Fear Effect: Sedna, è giusto che Square Enix prenda una percentuale dal crowdfunding?
Da qualche giorno, il Kickstarter per Fear Effect: Sedna, terzo capitolo dell'omonima saga action-adventure originatasi nel 2000 sulla prima PlayStation, ha iniziato a raccogliere fondi dal potenziale bacino di utenti interessati alla sua pubblicazione. Il piccolo gruppo di programmatori francesi Sushee è riuscito ad accaparrarsi i diritti dell'IP grazie allo Square Enix Collective, un progetto promosso dalla casa di software che incentiva e promuove le idee ritenute più valide dei team indipendenti che si rivolgono a loro, offrendo per l'appunto anche la possibilità di sfruttare una proprietà intellettuale in loro possesso, il tutto in cambio di una serie di percentuali sui ricavi: il 10% se gli sviluppatori decidono di utilizzare un IP esistente, e un altro 10% se scelgono Square Enix come canale di distribuzione.
Stando alla pagina informativa sul sito ufficiale dello Square Enix Collective, il processo viene suddiviso in tre fasi distinte, ciascuna propedeutica alle successive: la prima, quella di feedback, prevede la pubblicazione di una proposta concettuale sul summenzionato sito allo scopo di raccogliere consensi dai frequentatori della community; la seconda è la vera e propria raccolta fondi, che può appoggiarsi a piattaforme come Kickstarter o Indiegogo e segue una valutazione interna imprescindibile; la terza, infine, è la distribuzione del prodotto che, come già detto, può avvenire con le sole forze del team oppure tramite la stessa Square Enix.
La possibilità di sfruttare una proprietà intellettuale in loro possesso, in cambio di una serie di percentuali sui ricavi
La questione controversa riguarda un'altra somma richiesta dalla casa giapponese relativa ai fondi raccolti mediante crowdfunding, e corrispondente al 5% delle somme totali versate dagli utenti in caso le sovvenzioni pubbliche raggiungano oppure oltrepassino il traguardo prefissato, somma che non verrà dunque riversata nello sviluppo del titolo. Stando alle parole della Square Enix, riportate nella pagina linkata poco più in alto ed estrapolate di seguito per praticità:
Il passaggio evidenziato recita: “Al termine della campagna, qualora raggiungiate o superiate l'obiettivo stabilito dal finanziamento, chiederemo l'accredito del 5% dei fondi raccolti al netto delle spese (ovvero, dopo la deduzione degli oneri dovuti a Kickstarter o Indiegogo). Tale contributo non punta a fare cassa con i soldi dei contributori pubblici, ma ci aiuta a coprire le spese interne e mantenere la fase iniziale di Feedback gratuita per tutti. Se non realizzate il vostro obiettivo, non dovrete versare alcuna quota.”
Il punto di vista di Square Enix è assolutamente condivisibile, e tutto sommato parliamo di una parte del totale raccolto, ma in molti si chiedono se non sia il caso di sottolineare tale clausola fra le modalità di distribuzione dei fondi per lo sviluppo menzionate sulle piattaforme di crowdfunding, fornendo così agli utenti maggiore consapevolezza circa la reale destinazione del loro denaro. Inoltre, considerato che un IP originale distribuito in autonomia dal team che l'ha realizzato non andrebbe soggetto alla percentuale sui ricavi da devolvere a Square Enix, la “tassa” sul finanziamento sembra davvero un male necessario per rendere l'iniziativa accessibile ad ogni sviluppatore che ne faccia richiesta. E voi cosa ne pensate? Square Enix ha bisogno di informare gli utenti che finanziano i progetti da lei appoggiati in maniera più trasparente, oppure pensate sia comunque accettabile che gli introiti di un crowdfunding vengano spartiti tra sviluppatori e proprietari dei diritti in maniera implicita?
L'articolo Fear Effect: Sedna, è giusto che Square Enix prenda una percentuale dal crowdfunding? è estratto da GamesVillage.it.

BahamuthDade
Uno dei retrotitoli che vorrei giocare è il primo....