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Il primo prototipo di The Legend of Zelda: Breath of the Wild sembrava in 2D e somigliava a un gioco per NES

Niente di misterioso: è una pratica molto diffusa. A molti sembrerà una stranezza, ma in realtà è una pratica molto diffusa. Quale? Quella di realizzare prototipi estremamente stilizzati, anche 2D, di giochi che quando arriveranno sul mercato saranno visivamente molto più complessi. Si tratta di un modo per poter rendere immediatamente in forma ludica alcune idee, così da poterle testare con più efficacia in vista dello sviluppo vero e proprio. A quanto ha svelato e mostrato il game director Hidemaro Fujibayashi durante una conferenza alla GDC 2017, anche il probabile capolavoro The Legend of Zelda: Breath of the Wild ha ...

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1 marzo 2017 alle 22:52