Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Assassin's Creed Syndicate - analisi comparativa

Assassin's Creed Syndicate è il gioco della redenzione per Ubisoft dopo il catastrofico lancio di Unity. Le nostre impressioni iniziali hanno delineato una cornice di qualità: le prestazioni sono notevolmente migliorate e il gameplay è più stabile con meno bug e incertezze. Alcuni cambiamenti cruciali sono stati apportati al motore grafico e c'è l'impressione che Ubisoft abbia ribilanciato l'Anvil Next per far girare al meglio il gioco. In effetti, questo articolo non è solo un confronto tra le versioni Xbox One e PlayStation 4 ma anche uno sguardo ai miglioramenti tecnologici che lo separano da Unity.



Prima di tutto analizziamo lo stato della conversione: la qualità dell'immagine è identica su entrambe le console, dove il gioco gira a 900p con un anti-aliasing in post produzione che regala immagini morbide un po' come succedeva in Unity. La mancanza di dettagli elevati per singolo pixel diminuisce un po' la nitidezza di texture e normal mapping ma al contempo diminuisce il rischio di trovare artefatti visivi dovuti all'upscaling verso il Full HD. La qualità dell'immagine potrebbe essere migliore, insomma, ma la soluzione adottata da Ubisoft funziona come buon compromesso tra dettaglio, morbidezza ed effetti.



Gli asset sono identici su entrambe le versioni, così come gli effetti e un basso livello del filtro anisotropico (ci sembra un 4x) utilizzato sulle varie superfici per uniformare luci ed ombre. Anche le texture e il normal mapping sono i medesimi su personaggi e ambientazioni. Ci sono rare differenze tra le piattaforme ma pare si tratti più che altro di piccoli bug grafici occasionali: in due aree abbiamo trovato delle texture a risoluzione inferiore su PS4 ma rigiocando era tornato tutto normale. In un altro caso un fulmine era sparito (sempre nella versione PS4) ma in generale gli effetti sembrano identici.

Continua la lettura su www.eurogamer.it

29 ottobre 2015 alle 12:40