Deus Ex: Mankind Divided – Anteprima
Deus Ex: Mankind Divided torna a mostrarsi dopo la prova effettuata qualche settimana fa in cui abbiamo potuto prendere confidenza con la versione PlayStation 4 del titolo, rivelatasi al tempo un passo indietro rispetto alla controparte PC ma sicuramente in grado di fornire un impatto scenico di livello che, con i dovuti accorgimenti, avrebbe reso in egual modo giustizia alla visione dei creatori nonostante l'hardware inferiore. Ci troviamo dunque a visionare una nuova build – nonostante non sia chiaramente quella finale – con la curiosità di verificare i passi avanti compiuti e di testare con mano le sessioni di gioco finora rimaste appannaggio delle dimostrazioni di Square Enix. Rispetto a quanto visionato a fine maggio, i passi avanti sono evidenti in termini di pulizia video e fluidità, a tratti sorprendenti considerata la difficoltà di molti team nel gestire le conversioni console di titoli destinati alle architetture PC, potendo quindi apprezzare al meglio la cura maniacale per i numerosi elementi che compongono i fondali o che cesellano le ambientazioni, si tratti di banali ammassi di scartoffie così come mucchi di tecnologia, tutti ricreati senza risparmiarsi nei dettagli.
In questa occasione abbiamo modo di esplorare la nuova avventura di Adam fin dall'inizio, ponendo lo sguardo alla ricerca di indizi che ci permettano di costruire una visione d'insieme su quali siano le potenzialità del gameplay, incentrato sulle ramificazioni e le scelte e quindi ideale playground per testare tutte le nuove dinamiche. Il salto temporale di due anni ci introduce al mondo di Deus Ex con l'adeguato numero di buchi narrativi necessari a tenerci incollati alla trama, catapultandoci in una missione tutorial utile a prendere confidenza con il rinnovato sistema di coperture e dei takedown, decisamente più in linea con gli standard del genere.La scelta dell'approccio letale o meno in questa missione non è determinante ma ci fa conoscere gli strumenti a disposizione fino all'arrivo al primo snodo di trama: progressione cadenzata e storia che inizia a prendere seriamente forma quando incontriamo Alex e iniziamo a mettere insieme i pezzi, al tempo stesso percependo in prima persona i cambiamenti avvenuti nella società a seguito dell'Aug Incident che ha cambiato radicalmente la percezione degli aumentati generando uno strappo che va ben oltre la separazione classista ed è invece riconducibile alla discriminazione sociale. Il Mechanical Apartheid non è solo un termine ad effetto coniato per caratterizzare la trama, ma si riflette sulla trama, nelle cutscene e in numerose opzioni di gioco. Nella cornice di una Praga vittima della tensione, in cui le misure di sicurezza sono aumentate a dismisura, vengono mostrate la fragilità umana e le diffidenze verso gli aumentati, con tutte le difficoltà che ne conseguono anche per i nostri protagonisti nel compiere le azioni più semplici.Non c'è tempo per di metabolizzare questi cambiamenti, in quanto gli eventi di gioco di riportano bruscamente sull'attenti costringendo Adam ad un breve periodo di riposo necessario a ricordarci che, pur nella nostra forma potenziata, non abbiamo perso la mortalità dell'uomo. Da una crisi all'altra, dunque, ci si ritrova abbacchiati e malfunzionanti, pronti a rimetterci in sesto passando da personaggi eccentrici come Václav Koller, specialista di impianti aumentati, all'apparenza semplici tappe di percorso che in realtà diventano centrali nella scoperta dei segreti di Adam e di cosa gli sia successo nei 2 anni di vuoto. Fin da subito entra in gioco la dinamica delle scelte e dei bivi, quasi troppo presto verrebbe da dire, essendo noi ancora alla ricerca di un momento di stabilità, ma convenientemente in quanto la città in cui ci troviamo si pone come hub in cui sperimentare la nuova verticalità, le opzioni di dialogo e familiarizzare con le difficoltà di chi ha il marchio della corruzione meccanica.
La via più veloce per progredire risiede nei percorsi alternativi e nell'approccio stealth, ma dedicandosi al completamento di side quest alternative si guadagna preziosa esperienza e si scopre di più sul background, conoscendo personaggi secondari altrimenti destinati a finire nel dimenticatoio. La libertà di scelta è comunque presente, in quanto le side quest non sono vincolati e possono essere abbandonate – senza possibilità di recuperarle poi per, quindi attenzione – per proseguire in maniera più spedita. Mankind Divided ci pone nei panni di una vera e propria macchina da guerra e scala di conseguenza la dotazione militare di guardie e nemici, costringendo a riflettere attentamente prima di scatenare un conflitto a fuoco se non si dispone del numero sufficiente di armi per disfarsi di tutti i nemici che riusciamo a identificare con la visione tattica, potenziata al punto da permetterci di conoscere numero di nemici e la loro dotazione anche attraverso i muri.
La via più veloce per progredire risiede nei percorsi alternativi e nell'approccio stealth
Un approccio offensivo mal calibrato, se seguito da una fuga con successo, permette comunque di ritentare un'altra tattica, che si tratti di Stealth come di infiltrazione, anche perché le forze nemiche sono spesso molto consistenti e disincentivano lo scontro diretto. Golem City da questo punto di vista rappresenta al meglio la filosofia di gioco, offrendo un numero spropositato di aree da esplorare e personaggi con cui interagire, tali influire sul focus del giocatore, che può trovarsi a a mettere in disparte le urgenze di trama per scoprire come accedere ad una determinata zona vietata o quanto in alto possiamo arrivare con le nostre capacità di salto e arrampicata. Gli stage di gioco sono più vivi, interconnessi nei loro elementi, e non sembrano isolati dall'esperienza globale. Le città sembrano quelle dei classici RPG e manca solo un overworld di connessione per ricostruire la portata di tale genere ludico, sebbene i sistemi di trasporto che ci permettono di muoverci nel mondo siano più che sufficienti a garantire la nostra mobilità e siano comunque giustificati a livello di trama, in modo da non farci mai percepire la presenza di una gabbia costruita intorno a noi in nome della linearità.
Le nostre possibilità di scelta a volte si scontrano con gli obblighi di trama, mettendoci in situazioni scomode frutto di un'evidente presenza che trama in favore dell'instabilità tra le forze in gioco. Adam diventa a tratti una pedina dunque, in un gioco pericoloso che ci porta a non fidarci delle persone al nostro comando né di volti familiari come David Sarif. Mankind Divided getta pesanti basi per la trama nelle sue prime ore di gioco, aggiungendo di volta in volta fazioni in gioco, sospetti di complotti e domande sulla natura stessa del protagonista. La trama si infittisce e i personaggi cardine si susseguono, aggiungendosi in un disegno narrativo che potremo vedere nella sua visone d'inseme solo il 23 agosto, quando questo nuovo Deus Ex giungerà sugli scaffali in versione completa.
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