Il Mercatino fa più paura di Capitan Uncino
Per Lionhead la pirateria su PC è nulla in confronto al mercato dell'usato su XBox.
Parole e musica di Mike West, combat designer di Fable III, evidentemente ancora un pochino piccato per i giudizi non propriamente lusinghieri verso l'ultima creatura Lionhead e determinato a fare giustizia contro tutto e contro tutti. Vediamo la sua intervista ricca di spunti a Eurogamer.net, per poi innescare, speriamo, un dibattito su una questione affrontata di rado.
Quanto segue è un sunto tradotto e adattato dal sottoscritto.
La pirateria su Pc è sempre stata un problema – esordisce West – e per quanto ci siano tante persone oneste che comprano un gioco se è di loro gradimento, contemporaneamente, qualunque sistema si adotti, ci sarà sempre qualcuno che in un paio di giorni al massimo lo crackerà.
Sono sempre meno le persone che ritengono ben speso il denaro per i videogames e questo a poco a poco porterà ad una crisi del settore: meno i giochi che usciranno, meno le persone che lavoreranno all'industria. Una cosa terribile – chiosa ancora Mike West.
Nonostante lo scenario apocalittico chiaramente l'intervista di martedì aveva un altro obiettivo e non si è conclusa con il solito identikit del pirata cattivo. Non si spiega altrimenti come West subito si affretti a definire irrilevante la pirateria riguardo la loro ultima fatica dal momento che le vendite, comunque discrete, di Fable III in versione PC hanno rappresentato per Lionhead un piacevole “bonus”, visto che i costi di produzione erano stati ampiamente coperti dalla versione per Xbox 360, le cui vendite stimate sono “dell'ordine dei milioni di copie”. Niente male per un settore che tutti si affrettano a definire azzoppato.
Vuoi vedere che un designer di grido, una campagna volta a creare hype forse spropositato e un indefesso sostegno da parte anche di Microsoft (che ancora sogna probabilmente di avere il suo Zelda sulle macchine con la X) sono sufficienti a fare buone vendite anche nell'era delle crack al dayone? Figuriamoci avessero approfondito come da anni sostengono certe dinamiche ancora discutibili a livello di gameplay.
A questopunto West tira fuori la rivoltella e punta alla testa del vero nemico:
Se la pirateria non ci ha fatto andare in perdita, così non è per il mercato dell'usato che nel lungo periodo ci è costato sicuramente parecchio.
West non ha specificato ma appare piuttosto chiaro l'attacco non solo al ragazzino che rivende il gioco all'amico e col ricavato ne compra un altro, ma soprattutto alle tante catene (alcuni colossi, come Amazon) che lucrano con questo mercato in cui l'ex possessore guadagna poco, la sw house nulla e l'intermediario nella transizione ha un profitto netto. Lo dico chiaramente: quest'ultimo aspetto per quanto mi riguarda è una delle tante falle del sistema. Già trovo che ogni passaggio tra produttore e fruitore faccia lievitare indegnamente il prezzo senza apportare alcun beneficio all'utente finale, figuriamoci se si tratta di sfruttare a scopo di lucro quello che è un punto oscuro della legislazione attorno alle opere multimediali.
Mi spiego: quando acquistiamo un sw come tutti sapranno ci assicuriamo il diritto di usarlo, attraverso la licenza che accettiamo al momento dell'installazione, con tutte le limitazioni del caso e che in pochi leggono.
Questo diritto è commerciabile? Se non lo fosse la vendita dell'usato sarebbe illegale (se non un reato un illecito, al paridella pirateria). Una proprietà intellettuale la cui fruizione è concessa con limitazioni non può in alcun modo essere paragonata, come molti fanno, ai beni materiali (noi compriamo effettivamente l'auto, i vestiti, le console ma non i film, i brani musicali) quindi avrebbe bisogno di regole particolari. Allo stesso modo nella congiuntura economica attuale sarebbe un delitto calare la mannaia su chi scambia i giochi dal momento che sono proprio gli attori delle transazioni tra privati quelli più attivi nel mercato del nuovo perché reinvestono quanto ottengono con le vendite del proprio usato. Il mercato per questo è un sistema particolare. Se da un lato risponde a regole matematiche, dall'altro non è possibile irretirlo in equazioni.
Gioco scaricato = Copia invenduta?
Gioco scambiato = Copia invenduta?
Ognuno potrà dire la sua, in realtà una verità assoluta non esiste.
Tranne una: la qualità paga. Sempre.
Se l'industria sfornerà prodotti di qualità le vendite saranno sempre soddisfacenti, pirateria/”scambisti” o meno, perché adesso, finalmente, che anche le masse hanno inteso il videogame come forma di intrattenimento con valenza artistica, ci saranno sempre quelli che vorranno il proprio Picasso personale nello scaffale, accanto al quale non è detto vorranno mettere il Fable XYZ di turno.
Fonte: Eurogamer.net

piroteca
Bell'articolo: esposto bene, ricco di contenuti e riflessioni e che solleva una questione importante di cui si discute poco: il mercato dell'usato fa davvero male ai videogiochi?
Io non credo, anzi penso che sia importante notare come negli ultimi anni a fronte di una crescita del mercato dell'usato sia aumentato anche il mercato stesso dei videogiochi e il loro inserimento nella vita quotidiana di una più larga fetta di società.
La questione per me è semplice: Fable 3 è stata una mezza delusione, nessuno informato sui fatti lo comperebbe volentieri a prezzo pieno e Lionehead e Microsoft lo sanno per cui puntano sul nome del brand per venderlo ai "fedelissimi".
MarcoK
Sentir dire che chi compra giochi usati è alla stregua di chi li masterizza è proprio un'insulto a dirla tutta eh... Da Micro$oft c'era da aspettarselo..
The SpartanLion
Il mercato dell'usato è anche conseguenza dell'eccessivo prezzo dei giochi...
piroteca
Ma non solo... Voglio dire: anche se i giochi al day one costassero 20€, se so che quel gioco lo prendo, lo finisco in 10 ore e poi sono obbligato a metterlo da parte per sempre, tanto vale rivenderlo allora... Per contrastare l'usato dovrebbero fare giochi più longevi e più divertenti in modalità multiplayer: anche non necessariamente online, anzi, io mi diverto di più con il multiplayer in locale. Voglio dire: un FIFA, un Halo o un Mario Kart non me li rivendo perché so che anche se li ho finiti 10mila volte ogni tanto una partita con mio fratello ci può scappare... Ma Fable sinceramente...
Indros
Grazie piro
Non mi pareva giusto stare qua senza scriver nulla (a parte le mie minireview che non mi caga nessuno, vedi AC Brotherhood
) ma visto il mio passato di articolista semiserio volevo scrivere circa un argomento su cui dibattere.
Come non quotarti poi sul multi alla vecchia maniera, Mario Kart 64 lo giocammo per anni con lo schermo splittato in 4, anche d'estate con le cole ghiacciate in mano e il tv fuori sul terrazzo. Ma il single player avrà sempre il suo fascino se ben congegnato, anche se non per forza ciò deve imporre 30-40 ore di gioco, soprattutto visto il moltiplicarsi dei casi in cui queste ore si raggiungono con fill in quasi cinematografico: ore e ore di nulla.
L'uscita di The Witcher 2 mi ha messo al voglia, tempo permettendo, di rimettere le mani sul primo. Ecco, vorrei ben vedere quante copie usate del buon Geralt ci siano in giro, scommetto ben poche
CiccioBaslardo
Quoto Piroteca!
) e soprattutto, ogni tanto me lo riprendo e lo finisco un'altra volta. Perché?
A me piace pensare ai giochi come articoli d'arte. Non perché devo impacchettarli così me li vendo tra 40anni come pezzi da collezione unici. Ma perché un gioco come Half-Life GOTY in bacheca, fa la sua porca figura (ho fatto la copia subito e gioco solo con quella così non si rovina
Perché è bello cavolo! Se le SW House pensassero più alla qualità e meno alla pubblicità, ci sarebbero più videogiocatori contenti e meno usati sui scaffali.
Volete la soluzione? Steam! Cavolacci, si azzerano i costi di produzione della parte solida del titolo e si abbassano i prezzi dell'articolo. Ti è piaciuto e voi la copia sullo scaffale? Bene, te lo ordini in formato solido sul sito della casa produttrice.
Queste cose potrebbero già esistere, ma la verità (imho), è che le industrie debbano ancora ammortizzare i costi dei macchinari acquistati per la produzione. Allora rallentano i nuovi metodi di vendita per avere la sensazione di non aver sprecato i soldini (funziona per il petrolio, non vedo perché no anche in questo tipo di mercato).
CiccioBaslardo
Ve lo immaginate
- Salve capo!
- Ciao Bob, mio caro gestore degli acquisti su tutto il territorio.
- Ho fatto acquistare questo macchinario a tutte le sue fabbriche. Consumano meno dei vecchi macchinari e producono di più.
- Ottima idea ci vediamo domani
Domani
-Ciao Bob
-Salve capo!
- Ho sentito che adesso commerciano via internet... e non servono più tutte queste copie solide. Eè vero?
- ...
Bob è stato licenziato sodomizzato e cancellato dall'anagrafe e da qualsiasi altro documento registrabile al mondo. Compreso il certificato di morbidosità della pelle vinto al concorso "palpabilità contabile" da parte dei superiori.
piroteca
Ritorno sull'argomento dato che in questo periodo va di moda: vedi il Pass di Sony per i giochi usati... Steam secondo me risolve le cose a metà: è come se invece di comprare un'auto la prendessi in leasing. Paghi meno e giochi quel che ti serve, ma il gioco non é comunque tuo e non puoi in alcun modo recuperare l'investimento che hai fatto.