Happyhyppo ha scritto una recensione su Return to Castle Wolfenstein
Successore blasonato, ma non troppo, di quel mostro sacro che è ancor oggi Wolfenstein 3D, è sicuramente uno dei giochi di punta della primissima metà degli anni 2000. Atteso quanto un bicchiere d'acqua nel deserto del Gobi, si propone di replicare in maniera moderna le gesta (solitamente inconsulte e quantomeno improbabili) dell'eroe del primo Wolfenstein, pur tuttavia riuscendo a creare un gioco bello, divertente, e staccato in parte da quella che è la sua matrice. Si tratta certamente di un bel gioco, per quanto forse non un classico, giocabilissimo e godibilissimo grazie a comandi discretamente responsivi e struttura dei livelli piuttosto lineare ma (una volta tanto) chiara. La ricerca dei tesori e dei vari segreti è difficile quanto basta, senza diventare frustrante e per quanto riguarda comparto grafico e sonoro, c'è poco su cui eccepire. Da notare, inoltre, che l'originario Day of Defeat si basa proprio su RTCW che, per quanto ormai discretamente abbandonato tra le sabbie del tempo, riesce ancora a suscitare emozioni non da poco. Trovarsi in una cripta popolata da non morti, infatti, non è certo meno inquietante delle classiche domande alla cena di Natale quali: "Ma allora... Ce l'hai o no la fidanzata?" o "Sei più riuscito a trovare lavoro?". Pur mancando in ambo i casi le pallottole (centellinate per tutto il gioco) per difendersi in maniera ottimale, i non morti hanno perlomeno il buongusto di non mettere il giocatore in imbarazzo, limitandosi ad ucciderlo.
Voto assegnato da Happyhyppo
Media utenti: 8.6 · Recensioni della critica: 9
