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Hideo Kojima a ruota libera su Death Stranding sulle pagine del PlayStation Blog

Ospite del salotto virtuale del PlayStation Blog, Hideo Kojima è stato protagonista di una lunga chiacchierata nella quale ha parlato di diversi fra i temi che saranno centrali in Death Stranding.



Kojima, come suo solito, è stato estremamente vago, senza entrare nello specifico in nessuno degli argomenti trattati. Il designer giapponese ha rivelato di aver pensato Death Stranding avendo in mente tutti i tipi di giocatori, e promettendo una grande libertà d'azione, che dovrebbe conferire all'avventura una profondità mai vista prima. Gli approcci possibili saranno tantissimi, e in un certo senso sarà il titolo ad adattarsi a chi ha davanti e non il contrario, addirittura offrendo la possibilità di “andare oltre” le classiche armi da fuoco, un aspetto che ci è parso interessante e sul quale si può discutere a lungo. Ciò, secondo Kojima, è legato al concetto di strand, che peraltro ha ispirato anche il nome del gioco, ossia di “spiaggiamento” (anche se bisogna capire se il team lo intende proprio così).



Kojima ha poi parlato del multiplayer, che sarà sì presente, ma non in maniera convenzionale. È molto probabile che anche in questo caso la sua intenzione sia di offrire ai giocatori un'esperienza del tutto differente rispetto al recente passato. Per quanto riguarda il comparto tecnico, infine, Kojima si è speso in mille lodi per il Decima Engine di Guerrilla Games, a suo dire un motore eccezionale. un passo avanti a tutti gli altri che il team ha valutato di impiegare con Death Stranding, nonché l'unico (o quasi) in grado di gestire ampie aree di gioco senza troppi compromessi. Il codice sorgente, fra l'altro, è stato messo interamente a disposizione da Guerrilla, a condizione che Kojima Productions fornisse adeguati feedback durante lo sviluppo di Death Stranding, in modo da aiutare a migliorare l'engine negli anni.



Kojima ha infine spiegato come secondo lui l'impiego di attori in carne ed ossa, nel caso di Death Stranding Mads Mikkelsen, Guillermo Del Toro, Norman Reedus ed altri, possa diventare sempre più una consuetudine nella game industry nei prossimi anni, vista la sempre maggiore ricerca del fotorealismo, tratto che accomuna videogiochi e cinema.



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23 febbraio 2017 alle 20:51