The Legend of Zelda: Breath of the Wild - recensione
L'arrivo di un nuovo The Legend of Zelda è per molti videogiocatori un momento speciale. È quando tornano per qualche istante bambini, felici ed eccitati di fronte a una nuova immensa avventura ricca di ricordi, personaggi conosciuti e luoghi familiari, ma al tempo stesso capace di stupire con trovate innovative e uno stile vibrante. Quella di Nintendo è una somma nella quale gli stessi addendi danno sempre un risultato diverso, spesso più alto dei precedenti.
Con The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo si supera nuovamente e completa finalmente la transizione della sua saga più amata verso un'avventura a mondo aperto con qualche elemento da gioco di ruolo, nel quale il buon Link si muoverà liberamente per cercare il modo migliore per salvare la sua Zelda.
Si tratta di un percorso partito da lontano con le grandi aree esplorabili di Ocarina of Time e Majora's Mask, poi abbozzato nella navigazione di Wind Waker e nell'esplorazione dei cieli di Skyward Sword, e infine giunto a compimento in questo prodotto di lancio di Switch che è anche il canto del cigno di Wii U. Un viaggio che ha consentito alla serie di essere sempre moderna, spesso all'avanguardia nonostante gli oltre trent'anni di onorata carriera.
