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Steto96

ha scritto una recensione su 9 Hours 9 Persons 9 Doors

Cover 9 Hours 9 Persons 9 Doors per DS

Nove Ore, Nove Persone, Nove Porte

"9 Hours 9 Persons 9 Doors" è un capolavoro. Ovviamente appiccicare la parola "capolavoro" accanto al titolo di un videogioco attirerà tutti quelli che "Eh ma non si dice capolavoroh”, però non so in che altro modo potrei definire questa perla, anzi, questo diamante che per troppe volte ho "rimandato" fino a giocarmelo tutto negli scorsi giorni.
La premessa di 999 è semplice quanto il suo titolo: nove persone sono rapite dal machiavellico e misterioso Zero, costrette a giocare al mortale Nonary Game. Ai vincitori del gioco, la libertà, ma chi trasgredisce le regole è punito con la morte. Inizia così una corsa contro il tempo per la sopravvivenza.
Essendo una VN il fulcro di questo 999 è ovviamente la trama. Signori, c’è poco da fare: siamo di fronte a un gioiello narrativo con pochi pari al mondo. L’incipit accoglie il giocatore ponendo le basi che lo stesso svolgimento poi stravolge a più riprese, passo dopo passo, facendo sprofondare il giocatore ancora più a fondo nella Tana del Bianconiglio, espandendosi e diventando un mostro narrativo di eccezionale portata. Questo percorso propone più di un bivio e infine presenta al giocatore molteplici finali a seconda delle scelte operate, finali che non sono però semplicemente accessori alla trama, ma chiariscono punti dell’intricata rete di intrecci del gioco che non emergerebbero altrimenti o verrebbero solo accennati. Inoltre è necessario esplorare almeno una di queste route alternative per poter arrivare al True Ending. Come detto prima, non siamo di fronte a semplici riempitivi per gonfiare il contatore delle ore di gioco, ma se dicessi di più commetterei un grave peccato.
Ovviamente non si può parlare di una buona storia senza neanche nominare i personaggi che la rendono viva, e i protagonisti con i quali siamo chiamati a relazionarci sono unici, umani, ognuno con un proprio carattere, le proprie motivazioni, la propria storia. Evitare di percorrere tutte le route proposte dal gioco vuol dire non riuscire a conoscere profondamente ognuno di loro e l’empatia che si prova nei confronti dei nostri compagni di sventura è un ottimo sprone per il giocatore che desideri esplorare tutto ciò che la storia di 999 ha da offrire.
Sia i dialoghi che le parti in prosa sono scritte molto bene, con uno stile asciutto e preciso decisamente gradevole, ma c’è un ma: il gioco è in inglese. Ovviamente questo non è un difetto vero e proprio, quanto una nota necessaria da scrivere per chiunque non sia pratico con la lingua d’Albione.
Ad alternare le fasi VN ci sono sezioni più strettamente “ludiche” basate su enigmi e puzzle da risolvere per permettere al protagonista e agli altri personaggi di continuare il Nonary Game. Gli enigmi sono molto diversi gli uni dagli altri e offrono un livello di sfida bilanciato, senza proporre quindi puzzle troppo complessi, ma nemmeno troppo banali. Li ho trovati tutti interessantissimi e mi sono divertito molto a cercare la soluzione in ogni stanza. Anche in questo caso non siamo davanti a un semplice riempitivo per scacciare la noia e la narrazione non si ferma per far spazio al puro gameplay: le risposte agli interrogativi che offre il gioco si celano dietro ogni enigma proposto.
L’OST di 999 riesce bene a sottolineare i momenti drammatici della trama, inoltre c’è tutta una serie di effetti sonori che accompagna la narrazione testuale e la impreziosiscono ulteriormente.
"9 Hours 9 Persons 9 Doors" ha un unico difetto: come si è già detto è necessario completare il gioco più volte, ma l’unico modo per esplorare i percorsi alternativi dopo essere arrivati alla fine di un altro è quello di iniziare nuovamente il gioco da capo. Non esiste nessun “albero” delle varie route dal quale è possibile accedere al bivio che ci interessa e l’unico aiuto per superare tutte le sezioni già lette è quello di poter velocizzare i testi già incontrati in precedenza, mentre gli enigmi già affrontati vanno risolti nuovamente senza nessuna forma di aiuto se non la propria memoria. Questa feature è stata aggiunta ai port del gioco più recenti, e questo dettaglio mi permette di parlare di un altro aspetto del gioco.
La storia di 999 sfrutta molto bene il doppio schermo del DS e ne fa uno strumento narrativo in più di un momento, cosa che non può essere replicata su dispositivi con un solo schermo. Personalmente credo che valga la pena skippare qualche sezione e ripetere qualche enigma pur di poter assistere a questi momenti così come sono stati progettati in primo luogo.
"9 Hours 9 Persons 9 Doors" è un must che mi pento di non aver giocato prima. Credo che sia un buon punto di inizio per chi ancora non è entrato nel mondo delle VN, ma è comunque un gioco estremamente buono per tutti quanti e credo che non dovrebbe mancare nella libreria di esperienze interattive di chiunque.

Steto96

ha scritto una recensione su Wolfenstein II: The New Colossus

Cover Wolfenstein II: The New Colossus per PS4

Una nuova, colossale delusione

Wolfenstein: The New Order, è stato uno dei miei primi titoli per la PS4, uno sparatutto che ho adorato e giocato fino alla nausea. Cosa mi aspettavo quindi da questo The New Colossus? Di certo non quello che mi sono trovato tra le mani una volta avviato il gioco.
The New Colossus è una grassa delusione e un passo indietro rispetto a The New Order.
Uno dei pochi difetti nel primo capitolo è l'invasività della trama durante l'azione di gioco, cosa che spezza troppo il ritmo forsennato che possono raggiungere le sparatorie in più momenti. Inspiegabilmente TNC spinge l'acceleratore su questo aspetto, frammentando ancora di più il gioco e annacquandolo troppo fino a consegnare un gioco che alterna cutscene lunghissime a brevi scoppi di azione. I temi affrontati non sarebbero nemmeno così scontati, ma il tutto è scritto in maniera troppo dozzinale e sotterrato da momenti esagerati e fuori contesto. Tutto questo per il gusto del cinematografico che molti degli FPS moderni rincorrono da troppi anni, sbagliando a mio avviso, e Wolfenstein avrebbe potuto imparare molto dal cugino Doom.
Quel poco di gameplay che c'è è anch'esso un downgrade rispetto al primo gioco: la varietà nell'arsenale si è assottigliata, così come quella delle truppe nemiche; lo stealth che ho tanto apprezzato nel primo qui è azzoppato da una IA nemica ai limiti dell'onniscienza.
Riponevo speranze anche nel cambio di ambientazione, un'America conquistata dai nazisti, e anche qui la delusione è stata ancora più grossa: il gioco non sfrutta quasi mai la possibilità di farci vedere questi Stati Uniti alternativi, portandoci invece in basi militari sotterranee anonime, sottomarini, rovine di città, fortezze volanti.
Graficamente il gioco si difende bene, ma ho trovato il predecessore più curato nei dettagli nonostante fosse un titolo cross-gen.
Personalmente mi sento di bocciare The New Colossus. L'invadenza delle cutscene e il poco spazio dato all'azione dura e pura ha rovinato un'esperienza di gioco che avrebbe avuto tutte le carte in regola per rivaleggiare e migliorare la formula del predecessore.

Steto96

ha scritto una recensione su The Sexy Brutale

Cover The Sexy Brutale per PS4

Se sei Brutale ti tirano le pietre

Che dire di questo gioco che non sia già stato detto?
The Sexy Brutale è uno dei puzzle game più belli che io abbia giocato, un tesoro sepolto da scoprire e amare per la sua preziosità.
Sulla trama dire poco è dire troppo. Nei panni del reverendo Lafcadio Boone, uno degli invitati alla festa in Maschera nel maniero del misterioso Barone, siamo chiamati ad aiutare i nostri compagni e amici, intrappolati come noi in un loop temporale e vittime di un macabro gioco che reclama ripetutamente le loro vite. Grazie al potere donatoci da una misteriosa ragazza è possibile riportare indietro il tempo per poter esplorare la villa e cambiare il loro destino, interferendo con oggetti e meccanismi in modo da sventare i piani di una mano invisibile che instancabilmente perpetua questa serie di omicidi.
Dietro una grafica semplice e ben curata troviamo uno stile unico e ben curato, una colonna sonora azzeccatissima e una scrittura divertente e coinvolgente. Ho amato tutti i personaggi che siamo chiamati a salvare, in ogni loro dettaglio e particolarità, ho adorato la sottile rete di relazioni che lega ciascuno di loro.
Narrazione e gameplay si incastrano in un mix eccezionale: gli enigmi sono interessanti e richiedono una buona dose di ragionamento e trial and error per poter esser risolti, e man mano che la storia progredisce gli enigmi cominciano a proporre situazioni sempre più complesse ... e poi il gioco finisce.
Questo è l'unico difetto di The Sexy Brutale: finisce. Chiariamoci: a seconda della bravura di ciascuno nel risolvere gli enigmi il gioco può durare tra le quattro e le otto orette, tenendosi larghi nei calcoli, longevità che trovo "giusta" e allo stesso tempo so che avrei voluto passare più tempo con gli altri ospiti.
Mi sento anche in obbligo di dire che il gioco purtroppo non ha una sola riga di italiano quindi per chi non conosce la lingua d'Albione potrebbe essere un problema.
Consiglio The Sexy Brutale a tutti quanti. Scorre che è un piacere, mi ha divertito moltissimo e trasuda originalità. Vi sorprenderà e vi appassionerà con la sua storia e con le sue meccaniche freschissime.

Steto96
Cover Sherlock Holmes: The Devil's Daughter per PS4

Il Talento nascosto di John Holmes

The Devil's Daughter è stata una bella sorpresa: sorpresa perché ho preso questo titolo quasi per caso, giusto per giocarlo in compagnia della mia ragazza che apprezza questo genere di giochi, bella perché The Devil's Daughter è un buon gioco, se non persino un ottimo titolo al netto di alcuni "difetti".
The Devil's Daughter non è solo l'ultimo di una lunga lista di trasposizioni interattive, e no, dei lavori di Sir Arthur Conan Doyle, ma anche l'ottavo capitolo di una serie che avevo già intravisto sugli scaffali più volte senza approfondire.
Com'è lecito aspettarsi dal titolo il gioco si propone come un'avventura investigativa basata sulle avventure letterarie del Detective più famoso del mondo (non quello di Gotham, ma quello al 221B di Baker Street), presentando un totale di sei casi unici e interessanti.
C'è anche una trama orizzontale che parte proprio dalla conclusione del precedente: come già detto non ho giocato nessun titolo prima di questo TDD, ma anche senza Riassunti-della-puntata-precedente si può capire a grandi linee "cosa sta succedendo". Oltretutto la vicenda stessa parte da un presupposto promettente, ma lo svolgimento non è dei più studiati e quindi il finale non riesce a veicolare l'impatto che vorrebbe avere sul giocatore.
I casi sono ripresi direttamente dai racconti di Sir Arthur Conan Doyle e offrono una gran varietà di situazioni: cacce all'uomo, maledizioni maya, tentativi di omicidio e rapine in banca finite male. Anche il gameplay propone molte meccaniche diverse l'una dall'altra e una gran parte di questi "minigiochi" appare solo una volta in tutto il corso del gioco. Niente di trascendentale, sia chiaro, però trovo che questa varietà porti freschezza nella formula del gioco.
Gli enigmi sono frequenti, sempre diversi e richiedono una buona dose di ingegno e ragionamento, ma è possibile saltarli in qualsiasi momento senza conseguenze.
La risoluzione del caso ruota attorno all'accumulo di prove e indizi, analizzate in un menù apposito seguendo uno schema di dicotomie che permette al giocatore di fare supposizioni ed escludere le possibili soluzioni. Al termine del nostro ragionare sarà possibile accusare uno dei molteplici sospettati, ma attenzione: è possibile sbagliare il percorso delle nostre deduzioni e quindi puntare il dito contro la persona sbagliata. Ho apprezzato moltissimo che il gioco permetta di sbagliare in questi frangenti pur senza risultare in una qualsiasi penalità: insomma, potete mettere al gabbio la persona sbagliata e farla franca. Inoltre al momento dell'accusa è possibile scegliere se condannare o assolvere il criminale per le proprie azioni, cosa che aggiunge una velatura etica alla nostra scelta.
Sul versante tecnico ovviamente non siamo di fronte a un gioco curatissimo: la grafica non è eccezionale, i dettagli non sono ben definiti e i modelli sono spesso riciclati. Anche il framerate tende a calare in momenti specifici, ma tutto questo non va a minare l'esperienza di gioco.
Insomma, un bel gioco di investigazioni ben al di sopra di molti altri titoli del genere, lo consiglio vivamente.

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