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Dedma.

ha scritto una recensione su Dispatch

Cover Dispatch per PC

You gonna eat those twinks?

Ammetto di non essere mai stato un super fan dei giochi Telltale: li ho sempre apprezzati, in alcuni casi anche molto, ma ho sempre trovato che, per un motivo o per l’altro, andassero a perdersi col susseguirsi delle stagioni, anche a causa della struttura choice-driven, che avrebbe reso impossibile far proseguire la storia tenendo conto di tutte le combinazioni di scelte possibili.

Erano dunque tanti anni che non giocavo a un titolo del genere e devo dire che Dispatch mi ha sorpreso veramente tantissimo. Mi aveva fatto drizzare le antenne fin dal primo annuncio e l’accoglienza super calorosa, sia della critica che del pubblico, non ha fatto altro che aumentare ancora di più la mia curiosità. Dopo averci finalmente giocato, devo ammettere di essermi trovato tra le mani uno dei miei giochi preferiti di quest’anno.

AdHoc è uno studio relativamente giovane, formato, tra gli altri, da alcuni ex dipendenti Telltale, e questo è evidente fin dai primi minuti di gioco. Infatti, se avete giocato anche solo a uno dei titoli della ormai defunta software house, vi troverete fin da subito davanti a un prodotto super familiare, sia per presentazione che per struttura. Dispatch, infatti, ne mantiene praticamente tutti gli elementi distintivi, a cominciare dall’iconico stile grafico in cel-shading fino ad arrivare alla struttura di gioco vera e propria, che resta pressoché invariata.

La componente narrativa è il punto di forza del titolo, ma non lo è per i motivi che vi aspettereste. La storia principale è “solo” interessante, ma non è assolutamente abbastanza per elevare l’opera, anche perché ci sono alcune cose che mi hanno fatto storcere un po’ il naso, come ad esempio il villain principale, che non è assolutamente all’altezza.

Ho trovato molto interessante, invece, il cambio di prospettiva sul genere supereroistico: un po’ come accadeva con il lato oscuro mostrato in The Boys, qui si va a esplorare il lato più mondano dell’essere eroi, in maniera quasi parodistica, e devo dire che funziona veramente benissimo, dato che va a “svecchiare” un po’ un genere che sta cominciando a stufare.

La parte migliore della narrazione viene dal cast principale e dai loro dialoghi, complici anche le performance di altissimo livello dei doppiatori, composti in parte da attori, doppiatori veri e propri e anche content creator a cui bisogna fare un applauso per aver fatto un lavoro sorprendentemente di qualitá.

Un merito abbastanza importante che si può fare ad AdHoc è quello di essere riusciti a creare un cast di personaggi variegati e memorabili: un gruppo di eroi improbabili che è impossibile non amare.

Non è un gioco che vi cambierà la vita, ma è un titolo che si prefissa l’obiettivo di intrattenere e divertire, e lo fa benissimo.

Per quanto riguarda la componente puramente ludica di Dispatch, non c’è moltissimo da dire: è il più classico dei giochi di questo genere, una vera e propria “serie TV” interattiva dove si segue la storia e, ogni tanto, si compiono delle scelte più o meno importanti.

La vera e propria novità sta nel “minigioco” da cui il gioco prende il nome: infatti, durante ogni episodio, ci ritroveremo a dover mandare in missione i membri della squadra di “supereroi”. È un’attività relativamente basica che non offre chissà quale sfida, ma è impreziosita da come viene legata alla componente narrativa. Infatti, scelte pregresse durante la storia possono influenzare l’andamento di alcune di queste missioni, ad esempio rendendo indisponibili alcuni personaggi oppure facendoli agire in maniera avventata o svogliata. Non è un sistema profondissimo, ma più una chicca molto coerente con il resto del gioco.
Nel complesso è un sistema in grado di divertire, ma che in alcuni casi potrebbe mettersi un po' "in mezzo" al resto della narrazione, andando a rallentare un po' il ritmo.

Dal punto di vista tecnico non ho molto da dire, considerando che il gioco è composto principalmente da cutscene pre-renderizzate. Ho già menzionato lo stile artistico in cel-shading precedentemente e qui riconfermo che funziona benissimo, anche perché si sposa perfettamente con il setting. In questo caso si potrebbe discutere della tecnica cinematografica, ma lì andrei ad addentrarmi in un territorio che non è assolutamente di mia competenza, quindi preferisco lasciare perdere.

Non ho riscontrato problematiche di prestazioni o stabilità, ma non mi aspettavo diversamente da un gioco di questo tipo.

La parte tecnica relativa all’audio è molto buona: come già detto prima, la performance dei doppiatori è ottima. Lo è anche la colonna sonora, sia quella originale che quella su licenza. Su questo aspetto trovo che AdHoc abbia fatto un ottimo lavoro nel creare quel “mood” da serie TV, scegliendo pezzi molto azzeccati e usandoli in momenti perfetti.

Dispatch è dunque un ottimo titolo, assolutamente al livello delle migliori produzioni Telltale; anzi, è probabilmente il migliore del suo genere. Detto questo, ci sono ancora alcune criticità presenti da sempre: ad esempio, il sistema di scelte su cui si regge tutta la baracca è molto altalenante. Alcune sono effettivamente importanti e vanno a modificare in maniera evidente l’esito della storia, altre sembrano messe lì tanto per dare l’illusione della scelta.

Detto ciò, se prendete il gioco con la giusta leggerezza, vedendolo più come una serie interattiva che come un gioco vero e proprio, sono sicuro che vi divertirete molto. Io l’ho giocato in compagnia, come se fosse una serie TV, e l’abbiamo apprezzato tutti.

Dispatch non rivoluziona il genere, anzi, non vuole neanche farlo, ma dimostra invece che si possono ancora fare giochi di questo tipo, specialmente con le idee giuste e con dei personaggi di questo livello.

8

Voto assegnato da Dedma.
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