Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti adesso per iniziare.

SnesRulez condivide alcuni suoi interventi solo con i suoi amici. Se vuoi conoscere SnesRulez, aggiungilo agli amici adesso.

SnesRulez
Cover Cat Quest II: The Lupus Empire per PC

Portato a termine anche Cat Quest 2, alla fine è più un more of the same del primo capitolo. Se vi è piaciuto uno vi piacerà sicuramente l'altro. Ci sono più novità come attacchi a distanza, un maggior numero di magie e la possibilità di giocarlo in cooperativa locale. L'unica pecca è che rispetto al primo capitolo, hanno rimosso l'abilità di volare che rende il clean up più una rottura di scatole. Rimane comunque un ottimo gioco molto addictive nelle sue semplici meccaniche e umorismo, si spera però che se in futuro ci sarà mai un Cat Quest 3... * wink wink* ... che riusciranno ad ampliare un pò di più le meccaniche di gioco.

SnesRulez

ha scritto una recensione su Dante's Inferno

Cover Dante's Inferno per PS3

Sarò uno dei pochi che a scuola non odiava leggere la divina commedia e ha sempre trovato affascinante le visioni dell'inferno espresse da Dante. Questo videogioco come concept era quindi perfetto per me, un clone di God Of War in cui si esplorano le profondità infernali con un poeta crociato armato di falce? Prendi i miei soldi con quasi 9 anni di ritardo Visceral Games! xd

Per quanto sterminare demoni e fare il giudice di anime dannate possa essere divertente il gioco alla lunga però tende ad essere dannatamente monotono. I cerchi dell'inferno diventano sempre più brevi e lineari e cercando di riempire i tempi con ondate infinite di nemici, la selezione di armi non è molta e per quanto la presenza degli incantesimi possa alleviare la monotonia, bruciano mana talmente in fretta che sono più utili per un salvataggio in extremis che altro. Ho apprezzato l'idea dell'albero di abilità basato sulla quantità di anime condannate o assolte durante il gioco, purtroppo il gioco è bilanciato per sviluppare a pieno solo uno dei due rami limitando ulteriormente le opzioni di attacco di dante.

Infine la storia aveva molto potenziale per essere più psicologica e incentrata sull'esplorare le colpe di dante in questo viaggio infernale e per quanto in certi punti tenta di concentrarsi su ciò, il fulcro è per lo più salvare beatrice da Lucifero, il che ci sta per un videogioco ma è comunque una mezza delusione.

Ho apprezzato molto come il gioco cercasse di essere fedele al poema e certe interpretazioni a inizio gioco erano molto creative nella loro esecuzione. ma a lungo andare per carenza di tempo o budget non hanno potuto sviluppare il gioco a pieno e quindi questo e ciò che abbiamo.

Mi dispiace per gli ormai defunti Visceral Games, lo studio era senza dubbio abile di realizzare un ottimo gioco ma questo per quanto divertente è ben lontano dall'esserlo

SnesRulez

ha scritto una recensione su Danganronpa 1-2 Reload

Cover Danganronpa 1-2 Reload per PS4

Il bundle perfetto per iniziare la serie

DANGANRONPA - TRIGGER HAPPY HAVOC:
Dangan Rompa è il primo titolo di una serie di Visual Novel sviluppata da Spike Chunsoft. La serie venne pubblicata nel 2010 in giappone come esclusiva per Playstation Portable, ma non riceverà una release ufficiale in occidente fino al 2014 quando venne in origine pubblicato per Playstation Vita grazie all’improvvisa popolarità dell’anime nel 2013. Ad oggi la serie ha raggiunto ben 3 capitoli e uno spin off i quali sono disponibili su Playstation Vita, Playstation 4 e PC.

Trama:
La storia vede come protagonista Makoto, un ragazzo che sta per iniziare il suo anno scolastico all’accademia di Hope’s Peak. Alla cerimonia di inaugurazione però Makoto ha un mancamento e nel momento del suo risveglio scopre di essere prigioniero nella scuola insieme ad altri studenti, ogni possibile via di fuga è sigillata da pannelli di metallo e sorvegliata da torrette armate e in ogni stanza sono state installate delle telecamere. Sarà a quel punto che Monokuma farà la sua comparsa un robot dalle sembianze di un orso bicolore. Monokuma spiegherà ai ragazzi che hanno solamente due scelte, passare il resto della loro vita nella classe o uccidere uno di loro senza farsi scoprire per riuscire a diplomarsi e così avere in dono la libertà. Monokuma per tutta la durata del gioco farà in modo di dare i moventi più disparati per causare attrito tra gli studenti e il desiderio di riottenere la libertà. Riusciranno quindi i nostri ragazzi a resistere a Monokuma e scoprire la verità su Hope’s Peak Academy? O finiranno col giocare il suo gioco ed abbandonarsi alla disperazione?
La storia fin dall’inizio è molto coinvolgente! Il ritmo rapido della sequela di eventi ti incita a continuare per scoprire cosa stia succedendo. Monokuma è un cattivo talmente manipolatore, sarcastico e odioso al punto che non si può non amarlo. Ogni singolo omicidio è ben studiato e scoprire le dinamiche. Infine i personaggi per quanto esagerati al punto da sembrare parodia di loro stessi sanno essere molto carismatici e ben sviluppati, grazie anche a degli eventi durante le sezioni libere che possono darti più background. Purtroppo a causa della struttura del gioco alcuni personaggi non si fa in tempo a conoscerli a fondo durante il gioco ma è sempre possibile recuperare le loro backstory in una modalità secondaria in post game dove il tutto prende una piega più umoristica e meno tragica.
L’unico punto che non ho apprezzato a pieno è stato il finale che lascia aperte parecchie cose riguardo alla stringa di eventi che ha portato alla chiusura di Hope’s Peak, ma immagino che sia per questo che esistono i seguiti.

Gameplay:
Ogni capitolo si divide in tre sezioni ben distinte: Daily Life, Deadly Life e Class Trial.
Daily Life è la sezione dove si avrà il maggiore sviluppo della trama e composto da abbondanti sezioni di lettura, il massimo di gameplay è dato dai Free Time Event, a un certo punto del giorno potete decidere di trascorrere del tempo con i vostri compagni di classe e questo non solo vi permetterà di approfondire la vostra conoscenza del personaggio ma vi permetterà di imparare delle abilità che entreranno in gioco durante la sezione di Class Trial è bene quindi cercare di passare tempo con più persone possibili in modo da essere equipaggiati al meglio.
Deadly Life, è appena stato commesso un omicidio! è il momento di mettersi i guanti da detective, analizzare la scena del crimine, raccogliere testimonianze ed indizi per prepararsi all’imminente processo. Il tutto è abbastanza semplice e pilotato, nel momento in cui tutti gli indizi saranno raccolti la sezione avrà termine.
Class Trial, al temine delle investigazioni è il momento del processo e tutto si svolge in una maniera molto simile alla serie di Ace Attorney. Dovremo farci strada attraverso una serie di dibattiti e puntualizzare inconsistenze e presentare prove in modo da ricostruire la dinamica dell’omicidio e scoprire il colpevole, ad ogni dibattito ci sarà un limite di tempo per trovare l’inconsistenza ed ogni errore ci costerà parte della nostra vita, nel momento in cui raggiunge zero, il processo è fallito.
Il processo incorpora la maggiore quantità di gameplay di questo titolo e Dangan Ronpa fa di tutto per rendere i processi più variegati possibili e mantenere alta la tensione, soprattutto alla massima difficoltà dove il gioco farà di tutto per mettere alla prova la vostra abilità per ragionare rapidamente.
Al termine del gioco sarà resa disponibile “School Mode” una modalità “What-If” completamente opzionale in cui Monokuma non ci chiederà più di ucciderci a vicenda ma di costruire determinati oggetti entro un tempo limite, trasformando il gioco in un gestionale dove dovremo incaricare ogni personaggio con la raccolta di oggetti per eseguire i compiti di Monokuma nel tempo limite. Il motivo principale per l’esistenza di questa modalità è per offrire la possibilità di completare i Free Event con tutti i personaggi senza avere paura che nessuno di essi muoia a metà strada.

Conclusioni:
Dangan Ronpa è un ottima visual novel che ha tutte le qualità di un gioco Thriller come Zero Escape, la componente investigativa di un Ace Attorney e condisce il tutto con un aria di consapevolezza ed esagerazione che lo rende quasi una parodia del genere ma senza cadere nel ridicolo e riuscendo ad offrire un esperienza molto coinvolgente e divertente. Se siete riusciti fino ad ora ad evitare il mare di spoiler che circonda questa serie, non esitate a recuperarlo! I primi due capitoli sono inclusi in una collection per PS4 che la rendono secondo me il perfetto trampolino di lancio per la saga sopratutto se siete sprovvisti di una Playstation Vita la quale, nonostante sia ormai una console morta, la reputo molto più adatta per titoli del genere.

DANGANRONPA 2 - GOODBYE DESPAIR:
Due anni dopo l’uscita del primo capitolo Danganronpa 2: Goodbye Despair fa il suo esordio in giappone nel Luglio 2012. In occidente sarà anch’esso pubblicato su Playstation Vita nel 2014 per poi essere reso disponibile anche su Steam e Playstation 4.

Si fa ritorno all’accademia di Hope’s Peak, questa volta nei panni di un nuovo ragazzo Hajime Hinata, un ragazzo il cui sogno fin da piccolo era quello di frequentare questa prestigiosa accademia. Come Makoto anche Hajime verrà colto da uno strano malore durante la cerimonia di inizio anno per poi risvegliarsi insieme ad altri 15 sulla spiaggia di un’isola tropicale. Nella confusione generale Usami, un coniglietto di peluche, fa la sua comparsa e gli spiega che si trovano in una gita scolastica all’isola Jabberwock, con lo scopo per la classe di socializzare e fare amicizia fra loro. Nonostante la riluttanza iniziale, il gruppo inizia ad abbandonarsi all’atmosfera di vacanza dell’isola, ma è proprio quando le cose sembrano andare per il meglio che Monokuma fa il suo ritorno. Usurpando Usami, Monokuma assume il controllo totale dell’isola ed annuncia ai ragazzi che l’unico modo che avranno per tornare a casa, sarà che uno di loro riesca ad uccidere un compagno senza farsi scoprire. Ed è così che il nuovo gioco al massacro ha inizio, tra dei ragazzi che cercano disperatamente una via di fuga e un Monokuma sempre pronto a creare moventi per seminare disperazione.
L’introduzione di questo capitolo è semplicemente geniale, soprattutto se avete giocato al primo capitolo di Danganronpa. Lo scenario è assurdo ma allo stesso tempo intrigante e con il bagaglio di conoscenza del primo capitolo iniziate subito a cercare di mettere insieme i pezzi su quello che può essere successo una volta varcata la soglia dell’accademia e la presenza di Monokuma rende anche difficile stabilire una finestra temporale per questi eventi. Ma è proprio questo senso di confusione iniziale che spinge il giocatore ad andare avanti e gli scrittori ne sono consapevoli più che mai. Monokuma al limite del trolling nel suo dare indizi e manipolare la verità, così come anche la vera natura di un personaggio come Usami, sono gestiti in maniera magistrale fino ai capitoli finali dove tutto viene infiocchettato con un perfetto colpo di scena.

Ciò non toglie la possibilità al gioco di mantenere i suoi toni al limite del parodistico: i personaggi sono sempre incredibilmente esagerati quanto coinvolgenti, Monokuma riesce a essere tanto comico quanto intimidatorio e la presenza di un personaggio tenero e innocente come Usami crea la coppia comica perfetta che non esita in ogni occasione a disintegrare la quarta parete nel modo più glorioso possibile.
L’isola Jabberock è incredibilmente variegata e colorata, un vero piacere da esplorare rispetto all’accademia del primo capitolo. E questa varietà ambientale dà anche la possibilità agli sviluppatori di essere molto più creativi con gli scenari e i mezzi per compiere omicidi e anche in questo capitolo i misteri sono gestiti in maniera eccelsa, a mio parere anche più complessi del capitolo precedente.
Il gameplay è rimasto invariato, abbiamo sempre ogni capitolo diviso in 3 sezioni tra: giornate ordinarie per socializzare ed esplorare, investigazione post omicidio e processo finale. La maggiore complessità degli omicidi si riflette anche nei processi, il gioco fornisce molte più opzioni durante i dibattiti e le contraddizioni durante i dibattiti sono molto meno ovvie. Il gioco si aspetta che il giocatore sia familiare con il capitolo precedente quindi è giusto che ci sia un aumento di difficoltà, seppure non esagerato.

Alla fine di tutto Danganronpa è un seguito nella stessa vena di seguiti a saghe come Ace Attorney, fondamentalmente invariato nella sua esecuzione, ma il suo punto di forza maggiore rimane la storia. Se siete rimasti intrigati dal primo capitolo, non esitate e lanciatevi subito in questo seguito. Se non vi pesa giocare a Visual Novel su console fissa, prendete assolutamente la raccolta su PS4 per avere entrambi i capitoli in un unico bundle.

SnesRulez
Cover Dragon Quest V: Hand of the Heavenly Bride per DS

Una vita da eroe!

Dragon Quest V - La sposa del destino è il primo capitolo della serie ad approdare sul Super Nintendo, nel 1992, due anni dopo l’uscita di Dragon Quest IV. Esattamente come il capitolo precedente ha ricevuto un remake per Nintendo DS, dandoci la stessa ottima grafica e ottimo comparto sonoro del capitolo precedente. Siamo ormai al quinto capitolo della serie e al primo balzo generazionale. La struttura dei Dragon Quest è abbastanza conosciuta ormai, abbiamo un eroe leggendario e un demone che vuole conquistare il mondo, al quinto capitolo di una serie questo incipit può iniziare a essere stancante, come farà quindi Enix ad offrirci un’avventura che riesca a seguire questi capisaldi senza sembrare ripetitiva?

Trama:
Il nostro eroe è un bambino in costante viaggio insieme al padre Russel, un forte guerriero in giro per il mondo. Russel tiene segreto al figlio il vero motivo del viaggio, cercando di fargli vivere l’infanzia più felice possibile insegnandoli nel mentre a difendersi e sopravvivere nella realtà di ogni giorno. È solo una volta raggiunta l’età adulta dopo un adolescenza di schiavitù che la vera natura dei suoi viaggi gli verrà rivelata, la ricerca dell’eroe leggendario! L’unico uomo in grado in grado di raggiungere il regno dei demoni e salvare sua madre, rapita pochi giorni dopo la sua nascita. Dragon Quest 5 è la storia di un uomo! Le sue avventure da bambino, la perdita della sua adolescenza, il suo carico di responsabilità nell’età adulta che lo porterà infine a salvare il mondo. Non è niente di drasticamente diverso ma questo è un approccio così unico alla trama di un JRPG che l’ha reso incredibilmente interessante per me. Ho apprezzato soprattutto come il protagonista sia l’unica costante nel party di gioco, quasi nessuno dei personaggi che incontriamo resterà con noi, ognuno ha la sua vita e le sue responsabilità a cui rispondere, cosa che non accade mai nei giorni nostri dove i protagonisti sono il centro del mondo di ogni personaggio. Questo focus sul personaggio però non impedisce per niente ai cattivi di essere una presenza costante, e questo gioco ha il migliore gruppo di cattivi mai visto finora. Li incontri di frequente durante la storia, sei consapevole di ciò che stanno facendo, intorno al mondo c’è sentore di paura e allo stesso tempo però, regna la pace per coloro che sono inconsapevoli di cosa potrebbe succedere. Il gioco si prende tutto il suo tempo per creare tensione, passano anni e anni prima che il nostro personaggio sia in grado di affrontarli a viso aperto e questa è una cosa che raramente ho visto implementata così bene in un gioco, l’idea dello scorrere del tempo. Il fatto che una guerra che sembra lunga solamente un paio di settimane per noi, è in realtà un conflitto di anni e anni per i personaggi. Per questo considero questo il gioco con la trama migliore fino ad ora. Incipit semplice, ottima esecuzione e unico nel suo genere. Se siete disposti anche voi a farvi trascinare dalle vicende del vostro eroe non rimarrete delusi.

Gameplay:
Dragon Quest 5 continua a non apportare modifiche nel battle system di gioco, ma la sua più grande novità è la possibilità di reclutare mostri all’interno del party. Il nostro eroe fin da bambino avrà un innato talento nell’addestrare mostri, arrivando a fare amicizia con un cucciolo di Koguar, e questo si riflette durante il gioco. Una volta ottenuto il carro, al termine di ogni battaglia c’è la possibilità che uno mostro dell’ultimo gruppo sconfitto ritorni da voi chiedendovi di unirsi al vostro viaggio e sarà quindi nel vostro party per sempre. Ogni mostro parte da Livello 1 ma non fatevi ingannare in quanto nonostante il livello le loro statistiche possono essere molto alte e ulteriormente aumentate grazie all’utilizzo di equipaggiamenti adeguati. Non tutti i mostri possono essere reclutati e per alcuni sarà necessario essere di un determinato livello per avere anche solo la possibilità di reclutarli. Il gioco include una guida che da dettagli su quali mostri siano reclutabili e per quanto sia utile non toglie il fatto che il maggiore fattore di successo per i reclutamenti è una buona dose di fortuna da parte del giocatore. Per fortuna non bisogna aspettare la fine del gioco per avere mostri davvero distruttivi, io ho saputo arrangiarmi anche con mostri di inizio gioco, una menzione speciale al paladino slime, un ottimo tank healer. Ma con la buona dose di pazienza nel grinding e un pò di voglia di sperimentare è possibile ottenere combinazioni davvero devastanti. Non mi sorprenderebbe scoprire che questo sia stato il precursore di tutti quei giochi di colleziona mostri che Pokèmon renderà poi incredibilmente popolare alla metà degli anni 90.

Conclusioni:
Dopo ben 5 capitoli uno di fila all’altro, dovrei essere stanco di questa serie, ma ora più che mai sono in ansia di continuare e scoprire come potrà evolversi ancora nel tempo. Dragon Quest 5 è uno degli RPG più semplici e unici che abbia mai giocato, per quanto non sia innovativo nel gameplay è riuscito a raccontare una storia coinvolgente in un modo che non avevo mai visto prima in un gioco del suo genere e la loro incredibile semplicità è anche il motivo per cui riesco a maratonarli con una tale facilità, sono molto leggeri e godibili con un grande ritmo e nell’età odierna dove giochi si sentono obbligati a superare le 100 ore per poter raccontare una storia completa, è bello giocare ad un titolo che riesce a raccontare così tanto in solo una 30ina di ore. Se non riuscite a trovarlo su DS, non esitate e comprate la versione per Android, questo titolo lo merita più di tutti gli altri

9

Voto assegnato da SnesRulez
Media utenti: 9.2

Non ci sono interventi da mostrare.