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Resident Evil: Revelations 2: l'horror si fa portatile - recensione

Dopo aver spaventato milioni di giocatori in tutto il mondo ed essersi affermato come il re dei survival horror, Resident Evil ha spiazzato tutti con il quarto capitolo che ha virato decisamente verso l'azione pura. Da quel momento in poi il declino è sembrato quasi inarrestabile, ma poi è arrivato Revelations, che pur mantenendo un'impostazione più dinamica ha riportato in auge alcuni elementi fondamentali della saga.



Il gioco per 3DS (e relativi porting) è piaciuto assai, ma la sua dimensione troppo "ristretta" ha lasciato gli appassionati con un pizzico di amaro in bocca. Con l'uscita di Resident Evil Revelations 2, Capcom ha dimostrato una volta tanto di aver ascoltato i fan migliorando quasi tutti gli aspetti dell'originale e dando un più ampio respiro sia alla storia che al gameplay. Ora tale piccola gemma arriva su PlayStation Vita, ma qualche piccolo ingranaggio nel processo di conversione non è stato oliato a dovere e il risultato non è esattamente quello che ci si augurava.



Se non avete mai giocato Resident Evil: Revelations 2, ecco un breve riepilogo di quello che vi attende: un'avventura oscura, tesa, a tratti opprimente, nella quale il giocatore segue due coppie di personaggi con la possibilità di sfruttarne le differenti abilità per sopravvivere. La prima è composta dall'arcinota Claire Redfield e Moira Burton, figlia di quel Barry che tutti i fan conoscono bene. Il secondo gruppo di personaggi vede proprio il barbuto ex-membro S.T.A.R.S. accoppiato con una bambina di nome Natalia, dotata di straordinari poteri psichici.

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28 agosto 2015 alle 14:15