolvere gli enigmi, affrontando i livelli e ridendo per qualche trovata assurda. È una formula semplicissima, ma è anche una delle ragioni per cui continuo a ricordare questi giochi con tanto affetto.



Il mondo creato da J.K. Rowling si presta particolarmente bene a questa reinterpretazione: poter controllare Harry, Ron, Hermione e tutti gli altri personaggi permette di attraversare una storia che conosciamo benissimo da una prospettiva più leggera, senza rinunciare ai suoi luoghi e ai suoi momenti più riconoscibili.



Ci sono giochi che ricordo per quanto mi hanno impressionato dal punto di vista tecnico. LEGO Harry Potter, invece, lo ricordo soprattutto per le partite condivise e per quanto mi sono divertito a rivivere quella storia in compagnia.



Per questo, tra tutti i giochi di Harry Potter che ho giocato, la LEGO Harry Potter Collection finisce al primo posto.



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BONUS | Hogwarts Legacy



Qui, lo ammetto, sto un po' barando.



Se questa fosse semplicemente la classifica dei miei giochi preferiti ambientati nel Mondo Magico, Hogwarts Legacy probabilmente sarebbe al primo posto. Il problema è che, tecnicamente, Harry Potter non è il protagonista.



Hogwarts Legacy è un'esperienza diversa: non ci mette nei panni di Harry, non racconta una nuova avventura del trio e non adatta semplicemente uno dei libri. Ci permette invece di creare il nostro personaggio e di scoprire Hogwarts e ciò che la circonda attraverso una storia originale.



Per chi volesse approfondire ulteriormente il gioco, ho dedicato a Hogwarts Legacy anche una recensione qui su CoPlanet, nella quale ho raccontato più nel dettaglio la mia esperienza con l'avventura di Avalanche Software.



La prima cosa che mi aveva colpito era la musica. La colonna sonora ha quel respiro da grande film e riesce a riportarti subito nell'atmosfera della saga dando forza all'esperienza e accompagnando molto bene l'esplorazione.



Hogwarts, poi, è semplicemente bellissima.



Girare per il castello, attraversare i corridoi, entrare nelle aule e scoprire passaggi e scorci che per anni avevo soltanto immaginato è uno degli aspetti che ricordo con più piacere. In quei momenti Hogwarts Legacy riesce davvero a offrire a un fan la possibilità di visitare un luogo che fino ad allora aveva conosciuto soprattutto attraverso libri e film.



Anche il combattimento mi ha sorpreso positivamente. Non è particolarmente complesso e, dopo un po', si capisce come funzionano le varie magie e combinazioni, ma resta semplice, efficace e divertente. Lanciare incantesimi, cambiare rapidamente magia e combinare le possibilità a disposizione rende gli scontri più piacevoli di quanto mi aspettassi.



Dove invece il gioco perde parecchio è nella struttura open world. Hogwarts è spettacolare, ma allontanandosi dal castello la mappa non sempre offre contenuti all'altezza della libertà promessa. Ci sono attività, missioni secondarie e oggetti da raccogliere praticamente ovunque, ma la quantità non si traduce sempre in una scoperta interessante ed alcune zone risultano sorprendentemente vuote.



È un limite che si sente soprattutto dopo le prime ore, quando l'entusiasmo di esplorare il castello lascia spazio a spostamenti più ripetitivi. Nonostante questo, Hogwarts Legacy ha un posto speciale tra i giochi della saga: riesce a realizzare molto bene alcuni dei desideri dei fan con una qualità generale che non si era mai vista.



Tecnicamente non posso inserirlo nel podio dei giochi in cui Harry è protagonista. Lasciarlo fuori del tutto, però, sarebbe stato altrettanto difficile: eccolo qui, il mio +1.



Un po' come le Gelatine Tuttigusti +1.



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Aspettando di tornare a Hogwarts



Riguardando questi titoli, mi accorgo che sono legati a ricordi molto diversi. La Pietra Filosofale è il desiderio di avere finalmente un gioco di Harry Potter tutto mio; Il Principe Mezzosangue mi riporta a un periodo in cui avevo molto più tempo libero e potevo sperimentare anche con giochi acquistati quasi per caso; LEGO Harry Potter è legato alle risate sul divano; Hogwarts Legacy, invece, mi ha dato la possibilità di esplorare il castello come avevo sempre immaginato.



Non sono esperienze paragonabili tra loro e non le sceglierei per gli stessi motivi. È proprio questo, però, che rende interessante ripensarci: ognuna ha trovato un modo diverso per farmi entrare nel Mondo Magico.



La nuova serie TV in arrivo questo Natale è stata la scintilla che mi ha fatto riprendere in mano tutto questo. Mentre aspetto di vedere come verrà raccontata di nuovo la storia di Harry, mi fa piacere ricordare anche i videogiochi che, nel corso degli anni, mi hanno permesso di viverla da un'altra prospettiva.



A questo punto manca davvero soltanto una cosa.



Attraversare il binario 9¾ e salire sull'Espresso per Hogwarts.



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41 minuti fa