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Toniuz

ha scritto una recensione su KINGDOM HEARTS Union χ[Cross]

Cover KINGDOM HEARTS Union χ[Cross] per iOS

May your heart be your guiding key

Dopo 5 anni esatti e 979 missioni termina la mia avventura su Union X.
Il gioco era partito bene: esteticamente bellissimo (per un mobile almeno), gameplay divertente, trama intrigante e meccaniche gatcha non eccessivamente invadenti dal punto di vista economico.
Con il passare del tempo però è diventato praticamente un pay to play, con una serie di meccanismi finalizzati ad indurre i giocatori a shoppare o farmare fino allo stremo per ottenere le ultimissime medaglie ed i requisiti necessari per potenziarle al massimo, senza le quali tutte le attività del gioco - ad eccezione delle missioni di storia - diventavano praticamente infattibili o quasi.
Se considerato solo dal punto di vista narrativo, e quindi giocato e valutato in quest'ottica, KH Union X è un bel gioco: permette al giocatore di creare il proprio alter ego, personalizzarlo a piacimento con diversi Keyblades ed un'infinità di completi (anche a tema KH/FF/Disney), e renderlo di fatto protagonista degli eventi che hanno poi portato alle avventure di Sora.
La storia diventa sempre più interessante man mano che prosegue, vengono introdotti nuovi personaggi e compaiono alcune vecchie conoscenze, fino a giungere all'emozionante climax finale che risolve alcuni interrogativi sorti nel corso della serie e - come da tradizione - ne pone di nuovi, strizzando l'occhiolino al prossimo capitolo principale.

Toniuz
Cover Enigmatis: The Ghosts of Maple Creek per PS4

Una discreta avventura grafica punta e clicca in cui impersoniamo una detective in cerca di una ragazza scomparsa a Maple Creek, ridente località di montagna con 10 abitanti in croce.
La trama, seppur banale e priva di veri e propri colpi di scena, è abbastanza interessante; riesce a coinvolgere ed invoglia a proseguire attraverso gli infiniti puzzle tutti uguali dopo i quali penso di aver perso almeno 10 diottrie per occhio.
Buoni gli enigmi che richiedono una certa attenzione ed intuito per essere risolti e soprattutto per scovare gli oggetti necessari in giro per le varie aree del paesino.
Tutto sommato non è un brutto gioco, ma di questo genere c'è sicuramente di meglio in giro e non penso che giocherò il seguito.

Toniuz

ha scritto una recensione su It Takes Two

Cover It Takes Two per PS4

Cooperazione ai massimi livelli

Uno dei titoli più vari ed originali cui mi sia mai capitato di giocare in vita mia; mai un momento morto, situazioni sempre nuove ed originali ed un mix di generi come penso mai visto prima in un videogioco.
Si passa, infatti, dal platform puro al tps, dal gdr all'hack n slash e chi puù ne ha più ne metta, percorrendo una serie ambientazioni dal level design strabiliante, al cui interno - tanto per aggiungere ulteriore varietà - è possibile imbattersi in diversi minigiochi (gli unici "collezionabili" del gioco") in cui competere contro il proprio compagno di avventure.
L'aspetto che più mi ha colpito però è che, nonostante sulla carta il punto forte del gioco dovrebbe essere il gameplay, in realtà anche la narrativa è molto curata e - seppur tratti una storia abbastanza semplice - riesce a dare spunti di riflessione interessanti sulla vita di coppia e sull'amore, che inevitabilmente con il tempo tende ad appassire se non adeguatamente coltivato ed alimentato da nuovo carburante.
I personaggi sono molto carismatici e contribuiscono attivamente a rendere esaltante l'intera avventura grazie anche ad un'ottima scrittura; il gioco oltretutto è pieno zeppo di citazioni sia videoludiche che cinematografiche, ciascuna di esse inserita al momento giusto e con il tempismo giusto, riuscendo inevitabilmente a strappare una risata.
Spero vivamente che Ea non smetta di seguire questa scia e continui a finanziare Josef Fares e Hazelight Studios, che già con A Way Out avevano dato prova di saperci fare sul serio; It Takes Two infatti è un'evoluzione del suo predecessore sotto tutti i punti di vista, e penso che abbia settato nuovi standard per i videogiochi coop.

Toniuz

ha scritto una recensione su World War Z

Cover World War Z per PS4

Left 4 dead in terza persona

Praticamente di questo si tratta. La differenza è che non c'è un'unica campagna ma 5 diverse "mini" campagne da 3 o 4 stage ciascuna, con un gruppo di sopravvissuti differenti che hanno una propria storia da approfondire nell'apposita sezione (con tanto di filmati).
Devo dire che l'avevo sottovalutato, giocato in compagnia di amici è molto divertente ed offre una bella sfida alle difficoltà più elevate.
Il gioco è fatto bene anche dal punto di vista tecnico, in quanto nonostante il grandissimo numero di zombie presenti a schermo non lagga quasi mai, e soprattutto non è stata trascurata la fisica dei proiettili e dei corpi, nulla di eclatante ovviamente, ma ci sono una serie di piccoli dettagli che sarebbero potuti tranquillamente mancare.
Ottima la varietà di classi giocabili ed armi utilizzabili, peccato che potenziare tutto richieda veramente troppo tempo e purtroppo una volta terminate le campagne e fatta qualche orda il gioco diventa piuttosto monotono, ma più che un difetto è una caratteristica tipica di questa tipologia di giochi.

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