Zombi: Ubi Soft omaggia il cult-movie di Romero
1986 – Liberamente ispirato all'omonima pellicola firmata da George Romero nel 1978, Zombi ne rivisitava il plot traendo spunto dal drammatico finale, in cui i superstiti sfuggiti all'orda di non morti grazie al supporto di un elicottero, scoprivano di essere pericolosamente a corto di cherosene…Atterrati sul tetto di un centro commerciale (nuovo riferimento alla pellicola), i quattro protagonisti del titolo targato Ubi Soft avrebbero dovuto mettersi subito alla ricerca del carburante, avendo tuttavia estrema premura di non attirare l'attenzione dei putridi occupanti dell'edificio…
La videata di gioco principale appariva suddivisa in pratici box atti ad offrire al giocatore una panoramica esaustiva circa lo status dei protagonisti, le azioni a disposizione e gli oggetti utilizzabili. (Versione Amstrad CPC)
Concettualmente simile a classici d'impronta ruolistica quali Dungeon Master ed Eye of The Beholder, Zombi ne anticipava l'impostazione in soggettiva, come pure il sistema di controllo. Il giocatore poteva in tal senso interagire con i propri alter ego e il mondo di gioco circostante sfruttando i comandi presenti sulla barra abbinata alla videata principale, salvo passare da un personaggio all'altro mediante un semplice clic del cursore.
Lungo l'avventura avremmo senz'altro finito col perdere alcuni membri del nostro team: a sottolinearne la perdita un mesto crocifisso bluastro sarebbe andato a sostituire il volto del caduto. (Vers. Atari ST)
Sempre in analogia con i titoli succitati, gli spostamenti lungo le varie location venivano rappresentati attraverso il susseguirsi di varie schermate fisse, al cui interno sarebbero eventualmente apparsi sprite animati ed elementi contestuali con cui combattere o interagire. Ad incrementare significativamente l'aspetto strategico del tutto, la necessità di risolvere numerosi enigmi combinando gli oggetti accumulabili nell'inventario.
Profondo rosso: l'edizione PC del gioco sostituiva le tonalità grigie viste nelle edizioni Amstrad CPC, C64 e Spectrum ZX con un sanguinoso rosso intenso.
Graficamente intrigante, con la performante versione Amiga ad arrotondare per eccesso i già ottimi risultati ottenuti della nativa edizione Amstrad CPC del 1986, il gioco tendeva a svilupparsi entro il perimetro di squallidi uffici abbandonati e tetri sottoscala in cui non mancavano macabri dettagli quali macchie di sangue ed altre primizie affini. Buone, anche se essenziali, anche le animazioni abbinate agli sprite dei non-morti, la cui silenziosa presenza non mancava di acuire un'inquietudine già alimentata a sufficienza dalle ipnotiche melodie di sottofondo.
Le versioni Amiga, Atari ST, PC, C64 e Spe
The original Amstrad CPC version was programmed by Yannick Cadin and S.L. Coemelck, with graphics by Patrick Daher and music by Philippe Marchiset.
Ben concepito ed altrettanto avvincente, Zombi ci restituisce il ritratto di una Ubi Soft molto giovane, ma già promettente, i cui membri puntavano già nel 1986 a proporre concept di gioco più complessi della media, in cui la componente emotiva e la cura per il contesto vantavano un peso specifico evidente.
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Ed ora carichiamo le armi, si va a caccia di zombi con il longplay della versione Amiga di Zombi!
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