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Sviluppato da Ghost Games e prodotto da Electronic Arts, Need for Speed è un gioco di guida uscito il 5 novembre 2015 per PlayStation 4.

Need for Speed torna nell'autunno 2015 su PS4, Xbox One e PC in un'esperienza di guida d'azione che incarna il culto della velocità. Il nuovo capitolo di NFS vanterà personalizzazione estrema, "urban car culture" dal sapore autentico, un immenso mondo notturno esplorabile e una narrazione coinvolgente che ti incollerà al gioco.

7.7

Recensioni

25 utenti

DevilGame

DevilGame ha pubblicato delle immagini nell'album Games riguardante Need for Speed

" Get Ready For The Next Race."

Fil

Fil ha scritto una recensione su Need for Speed

Cover Need for Speed per PS4

Il ritorno Underground

Ho impiegato tre anni prima di riuscire a trovare le parole giuste per parlare di Need For Speed (2015); gioco tutt’altro che esente da difetti, capace però di diventare uno dei miei capitoli preferiti. Dopo l’uscita di Payback mi è capitato spesso di leggere opinioni tutt’altro che positive circa la strada intrapresa da questa serie, dovute in buona parte all’inserimento ossessivo di microtransazioni da parte di EA nei suoi titoli. Ma facciamo un passo indietro e torniamo al 2015, quando Ghost Games lanciò questo reboot molto vicino agli Underground e che, a mio avviso, riuscì a dare uno sguardo molto più vicino, reale e plausibile al mondo delle corse clandestine.

Uno degli elementi che dona maggiore concretezza a questo titolo è la collaborazione con gli Speedhunters, un gruppo di piloti, fotografi e scrittori, che vivono il culto dell’auto a tutto tondo e che sono riusciti a dare una certa impronta estetica al gioco. Non mancano poi volti famosi come Magnus Walker, Ken Block, Nakai- San (un artigiano le cui auto sono considerate delle vere e proprie opere d’arte) e Morohoshi- San, un vero e proprio street racer. La campagna è quindi girata con attori reali in live action e il risultato che ne consegue è simile, per estetica, ai documentari sul tuning che si trovano in rete, nonostante i toni delle vicende possano apparire un po’ teen (ci tengo a precisare che non sono presenti scene d’azione, ma solo brevi “siparietti” tra una gara e l’altra). Però, è proprio questo elemento a donare grande spessore a Need For Speed; la storia, se così vogliamo chiamarla, ripercorre le vicende del classico novellino che arriva in città (chiamata Ventura Bay) pronto a diventare il numero uno sulle strade. E nonostante l’obiettivo delle gare sia quello di arrivar primo nella maggior parte dei casi, il gioco cerca in tutti i modi di far capire quale sia lo spirito di chi vive con la passione per i motori e per la corsa, mostrando la complicità tra i membri di quella che è a tutti gli effetti una comunità. Assistiamo quindi ad un certo grado di rivalità tra il giocatore/protagonista ed alcuni membri del gruppo, ma non mancano momenti di leggerezza e divertimento, perché ricordiamo che si tratta pur sempre di una passione, bella da condividere con le altre persone. Proprio in virtù di ciò, penso che si tratti di un ottimo reboot, pensato per chi ha amato gli Underground su PlayStation 2.

Come dicevo sopra, siamo comunque lontani dalla perfezione, le intenzioni erano buone, ma i risultati non sono stati altrettanto eccellenti. Al lancio, Need For Speed era povero di contenuti, una volta terminata la campagna c’era poco altro da fare e sicuramente in molti saranno rimasti con l’amaro in bocca. Ghost Games ha però aggiornato costantemente (e gratuitamente) il titolo e, mese dopo mese, sono arrivate migliorie che hanno reso l’esperienza molto più godibile. Certe attività purtroppo sono state solo abbozzate (le avremmo viste in una forma “completa” solo in Payback) ciò non toglie che si tratta comunque di idee più che buone in grado di donare qualche ora di divertimento in più.

Anche la personalizzazione estetica delle auto non era così completa come ci si sarebbe aspettati, alcuni veicoli hanno ricevuto nuove componenti per la carrozzeria tramite gli aggiornamenti ma, anche in questo caso, per una personalizzazione più massiccia abbiamo dovuto aspettare Payback.

Non sono mancati difetti minori come un effetto elastico inizialmente troppo marcato e bug di varia natura che non hanno beneficiato al titolo. A dare il colpo di grazia a Need For Speed ci ha pensato però l’always online, elemento che ha fatto discutere tantissimo sia perché non era assolutamente necessario, ma anche perché questa scelta discutibile ha finito per escludere una certa fetta di giocatori a causa del digital divide (in tantissimi si sono lamentati sui canali social del gioco).

Insomma, detta così sembra proprio un disastro, eppure sono particolarmente affezionato a questo titolo. Sarà per la città prettamente notturna con alcune aree crepuscolari, capaci di creare un mix davvero suggestivo. La resa visiva della pioggia è favolosa e in generale lo stile grafico presenta una sorta di filtro in filigrana che fa sembrare tutto più realistico. Che dire, nonostante le dimensioni discrete della mappa di gioco, amo Ventura Bay. La qualità dei tracciati e dei circuiti è notevole e sono decisamente superiori a quelli visti in Payback, giusto per dire.

Anche la colonna sonora è di grande impatto, credo che le tracce scelte per questo capitolo siano azzeccatissime, un mix di elettronica rock e altri generi che personalmente non mi hanno mai stancato. Una delle cose che poi ho apprezzato particolarmente è stata l’aggiunta tramite aggiornamento di alcune tracce prese dai primi NFS, quelle composte da Saki Kaskas e Rom Di Prisco per intenderci, e lasciatevi dire che sono una goduria. Una colonna sonora del genere porta un grandissimo valore aggiunto al gioco: sia per l’effetto nostalgia di chi ha giocato i primi capitoli della serie, sia perché si sposa benissimo col titolo in questione; gli sviluppatori non potevano fare scelta migliore.

E quindi, Need For Speed (2015) è un titolo fortemente arcade (come ormai siamo abituati a conoscerlo) che torna a mostrare lo street racing come ai tempi degli Underground ma con un filo di serietà in più e un’indole meno tamarra. Sono presenti le solite gare sprint, su tracciato, derapate, touge, gimkana e perfino qualche gara sparo/d’accelerazione. Giocato adesso, nella sua forma più completa è un titolo soddisfacente, pieno d’atmosfera che farà felice chi ama il mondo del tuning. Ci sono alcuni difetti e mancanze che purtroppo sono state colmate solo con lo sfortunato e non altrettanto affascinante Payback, ma, nonostante ciò, penso si tratti comunque del miglior capitolo della serie su questa generazione di console.

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