Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Kingdom Come: Deliverance – Hands On

Nelle epoche più antiche, ed in particolar nel corso del medioevo, gli uomini hanno imparato a dare la giusta importanza a miti e leggende. Evitando di considerare dal punto di vista culturale o etico questo misticismo, possiamo certamente affermare che è possibile utilizzare questo paragone per parlare di Kingdom Come: Deliverance, prodotto mitologico che aleggia su Colonia dallo scorso anno.



Le fortune di quest'opera, realizzata da Warhorse Studios e pubblicata da Deep Silver in collaborazione con Koch Media, sembrano essere decisamente migliori rispetto al passato, considerando anche che il titolo ha recentemente vinto il premio per miglior gioco su PC tra quelli presentati a Colonia. Vale la pena, dunque, tornare ad analizzare il titolo per potervi raccontare degli evidenti miglioramenti che sono stati apportati alla nuova build, offrendovi la possibilità di confrontarli con l'analisi approfondita dello scorso anno.



http://www.gamesvillage.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot_16_castle_fight.jpg



Un RPG storico fatto di terra e acciaio



La prima cosa che va analizzata di Kingdom Come: Deliverance è la sua duplice natura, che lo pone esattamente al centro tra una rievocazione storica di stampo videoludico e un gioco di ruolo vero e proprio. Il team di sviluppo ha cercato di trovare una via di mezzo che fosse funzionale per incastrare tutti i vari elementi, congiungendo in questo modo scelte estetiche, narrative e gameplay. Il titolo sceglie un approccio non banale per raggiungere questi scopi, affrontando la storia medievale dell'europa centrale e strizzando l'occhio alla narrativa investigativa di fine Ottocento.



Il medioevo di Kingdom Come: Deliverance è meno oscuro rispetto ad altre interpretazioni videoludiche, ma, certamente, non risulta meno cupo o coinvolgente. Il ragazzi Warhorse Studios, dunque, hanno tentato di fornire un'impostazione unica, presentando un mondo aperto che dovrebbe reagire in maniera dinamica rispetto alle scelte effettuate dal giocatore. Per quanto abbiamo potuto provare, il risultato è più che soddisfacente se viene analizzato in termini di una singola missione.



Resta, tuttavia, da capire come questo possa influire sui tempi narrativi complessivi dell'opera. Il pericolo è quello di avere a che fare con un mondo di gioco che potrebbe risultare fin troppo statico quando il suo obiettivo principale è la malleabilità della storia. Uno degli elementi classici degli RPG di cui non si sente, tuttavia, la mancanza è la componente magica, la quale, come già abbiamo visto in altre produzioni di altri medium, viene egregiamente sostituita dalla superstizione. L'ignoto ed il misticismo diventano, dunque, un mezzo tramite il quale veicolare il soprannaturale.



http://www.gamesvillage.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot_22_hunt_NEW.jpg



Arazzi, bassorilievi e uomini d'arme



Kingdom Come: Deliverance, rielaborando i punti di maggiore interesse dal punto di vista storico, prende il via nel regno di Boemia, l'attuale Repubblica Ceca, nel 1403 e pone il giocatore nei panni del figlio di un fabbro. Il ragazzo ha visto la sua famiglia massacrata dall'esercito invasore e cerca vendetta ad ogni costo e tenterà, infine, di riportare la pace nella sua travagliata terra natale.



Fatte le dovute premesse storiche, si può affermare che è proprio sul punto di vista della rievocazione storica in chiave videoludica che Kingdom Come: Deliverance riesce a giocare le sue carte migliori. Ogni dettaglio dell'ambientazione, delle armature, del vestiario di ogni protagonista sembra essere preso direttamente da un affresco dell'epoca. Il motore di gioco riesce a sostenere questa maniacale cura del dettaglio, mostrando una precisione materica per ogni strato di vestiario davvero sorprendente.



Trattandosi, idealmente, di un affresco che prende vita la bidimensionalità delle espressione non è stata modificata, infatti, nel gioco possiamo trovare personaggi quantomeno bloccati con delle espressioni facciali al limite del ridicolo. Per quanto riguarda il sistema di combattimento, invece, anch'esso è stato studiato dal punto di vista storico, tentando di replicare le forme dell'arte della spada teutonica e proponendo vari angoli di attacco a partire dalle poste di guardia. L'unica nota negativa è la relativa leggerezza del feeling con il colpo dell'arma e con i vari impatti. Il combattimento, dunque, risulta lento, verosimile e forse troppo legato alla storia per risultare efficace all'interno di un gameplay.



L'articolo Kingdom Come: Deliverance – Hands On è estratto da GamesVillage.it.

Continua la lettura su www.gamesvillage.it

25 agosto 2017 alle 15:10