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Well Dweller – Recensione

Se siete appassionati di metroidvania, allora conoscerete probabilmente i fratelli Thompson, che tornano su console con Well Dweller, di cui vi parliamo nella nostra recensione. Autore di titoli di grandissima qualità, questo sviluppatore, supportato da Top Hat Studios, offre un'esperienza intensa ma nel contempo accessibile, perfetta anche per i neofiti del genere.



Un uccellino e la sua famiglia



Cosa accomuna Death's Door, Crypt Custodian e Sheepo? In questi titoli i protagonisti sono sempre animali (o presunti tali) e soprattutto sono stati tutti realizzati dall'abile Kyle Thompson. Le similitudini sono numerose, così come anche le differenze: vengono esplorati generi diversi, stili unici e tematiche ben distinte tra loro. Well Dweller raggiunge i suoi colleghi tornando alla ben nota formula dei metroidvania, con però alcuni spunti decisamente interessanti.



Prima di parlare approfonditamente di quali novità il gioco porti con sé, facciamo però un breve accenno alla trama. Il gioco mette nei panni di Glimmer, un uccellino regale che si trova suo malgrado separato dalla sua famiglia. La malvagia regina, la cui aura minacciosa aleggia sull'intero regno, li ha infatti rapiti per scopi misteriosi. Armato soltanto di un fiammifero, il nostro eroe dovrà lanciarsi all'avventura, esplorando un mondo oscuro che ricorda quello di una fiaba tetra. Tutto è pensato per trasmettere sensazioni contrastanti al giocatore: inquietarlo ma lasciare uno spiraglio per mostrargli la luce.



Questo stile ricalca quello delle altre opere di Kyle Thompson e farà sentire a casa chi le ha già affrontate in passato. Molto piacevoli anche le scene d'intermezzo, realizzate come litografie di un tomo medioevale, grazie alle quali potremo approfondire ulteriormente la conoscenza del piccolo protagonista, della sua famiglia e ovviamente degli antagonisti che si frapporranno tra noi e la nostra serenità.



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Il gameplay di Well Dweller



Se chiudete gli occhi e pensate a un qualsiasi metroidvania, avrete probabilmente l'idea di ciò che vi attende anche in Well Dweller. Descrizione riduttiva, probabilmente, ma più che efficace a riassumere le meccaniche di gioco. Glimmer si troverà infatti a muoversi in una vasta mappa divisa in una serie di biomi, ognuno con precise caratteristiche e specifiche tipologie di mostri. L'intera avventura è bidimensionale, sfruttando ampiamente anche la verticalità. Questo, complice anche la natura ornitologica del protagonista, che, dopo aver mosso i primi passi nel mondo, inizierà a sbloccare poteri e a diventare sempre più abile nei suoi spostamenti.



Come infatti vuole la formula classica dei metroidvania, proseguendo nell'avventura otterremo nuove abilità che ci consentiranno di accedere a zone prima irraggiungibili. Potremo ad esempio svolazzare, ma non solo. Oltre a esplorare, dovremo però farci strada anche combattendo. Glimmer è dotato di un fiammifero per attacchi ravvicinati, così come di una bomba per colpire a distanza o tirarsi d'impaccio da situazioni complesse. Dispone anche di una schivata, che sostituisce il classico parry e che rende più dinamici gli scontri. Tutto quindi fedele agli stilemi del genere, senza però risultare mai stucchevole o noioso.



Ancora una volta, Kyle Thompson dimostra una grande abilità sia nella creazione della mappa, che risulta ordinata e mai troppo labirintica, sia nella gestione delle meccaniche dei metroidvania. Spesso sarà necessario approfondire la conoscenza di un nuovo potere per capire come utilizzarlo al meglio e raggiungere le aree utili a proseguire con l'avventura. A tal proposito, abbiamo trovato intelligente anche l'inserimento di suggerimenti che potremo acquistare con la moneta del gioco per trovare la strada giusta da seguire oppure i vari collezionabili nascosti.



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I believe I can fly



I momenti di picco di Well Dweller sono ovviamente gli scontri con i boss: la loro dimensione fa percepire la minutezza del protagonista, mentre il loro aspetto è volutamente inquietante e gotico, per richiamare il fil rouge che unisce l'intera produzione. Per avere la meglio su questi enormi rivali bisognerà dare fondo alle proprie abilità, senza però mai il rischio d'impazzire. Questo perché il livello di difficoltà di Well Dweller si mantiene sempre su livelli accettabili, facendo sì che il gioco rappresenti un eccellente entry level per chi volesse avvicinarsi al mondo dei metroidvania.



Per avere successo nelle battaglie rimane però ferma la necessità di memorizzare i pattern dei nemici, facendo attenzione a tutte le varianti del caso. Interessante, in questo senso, la presenza di un healing system molto particolare. Per curarci, infatti, dovremo premere il tasto dedicato con il giusto tempismo, pena un fallimento. Questo aggiunge quel pizzico di tensione in più alle battaglie, spingendoci a trovare un certo ritmo. Molto più basilari ma comunque piacevoli le sezioni platform, durante le quali sarà richiesta una certa precisione, soprattutto nelle prime fasi. Man mano che otterremo dei poteri, infatti, superare certe sezioni richiederà meno impegno.



Proprio parlando degli spostamenti, diventa centrale il ruolo della tenda. Questa zona non fa solamente da hub in cui riposarsi ed equipaggiare il protagonista con vari potenziamenti, ma anche da strumento per il viaggio rapido. Accedendovi potremo infatti muoverci velocemente, raggiungendo altre tende già visitate e azzerando dunque i tempi in cui ci troveremo a girovagare per la mappa, a volte con il solo scopo di passare dal punto A al punto B. I puristi dei metroidvania potrebbero storcere il naso, ma si tratta indubbiamente di una soluzione che aumenta la fluidità del gioco.



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Il comparto tecnico di Well Dweller



Se quindi a livello di gameplay l'avventura di Glimmer risulta piacevole ma senza particolare innovazione, è a livello tecnico che invece il gioco di Kyle Thompson riesce a risplendere. Proprio come nelle sue precedenti opere, personaggi e ambientazioni sono curati ed evocativi, realizzati a mano e in grado di trasportarci davvero in una “dark fairytale”. I biomi sono facilmente distinguibili tra loro e ben tematizzati, mentre qua e là faranno capolino elementi volti a ricordarci che il mondo in cui ci spostiamo è tutt'altro che ospitale. La simpatia dei personaggi secondari e il look volutamente amichevole stride piacevolmente con la ruvidezza dei nemici e soprattutto dei boss. Spigolosi, brutali e stereotipati, sembrano presi di peso da un cartone animato di Tim Burton e scagliati contro il nostro povero uccellino.



Ad accompagnare la nostra avventura troviamo poi una colonna sonora di prim'ordine, realizzata tra l'altro dal fratello di Kyle, Eric. Le melodie pacate ma per certi versi malinconiche dell'esplorazione lasciano spazio a tracce più intense e impattanti durante le battaglie contro i boss, sottolineando così la maggiore tensione del momento. Un lavoro davvero eccellente, che fa il paio con un'ottima realizzazione tecnica. Durante la nostra prova, infatti, Well Dweller non ha mostrato il fianco a critiche, risultando sempre fluido e preciso.



Più che buona anche la longevità del gioco: per affrontare i 15 biomi e i 13 boss del gioco saranno necessarie una decina di ore, da aumentare sensibilmente se si vorranno raccogliere tutti i collezionabili, puntando magari al trofeo di Platino, di cui vi parleremo a breve. Da segnalare infine che, purtroppo, il titolo non è localizzato in italiano. I dialoghi sono sporadici e di breve durata, ma sono comunque presenti e per essere compresi sarà richiesta una discreta conoscenza dell'inglese.



Il Platino di Well Dweller



Com'è facile immaginare, la lista trofei di Well Dweller include un discreto numero di coppe legate alla storia. Non sono però presenti né sfide speedrun né tantomeno trofei legati alla difficoltà. Rimane ferma la necessità, come nella maggior parte dei metroidvania, di recuperare ogni trinket e ogni oggetto collezionabile, oltre a completare un paio di semplici azioni di miscellanea. Nulla, comunque, che gli esperti del genere non possano affrontare, per sbloccare senza troppa fatica un nuovo, scintillante Platino.




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