Persona 5 - recensione
La serie di Persona ha sempre rappresentato l'anima trendy di Shin Megami Tensei. Questo spin-off, infatti, unisce le classiche e rigorose meccaniche della serie principale e la sua mitologia con un'ambientazione moderna, solitamente legata a doppia mandata con l'ambiente scolastico giapponese. Un'unione vincente, visto che ha dato vita ad un ibrido davvero originale nel quale i giocatori sono impegnati sia a combattere demoni feroci, sia a vivere una normale vita da studente, in modo da non destare sospetti sul proprio "hobby".
Persona 5 parte dalle medesime basi dei precedenti capitoli per offrire un nuovo spaccato del Giappone moderno, non dimenticandosi però di migliorare sotto praticamente qualunque aspetto la sua formula di gioco.
Come da tradizione il protagonista è un giovane ragazzo che per i motivi più disparati, in questo caso per essere stato accusato ingiustamente di aggressione, viene trasferito in una nuova città e in una nuova scuola. Qui non solo scoprirà di essere arrivato in un ambiente persino peggiore di quello dal quale era partito, ma anche di possedere dei favolosi poteri che gli consentono di evocare un Persona, ovvero una manifestazione fisica del proprio io interiore.
