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Tatami52

ha scritto una recensione su The Temple of Elemental Evil

Cover The Temple of Elemental Evil per PC

Premetto due cose: primo, da anni sono giocatore e master di giochi di ruolo da tavolo, principalmente Dungeons & Dragons 3.5 (il regolamento su cui è basato questo videogioco); secondo, ho concesso parecchie ore e parecchie chance a questo gioco.

Il fondamentale compito di qualunque gdr è generare "sospensione dell'incredulità", ovvero immersione. The Temple of Elemental Evil non riesce a farlo sufficientemente bene. Perché? Ogni gdr elettronico corre tale rischio, ma questo titolo più di altri ha un problema insormontabile: l'interfaccia.
Accadrà che perderemo ore senza rendercene conto a navigare tra i menu, tanto sono disfunzionali. Poco intuitivi, lenti, difficili da manovrare. Tristemente ricordano i menu ad alto contrasto dei vecchi sistemi operativi Windows, cozzando con lo stile del gioco.
La cosa peggiore è che non si può fare a meno di tutto questo. Uno shooter funziona benissimo con solo un mirino e un contatore delle munizioni. Un gdr necessita della navigazione tra i menu: inventario, diario delle missioni, scheda del personaggio, grimorio degli incantesimi...
Il risultato è che per tutto il tempo ci viene ricordato, visivamente e tecnicamente, che questo gioco è un programma. Qui muore la sospensione dell'incredulità. Qui muore l'essenza del gdr.

ToEE ha anche i suoi lati positivi, certo. Ne ho percepito l'esistenza, ma l'ingombro dell'interfaccia mi ha impedito di individuarli limpidamente.
È difficile perdonare tali mancanze quando titoli come Baldur's Gate, seppur tecnicamente più vecchi, riescono a risultare armoniosamente semplici e complessi, regalando un'esperienza evocativa a 360 gradi.

E così ho guidato questa carriola traballante, colma di legname che cadeva in continuazione. Lungo il percorso avrei voluto contemplare il paesaggio, ma non ne ho avuto occasione, dovendomi chinare ad ogni curva a raccogliere quei maledetti tronchi.

5

Voto assegnato da Tatami52
Media utenti: 5

Tatami52

ha scritto una recensione su Max Payne

Cover Max Payne per PC

Arriva il momento in cui ti rendi conto che devi rigiocare un titolo.
Quando realizzi che una soundtrack ti è entrata in testa e non se ne è mai andata, che dopo quindici anni ancora ti capita di canticchiarla mentre ti passano davanti agli occhi vignette imbrattate di schizzi di sangue.
Quando realizzi che ogni tanto ti ritrovi a muoverti al tempo di una moviola invisibile, mentre con suoni gutturali imiti il battito di un cuore che puoi sentire solo tu.

Max Payne è un ottimo gioco, dalla memorabile direzione artistica. Le parole chiave: graphic novel e bullet time.
La trama, adatta ad un third person shooter, procede dritta ed inesorabile come un proiettile al rallentatore. Tra tuffi di lato e bombole che esplodono, viene raccontata in un'originale graphic novel dalle tinte noir e pulp. È questo tandem a far funzionare bene Max Payne.
Il gameplay è divertente, anche se a tratti si può avere la sensazione che le sparatorie diventino un po' ostiche se non si ricorre spesso al bullet time.
Il gioco sa di essere un gioco, tuttavia riesce a risucchiarti dentro immediatamente e per tutto il tempo necessario. Un alto livello di interazione con l'ambiente è sempre presente e mantiene salda la presa sul giocatore per tutta l'esperienza.

Max Payne è come un bell'incubo da cui non ti vuoi svegliare.

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