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Ryo Narushima

ha scritto una recensione su Resident Evil 2

Cover Resident Evil 2 per PS4

(Recensione che tiene conto solo della modalità estrema)

Pro
- Atmosfera dell'originale intatta
- Il nuovo gameplay alza ulteriormente la difficoltà complessiva rispetto all'originale
- I.A. nemica davvero ben realizzata
- I migliori zombie in circolazione, letali, veloci e imprevedibili
- La caserma resta ancora oggi un egregio esempio di level design
- Comparto tecnico e sonoro di alto livello
- Mr. X è una bella aggiunta

Contro
- Si è perso qualcosa sull'intreccio tra le due run, che a livello di enigmi presentano alcune incongruenze
- Dopo la caserma, come nell'originale, c'è un bel calo di level design e difficoltà generale
- Regia, filmati e interpretazioni digitali sono ovviamente migliorati, ma la storia resta quella semplice di sempre

Dopo Re7, un altro bel colpaccio per Capcom e il suo brand horror. Un remake moderno, ma allo stesso tempo fedelissimo all'originale, che per fortuna non cambia solo la visuale lasciando il resto uguale, ma va anzi a potenziare la pericolosità dei nemici e ad inserire features aggiuntive per rendere l'esperienza ancora più ricca di tensione.

Peccato che non abbiano migliorato gli scenari dopo la caserma che, come nell'originale, appaiono più lineari, piatti e semplici da completare. Qualche passo indietro anche riguardante l'intreccio tra le due run, che su PS1 presentavano distinzioni più marcate, anche a livello di oggetti ed enigmi.

Re2 resta una gemma preziosa per l'industria, un remake riuscitissimo, ma che fa poco per migliorare le piccole sbavature dell'originale, presentando anzi alcuni passi indietro per quanto riguarda le due storie.

Gioco comunque imperdibile per i fan del genere e per quei giocatori che richiedevano a gran voce le vecchie atmosfere di Resident Evil. Non vi fate ingannare dalla visuale, Re è tornato a fa pure più paura di prima.

9

Voto assegnato da Ryo Narushima
Media utenti: 9 · Recensioni della critica: 9

Ryo Narushima
Cover Tales of Vesperia: Definitive Edition per PS4

Pro
- Trama e personaggi ben realizzati
- Buon livello di difficoltà, a tratti impegnativo
- Ottimo sistema di abilità delle armi
- Combat system ricco di tecniche e abilità
- Buona colonna sonora
- Una sessantina di ore solo per la storia principale
- Artisticamente gradevole
- La world map ha ancora il sui fascino

Contro
- Tanti scenari, ma molto contenuti
- Il grinding dal livello 60 in poi è eccessivo
- Prima metà di gioco un po' lenta nel ritmo
- Lato secondario poco riuscito

Remaster pregevole che riporta in europa uno dei Tales più meritevoli della libreria Namco, e questa volta anche in italiano. Titolo abbastanza moderno nel combat, ma molto classico nella struttura, quindi è indirizzato sopratutto ai fan del genere JRPG vecchio stampo.

Una bella avventura ricca di filmati e interazioni con i personaggi che andranno via via a rafforzare un cast di eroi davvero ben caratterizzato. Sul lato gameplay, grafica e open world ha le sue limitazioni, ma non è invecchiato per niente male.

Spero di vedere altre riproposizioni così curate, magari per i vecchi Tales meritevoli mai usciti fuori dal Giappone.

8

Voto assegnato da Ryo Narushima
Media utenti: 7.5 · Recensioni della critica: 8

Ryo Narushima

ha scritto una recensione su The Witcher 3: Wild Hunt

Cover The Witcher 3: Wild Hunt per PS4

Pro
- Contesto e qualità delle secondarie rivoluzionarie per il genere GDR open world in terza persona
- Art design e impatto grafico di grande atmosfera
- Ottima qualità di scrittura
- Dialoghi a scelta multipla che cambieranno non poco gli esiti del finale
- Elementi GDR (crafting, loot, menù, alchimia) semplici e intuitivi già dopo un paio di ore
- Ambientazioni varie e curate, piene di interni, negozi, villaggi e città
- Personaggi sempre curati, affascinanti e carismatici
- Glossario ricco e che rende fruibile il gioco anche a chi non ha toccato i libri o i giochi precedenti, anche se non proprio al 100%
- Il protagonista e alcuni momenti del gioco vi resteranno nel cuore
- Le due espansioni non sfigurano affatto con la qualità del gioco base, e Blood & Wine offre addirittura una mappa nuova
- Bilanciamento della difficoltà molto più riuscita nei due DLC, con boss e scontri più impegnativi
- Fare tutto richiederà più di 150 ore di gioco
- Il Gwent è un vero e proprio gioco nel gioco, ed è piaciuto perfino a me che di base odio e comprendo poco i giochi di carte

Contro
- Anche alla difficoltà Marcia della morte, il gioco base dopo un paio di livelli dà accesso ad abilità che rompono un po' troppo il combat, quindi iniziarlo a difficoltà più basse non è affatto consigliato se cercate anche un pizzico di sfida e divertimento
- Il segno QUEN rende quasi inutile tutto il sistema di malus e perk legati a pozioni e ungenti, per vincere la quasi totalità degli scontri basteranno gli attacchi base e un buon set di armature del Witcher
- Qualche soluzione grafica non proprio riuscita, tipo l'illuminazione del sole che filtra in modo fastidioso quando alzi la telecamera e una vegetazione fin troppo 'plasticosa'
- Sottotitoli un po' troppo piccoli
- Non proprio per tutti, da evitare se non vi piacciono i ritmi più lenti e una grande mole di dialoghi da ascoltare. Saltare testi, filmati e secondarie fa perdere un buon 70% dell'esperienza complessiva

Un gioco simbolo per questa generazione, che riesce nel difficile intento di svecchiare la formula open world, introducendo un contesto e un quest design delle missioni secondarie davvero innovativo dal punto di vista della qualità dei dialoghi. Non solo PNG che assegnano quest, ma un vero e proprio mondo che sembra vivere di vita propria.

In TW3 non vai nel bosco ad ammazzare un mostro, ma ascolti la storia di un personaggio che ti racconta a sua volta la storia di un mostro. Non completi una fetch quest, ma vivi una vera e propria avventura scritta nei minimi particolari. Perfino il gioco di carte ha una trama con dei risvolti e colpi di scena, giusto per farvi capire meglio i livelli qualitativi e sceneggiativi del titolo.

Peccato solo che per chi mastica un minimo il genere risulterà un GDR abbastanza semplice per tutta la sua durata (tranne le due espansioni che offrono una sfida più calibrata), ma non è una scusa per perdersi un vero e proprio cult di questa generazione.

Se amate gli open world e le belle storie, TW3 è una tappa generazionale obbligatoria.

9

Voto assegnato da Ryo Narushima
Media utenti: 9.2 · Recensioni della critica: 9.2

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