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‎ABZÛ – Hands-On

Ci sono momenti in cui, è vero, può sembrare che il redattore videoludico si esibisca in un'esposizione così articolata, dettagliata e coinvolta che parrebbe quasi essere vittima di un trasporto autoimposto, che questi non stia esprimendo il proprio pensiero in maniera genuina ma stia invece seguendo un stile o uno schema su cui adattare questa o quell'esperienza, con lo scopo ultimo di valorizzare un prodotto a volte anche oltre il suo effettivo valore. Sono sensazioni che possono pervadere il lettore ed è quindi una sfida per chi scrive la ricerca dell'equilibrio tra emotività e diletto, cercando di esprimere al meglio i personali riflessi di un'esperienza senza scadere nel narcisismo. Intro dovuta per via del titolo che andiamo a trattare, prodotto unico nel suo genere e capace di trasmettere sensazioni in grado letteralmente di bucare lo schermo, generando nel giocatore un'empatia che solitamente si riserva per momenti in cui trame profonde pongono dinanzi a colpi di scena o situazioni commoventi, questa volta dovuta a semplicissime caratterizzazioni delle meccaniche gameplay. ‎ABZÛ di Giant Squid è un'opera che fin da subito muove sull'onda (pun not intended) dell'emotività, immergendo (pun not intended²) il giocatore in un contesto onirico e sognante in cui un avatar neutro la cui espressività risiede negli occhi, unico elemento del viso ad essere rappresentato, comunica con la leggerezza propria di uno spirito alla ricerca della propria strada, muovendosi però in sinergia con ciò che lo circonda al punto di diventare un tutt'uno con il mondo.



‎ABZÛ è un titolo decisamente complesso da raccontare, cosa che potrebbe portare ad una semplice narrazione di ciò che ci si trova dinanzi, svilendone dunque la portata emozionale. ‎ABZÛ è un viaggio introspettivo in cui non è complicato trovare la via, quanto cogliere l'importanza di ciò che ci circonda in funzione del nostro sviluppo psicologico, in quanto l'esordio pad alla mano è decisamente spiazzante e privo di grosse indicazioni in merito a cosa ci aspetta. Muoversi in sintonia con il mare ci aiuta a scoprire parte dei misteri che si celano dietro la nostra esistenza e l'interazione con la fauna ittica dona uno spessore del tutto nuovo alla semplice transizione tra i livelli: essere dotati di un sonar ci permette sì di muoverci in banco con i pesci, ma anche di seguirne i movimenti armoniosamente, come un direttore d'orchestra. Sarà forse che la scorza di gamer d'annata bramava per qualcosa di simile, ma vedere il braccio del protagonista danzare in direzione delle creature al loro avvicinarsi, assecondandone i movimenti, ha rappresentato ben più di un semplice orpello stilistico, toccando in profondità le corde di un animo saturato dalla sovraesposizione a costrutti pseudorealistici scevri di qualsiasi striatura immaginativa.  Si inizia dunque un percorso in cui interagire con i pesci anche in ottica fine a sé stessa, per il piacere di scoprirne comportamento e relazioni tra specie. La possibilità di affiancarvisi e lasciarsi trasportare, come buoni compagni di viaggio, ci fa compiere un altro passo in avanti nella comprensione di un ecosistema digitale che vibra di vita e, paradossale, di realismo: l'atmosfera da fiaba non esclude che venga perpetrata la legge della natura in cui il pesce grande si nutre di quello piccolo, e noi come testimoni dell'equità di queste meccaniche non proferiamo cenno, assecondandone quindi gli esiti anche quando compiuti sotto i nostri occhi.



‎ABZÛ di Giant Squid è un'opera che fin da subito muove sull'onda dell'emotività



Il mare… un bizzarro mare pronto a capovolgere le nostre percezioni, ponendosi magari come cielo, fa da sfondo ad un gameplay piuttosto semplice nelle sue linee guida, che richiedono di identificare punti di interessi specifici, recuperarne eventuali strumenti e proseguire grazie ad essi, perdendosi poi nella contemplazione dell'esistenza con la fase meditativa, che trasporta il nostro spirito all'interno delle numerose creature che affollano il mondo di ‎ABZÛ – tutte riconducili a specie realmente esistenti.  La prova si dipana con leggerezza e momenti di stupore, con dubbi su quali possano essere i segreti celati a chi si limita ad uno sguardo superficiale, chiedendosi se c'è un limite che determini quanto sia adeguato soffermarsi a rimirare il lavoro degli sviluppatori e se questa situazione solitamente collaterale non sia invece parte integrante di quella che è la visione dei creatori. Scoprire reliquie, compagni di viaggio meccanici, ingressi a mondi perduti e realtà in grado di piegare le leggi della fisica nonché le nostre percezioni. ‎ABZÛ risplende in maniera accecante del lavoro di Matt Nava, art director di Flower e Journey, ponendosi dunque come passo successivo in un processo di game design che punta a rendere sempre più interattive e coinvolgenti le esperienze nate per stupire grazie a ritmi e regole insolite per il settore. La colonna sonora, splendida, accentua il senso di appartenenza ad un contesto a tratti impalpabile, ma costantemente pronto a metterci alla prova. ‎ABZÛ sarà disponibile dal 2 agosto per PC e PS4 in formato digitale e fisico, un periodo ideale per chi volesse trovare un angolo di evasione dalla frenesia quotidiana. Per tutti gli altri, sarà tempo di vacanze… forse nel mare del titolo Giant Squid?



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30 giugno 2016 alle 10:30