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xcelsius

ha scritto una recensione su Dragon Ball FighterZ

Cover Dragon Ball FighterZ per PS4

Online sì, offline nì

Dragon Ball FighterZ è uno di quei picchiaduro che non si accontenta di essere un semplice fan service ma ha anche l'obiettivo di affermarsi come un marchio con delle precise caratteristiche, in molti aspetti fedele al manga/anime ma prendendone anche le dovute distanze.

Il gameplay è sopratutto online-oriented, tanto che la stessa schermata iniziale pone come secondaria la scelta di giocare offline, in realtà questo è vero ma solo in parte, perché una volta connessi si viene accolti da una splendida sala d'attesa con tantissime modalità incluse quelle in locale, per cui viene suggerita semplicemente per la comodità di non disconnettersi ogni volta. Nonostante la grande varietà, la più popolata è quella degli incontri classificati, con un sistema di punti battaglia (PB) che previene lo scontrarsi con gente troppo scarsa o al contrario con chi è di livello superiore, in questo modo i match risultano quasi sempre livellati e divertenti.

Il combat system ricorda quello di Marvel vs Capcom (o meglio Marvel Super Heroes vs Street Fighter) infatti esso si basa sul 3 vs 3 con assist e il pregio è quello di offrire match abbastanza lunghi e dinamici. Durante i combattimenti sembra di essere realmente catapultati nell'anime, gli scontri sono frenetici ma ragionati, votati all'assalto più che alla difesa, dove la simulazione si può dire estesa a ogni singola animazione, dalle mosse speciali dei personaggi ai loro movimenti, dalla scomparsa veloce allo scontro aereo. In particolari condizioni è perfino possibile invocare il drago Shenron per esaudire desideri come riportare in vita un alleato o ripristinare la salute.

Dal punto di vista grafico c'è una certa discrepanza tra un ottimo 2D e un 3D poco convincente, tuttavia trascurabile in quanto usato solo in background. Il character design è quasi perfetto, l'unico appunto sono le mani dei personaggi che risultano sproporzionatamente grandi rispetto al resto del corpo. Le arene non sono tantissime ma ce ne sono a sufficienza tra quelle classiche e quelle tratte dallo story mode, inoltre se si compie una "eliminazione distruttiva" lo scenario cambia anche durante uno stesso incontro, in modo simile ai continui spostamenti che avvengono durante i combattimenti di Dragon Ball.

Detto questo, è un gioco fedelissimo al manga nello spirito ma viceversa ne prende le distanze in alcuni contenuti secondari, infatti nella storia viene (finalmente) abbandonato l'arco narrativo trito e ritrito di DBZ e viene proposta una trama originale con un nuovo antagonista, N° 21. Tuttavia l'occasione viene sprecata malamente perché questa modalità funge solo da lungo e noiosissimo tutorial fatto di scontri casuali .invero anche poco allenanti- e cutscene inutili. Questo è un peccato sopratutto perché l'offline oltre a ciò e un arcade onesto offre veramente poco, rendendo l'esperienza di gioco nettamente sbilanciata verso il multiplayer.

Un'ultima parentesi sul roster che pur essendo sufficiente per un picchiaduro presenta diverse lacune, arginate solo in parte con i DLC per giunta costosissimi. Inoltre il fatto che le varie skin siano solo un cambio di colore di abiti (o pelle) mi ha veramente fatto girare i coglioni.

Gameplay 79 / 100
Grafica: 90 / 100
Roster: 75 / 100

xcelsius

ha scritto una recensione su Uncharted 2: Il Covo Dei Ladri

Cover Uncharted 2: Il Covo Dei Ladri per PS3

Sulle vette dell'Himalaya

"Non ho raccontato neppure la metà di ciò che ho visto, perché sapevo che nessuno ci avrebbe creduto"

Sono le parole di Marco Polo ad introdurre questo secondo capitolo di Uncharted, il quale ci proietta subito dinanzi alla scena drammatica di un Nate ferito e con la vita appesa a un filo, o meglio a un treno semi-distrutto che rischia di precipitare dalle montagne himalayane. Questi primi minuti di gioco sono testimoni di tutte le potenzialità del titolo, che stupisce in primis per una grafica eccezionale (probabilmente una delle migliori in assoluto su PS3) ma anche per una trama e un gameplay meno scolastici del precedente capitolo.

Tra le nuove meccaniche -proprio nella sequenza del treno deragliato- si nota subito una scalata più libera e complessa perché articolata su un piano tridimensionale più che bidimensionale, seppur rimanga essenzialmente lineare, mentre la componente sparatutto risulta essere meglio bilanciata con le fasi stealth, sebbene questo equilibrio tenda a svanire quando il nascondersi è opzionale. Inoltre, per arricchire l'esperienza di gioco sono state aggiunte sequenze in cui bisogna abbattere un elicottero, considerabile un vero e proprio mini-boss ricorrente. Gli enigmi, poi, sono stati resi più intriganti e complessi ma non al punto da compromettere la scorrevolezza del gioco.

I paesaggi che dominano sono quelli delle nevose vette dell'Himalaya, ma la trama non lineare permette di allontanarsi da esse, tanto che nei primi capitoli ci si ritrova in Turchia e nel Borneo. In generale ho trovato tutte le ambientazioni molto ispirate, spesso furbescamente elaborate in modo da esaltare la grafica con dettagli come stalattiti e stalagmiti nelle caverne ghiacciate o i mosaici policromi di Istanbul, tutto a prova di texture. Il team grafico tuttavia non si è "limitato" solo all'esaltazione grafica ma ha anche elaborato set dinamici che hanno reso più accattivante il gameplay, un esempio su tutti la locomotiva ormai divenuta iconica di questo secondo capitolo. Ad accompagnare il tutto la OST caratteristica e mai fuori luogo.

La trama, come detto, non è completamente lineare, difatti l'inizio del gioco è cronologicamente posto a metà, dopodiché tramite un flashback si passa alle origini della storia. Come in qualsiasi gioco d'avventura il pretesto è sempre quello del tesoro prezioso, in questo caso la pietra Cintamani, un gioiello in grado di realizzare qualsiasi desiderio, sulle cui orme vi era Marco Polo. Ad affiancare Drake vi sono due nuovi personaggi, ossia la bella e risoluta Chloe e l'amico Flynn che si rivelano alleati alquanto incerti. Ritornano anche Sullivan, ma quasi come comparsa, ed Elena, con la quale il protagonista sviluppa e consolida ulteriormente il proprio rapporto. In generale anche sul piano della caratterizzazione è stato svolto un buon lavoro, infatti Drake a momenti si rivela più fragile e ingenuo rispetto al primo capitolo, senza tuttavia perderne in credibilità, anzi... Pure l'antagonista principale, Lazarevic, un militare senza scrupoli ossessionato dal potere che può conferirgli la pietra Cintamani, è molto più tosto e cazzuto rispetto ai vari Raja e Navarro, e lo scontro finale contro di lui è piuttosto avvincente (e frustrante) a Distruttivo.

In conclusione Uncharted 2 raccoglie tutto ciò che è stato seminato in Drake's Fortune e lo fa fruttare al massimo, o quasi, portando il franchise non solo sulle cime dell'Himalaya ma anche su quelle del genere action-adventure.

Gameplay 90 / 100
Grafica e Ambientazioni 100 / 100
OST ✔
Trama 85 / 100
Personaggi 85 / 100

xcelsius

ha scritto una recensione su Uncharted: Drake's Fortune

Cover Uncharted: Drake's Fortune per PS3

Ciao, sono Nathan Drake

Più che un titolo, Uncharted è ormai una saga di successo che non ha bisogno di presentazioni, con Drake's Fortune essa raccoglie l'eredità lasciata dal "vecchio" Tomb Raider e la volge al maschile, riprendendo tutti gli elementi classici dell'avventura dinamica con l'aggiunta di qualche variante platform (dove si vede l'impronta della Naughty Dog).

Il gameplay risulta essere un po' troppo sbilanciato verso la componente sparatutto ma nel complesso l'esperienza di gioco è leggera e divertente, complice anche l'atmosfera briosa creata dal protagonista Nathan Drake e dai personaggi di supporto Sully ed Elena. Il trio presenta una caratterizzazione quasi abbozzata, archetipica, che a fini introduttivi funziona benissimo -anche perché sarà ampliata nei successivi capitoli- tuttavia lo stesso non si può dire degli antagonisti che nella loro eccessiva stereotipizzazione risultano solo essere poco carismatici (eccezion fatta per i discendenti che creano una inattesa atmosfera horror verso il finale).

La grafica è straordinariamente dettagliata per i tempi e risulta essere invecchiata bene anche dopo 10 anni (seppur sia consigliabile la Remastered, essendo il più vecchio è il capitolo che ne ha giovato maggiormente), mentre per quel che riguarda le ambientazioni sanno quasi tutte di già visto, idem la trama, insomma quante volte si è parlato della ricerca di El Dorado? Perfino i colpi di scena, come il "tradimento" di Sully, risultano essere piuttosto telefonati ma sono scelte consapevolmente banali, coerenti con un qualcosa in divenire, che doveva innanzitutto "farsi piacere" ed essere lasciato aperto per un futuro che oggi sappiamo essere alquanto radioso.

Gameplay 75 / 100
Grafica e Ambientazioni 85 / 100
Trama 70 / 100
Personaggi 75 / 100

xcelsius

ha scritto una recensione su Pro Evolution Soccer 2019

Cover Pro Evolution Soccer 2019 per PS4

The Chaos Is Ours

La deriva bimbominchia della concorrenza mi ha -infine- convinto a tornare all'ovile, alla serie calcistica che mi ha accompagnato per tutta la quinta e sesta generazione di console. Purtroppo, però, l'entusiasmo nostalgico viene subito spazzato via da una orribile creatura ibrida, a metà tra il simulativo e l'arcade, ma che in fin dei conti non ha capo né coda.
Il gioco alcuni pregi li ha, come ad esempio il maggiore realismo dei volti rispetto a Fifa, un ritmo più lento e scandito offline e una buona fisica della palla, tuttavia ciò non basta a garantire una simulazione calcistica soddisfacente in quanto una presenza quasi "spudorata" dello script (a Superstar ma sopratutto a Leggenda), i giocatori con una mobilità "lineare", i portieri che spesso leggono le situazioni non come tali ma come difensori, la CPU che attacca solo ed unicamente tramite uno-due contribuiscono a creare una serie di situazioni a dir poco inverosimili. A questo bisogna aggiungere una povertà di modalità, sia in termini quantitativi che qualitativi, e gare online con velocità più elevate e squadre completamente spaccate dove non sono infrequenti score tennistici. Infine l'annoso problema della licenze, al quale viene messa una pezza con i "File opzioni" ma che non salva un gioco che fa acqua da tutte le parti.

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