Need for Speed - recensione
Dopo essersi presa un anno sabbatico, la serie di Need for Speed torna nei negozi sotto l'egida di Ghost Games, studio di sviluppo nato da una scissione all'interno di Criterion Games proprio per seguire a tempo pieno la serie corsistica di Electronic Arts.
Il compito è dunque di quelli ardui, dato che c'è da soddisfare una base di utenza davvero sconfinata, che in oltre venti anni di presenza sul mercato ha superato quota 100 milioni di giocatori. L'obiettivo è dunque quello di proporre qualcosa di nuovo che però non dimentichi alcuni degli elementi più amati da parte dei fan, come la presenza di una storia, la possibilità di modificare le macchine e persino le atmosfere di Underground, forse il capitolo più amato dell'intero franchise.
Il team capitanato da Craig Sullivan, una vecchia volpe dell'industria, ha cercato di riunire tutte queste caratteristiche in un gioco chiamato semplicemente Need for Speed e le premesse sono quelle classiche.
