Dark Souls III – Ashes of Ariandel – Recensione
L'attesa di Ariandel si è fatta sentire, come il peso delle ceneri di uno dei migliori titoli di quest'anno, sul quale ho parlato con amore e dedizione durante il suo indimenticabile press-tour in una gelida chiesa tedesca di Amburgo e con l'impegnativa video recensione per GamesVillage. Dopo questi mesi di riposo, sono tornato su Dark Souls III con le mie armature e il mio arsenale, trainato dall'entusiasmo delle nuove e gelide lande del Dipinto di Ariandel. Curiosamente, la mia second run si era giusto interrotta lì dove il contenuto scaricabile inizia, aiutandomi con una botta di anima a lanciarmi direttamente tra lupi e tormente impietose di neve.
La prova è stata effettuata su PlayStation in NG+ e con un PG di 131lv, con una build equilibrata tra attacchi fisici e magie curative. Ho iniziato a fare impronte sulla neve armato di una Spada della Luna +5 e un carico del 55%, grazie all'anello di Havel, totalmente in blind-run e offline. Questo, almeno, fino al suo esplosivo finale. Ma ci arriveremo dopo. La nuova area, incanta e stupisce. Tempeste di neve, vento, distese innevate e montagne orgogliose ci circondano, tra intrecci sontuosi di un level design maturo e solido, capace di stuzzicare la nostra voglia di esplorazione fino agli ultimi istanti di questo nuovo viaggio. La curva di apprendimento è per giocatori navigati della saga, e non aspetta molto a prenderci a cazzotti in pieno volto. La quantità di nemici su schermo è infatti aggressiva fin dai primi istanti, presentando un variopinto e inedito bestiario da studiare, nei movimenti, negli attacchi e nelle strategie di gruppo. Quando un gruppo di lupi attacca brighe comincia infatti a girarci a girarci attorno, ululando per richiamare frotte di pelosi compagni che cominceranno a fare lunghi giri per sorprenderci alle spalle, sentiremo tutto il peso dell'inferiorità numerica, e il panico potrebbe portarci alla schermata del game-over numerose volte, prima di memorizzare il posizionamento di tutti gli avversari che ci tenderanno imboscate.
Tempeste di neve, vento, distese innevate e montagne orgogliose ci circondano
La sensazione di essere circondati da una minaccia onnipresente, in agguato tra i boschi, la neve e l'erba intorno a noi, è ricreata alla perfezione ed è pungente come il freddo di queste nuove lande. E anche la varietà dei nemici, imboccherà ben presto brusche e imprevedibili accelerate: non faremo in tempo a imparare i pattern di attacco di una specie, che dovremo affrontarne di altre mai viste prima. Anche perché, come molti di voi già sapranno, Ashes of Ariandel soffre di una durata molto contenuta, rispetto a quella dei contenuti scaricabili ai quali ci aveva abituato From Software. Per la precisione, in ng+ abbiamo impiegato circa cinque ore a finire il DLC, trovare tutti i segreti e provare le modalità PVP introdotte… in blind-run e senza compagnia al seguito. Decisamente meno rispetto a quello a cui ci avevano abituato i fasti di The Old Hunters per Bloodborne o i DLC dei precedenti DS.
Ma se il conteggio delle ore non è propriamente positivo, non si può dire di certo lo stesso per la qualità delle stesse. Le boss-battle sono soltanto due (una delle quali opzionale e necessaria ad attivare l'arena e le sue modalità PVP), ma vi posso assicurare che rappresenteranno due momenti memorabili e di altissimo livello nella storia dei souls-like. In particolare lo stesso scontro finale, articolato su più livelli e che vi permetterà addirittura di giocare in quattro contemporaneamente (3 giocatori umani e 1 NPG). Ma se quindi i boss non saranno il fulcro di questo contenuto aggiuntivo, l'esplorazione e alcune nuove tipologie di nemici vi impegneranno invece per gran parte delle ore, tra segreti, passaggi impensabili e pareti illusorie. Presenti anche alcuni piccoli enigmi ambientali, sebbene per lo più l'esperienza sarà lineare e focalizzata sulla lotta per la sopravvivenza durante le numerose imboscate, soprattutto quando ci vedremo franare la terra sotto i piedi, ritrovandoci in una nuova area, sotto assedio e con il senso dell'orientamento oramai andato a farsi benedire. E una volta completata l'estenuante, ipnotica e impegnativa boss battle finale? Beh, potremo addentrarci nell'arena del PVP e dare fendenti e affondi, così da metterci alla prova con una soddisfacente lista di modalità che va dal classico duello 1vs1 a frenetici tutti contri tutti a sei giocatori, passando per dei veri e propri team deathmatch. E posso assicurarvi che anche i più reticenti del competitive troveranno qui una loro dimensione.
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