Il peggior Dmc di tutti i tempi
Oppure un discreto titolo d'azione, scegliete voi.
In principio, c'era Dante. Era il protagonista di una serie di successo, si godeva la bella vita.
Lavorava come ammazzademoni, salvava fanciulle non proprio indifese e mangiava pizza tutto il dì, una vita da vero pascià.
Ma, come si suol dire, un bel gioco dura poco, e ben presto il povero Dante si sarebbe ritrovato ad affrontare un nemico ben peggiore dei soliti demonietti che era abituato a falciare.
Il suo nome: Tameem Antoniades.
La sua missione? Rendere il brand Devil May Cry più appetibile alle nuove generazioni.
Secondo il suo personalissimo punto di vista, Dante era diventato ormai un personaggio vecchio e noioso, "se fosse entrato in un bar di tokyo conciato così, tutti avrebbero riso di lui".
Come renderlo apprezzabile alle nuove generazioni? Cambiando completamente la sua storia, il suo mondo ed il suo carattere.
Da travagliato e sboccato cacciatore di demoni è stato trasformato in un giovane e petulante ribelle.
Ricordate i tempi delle medie? Probabilmente in ogni scuola era presente il ragazzo problematico, quello che a 18 anni ripeteva ancora la seconda, quello che ce l'aveva col mondo intero, quello stupido come un pezzo di legno, e simpatico come una martellata sul dito?
Il nuovo Donte è tutto questo, e molto di più.
La nuova storia, scritta dai maestri letterari del Ninja Team comprende un mondo controllato dai demoni, che spadroneggiano sull'umanità, resa docile grazie all'ausilio di media e junk food. "Donte" (così mi riferirò al nuovo Dante), cresciuto senza genitori e senza memoria, è costantemente braccato dalla manifestazione terrena di Mundus, qui un banchiere con in mano le redini del mondo intero.
Vive la vita loca, il nostro Donte, dormendo in una roulotte, ubriacandosi e intrattenendosi tutte le notti con procaci ed intrapendenti signorine adescate al night club.
Proprio per colpa di una di queste donzelle, Mundus lo trova, e cerca di catturarlo.
Da qui, colpi di scena a non finire: Donte incontra Vorgil ed una certa Kat, entra nel loro gruppo di rivoluzionari, scopre di essere fratello gemello di Vorgil, e di essere figlio di madre angelica e padre demoniaco.
I due fratellini decidono di unire le forze ed eliminare il perfidissimo Mundus e liberare l'umanità dal giogo dei demoni.
Donte ha il potere di entrare in un universo parallelo, il Limbo, dove la realtà del mondo viene sconvolta: i palazzi si piegano su se' stessi, il mondo cambia radicalmente. Questa meccanica è una delle poche cose che mi ha colpito di questo gioco, insieme allo stile grafico del Limbo. Vedere palazzi che si piegano e marciapiedi che si trasformano in piattaforme fluttuanti è piuttosto spettacolare.
In questo universo, Donte è invisibile agli occhi umani, ed è costantemente braccato dai demoni mandati da Mundus.
Il gameplay differisce in modo sostanziale da quello dei Dmc regolari. Donte conta dalla sua vari tipi di armi:
Ebony ed Ivory, le sue fidate pistole, con cui rallenta i nemici e allunga il suo tempo in volo, Rebellion, la sua spada, L'ascia, con la quale esegue attacchi lenti ma potenti, la falce, veloce ma debole, e varie armi sbloccabili in seguito, come ad esempio una coppia di coltelli tri-lama.
Le armi secondarie, a differenza dei capitoli precedenti, sono utilizzabili premendo i dorsali insieme al tasto adibito all'attacco con la spada, meccanica che ho trovato interessante, ma parecchio distante dal normale sistema di combattimento di dmc.
Una cosa che ho trovato veramente insopportabile è la presenza di nemici eliminabili solamente con l'ausilio di una determinata arma.
In questo modo, il giocatore è costretto ad utilizzare armi specifiche per superare specifici punti del gioco, cosa che mina incredibilmente la libertà di azione e di gioco.
In generale, i combattimenti mi sono sembrati molto lenti e legnosi, anche parecchio semplificati.
Il sistema di voti è cambiato: ora, al posto della varietà e della spettacolarità delle proprie mosse, verrà valutato il danno totale inflitto in un certo lasso di tempo, rendendo il raggiungimento del rank "sss" in combattimento molto più facile che in precedenza.
Oltre a combattere, il nostro piccolo ribelle dovrà farsi strada nel Limbo tramite sezioni platform piuttosto scialbe e semplici, che fungono più come momenti di "riposo" tra un combattimento e l'altro.
I boss sono relativamente pochi e semplici, e abbastanza anonimi.
La grafica è al limite dell'indecenza. Nel 2012+1, proporre un gioco con una grafica del genere è patetico, sopratutto se è un gioco del calibro di dmc. Ok, la grafica non è tutto, però mi da fastidio vedere che Dmc4 vantava una grafica molto migliore rispetto al nuovo capitolo.
Cosa ancora peggiore: su console, il gioco gira a 30 fps, quando dmc4 vantava 60 fps stabili.
In più, spesso capita che le texture si carichino in ritardo, cosa alquanto fastidiosa.
La soundtrack vanta artisti famosi (noisia), e in generale funge da buon sottofondo per le scorribande del povero Donte, nulla di indimenticabile, comunque.
Come da titolo, il gioco può essere considerato un orribile Devil May Cry o un discreto gioco d'azione.
Il sistema di combattimento funziona abbastanza bene e la soundtrack è accettabile, mentre storia è piuttosto piatta, i personaggi poco caratterizzati e la grafica veramente poco curata.
Personalmente, ho fatto davvero molta fatica a giocare a questo gioco: ho trovato Donte veramente insopportabile, ed il nuovo gameplay piuttosto scomodo.
Spero che tutti possiate comprendere il mio punto di vista, e che possiate perdonarmi eventuali errori.
Buona serata a tutti quelli che non mi hanno bloccato.
