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Everybody's Golf - recensione

Molti ritengono il golf uno sport noioso, alla pari del ciclismo o del curling. Io invece lo amo da sempre, nonostante non lo abbia mai praticato nella realtà. In ambito virtuale invece calco i green di tutto il mondo da più di 20 anni. Ho iniziato con World Class Leaderboard per Commodore 64 per proseguire in sala giochi con il migliore di sempre, Neo Turf Master.



Negli anni ho poi provato praticamente tutti i Tiger Woods usciti ma su piattaforme PlayStation nessun gioco di golf mi ha fatto divertire quanto Everybody's Golf. Dal primo per PSOne all'ultimo per PS Vita, ho accumulato una quantità infinita di ore in compagnia della serie firmata Clap Hanz e mi sono esaltato non poco quando, un bel po' di tempo fa, venne annunciato un nuovo capitolo per PS4. La paura che non arrivasse mai in Europa ad un certo punto si è fatta tangibile ma finalmente eccolo qui.



Everybody's Golf
è rimasto per molti versi uguale ai suoi predecessori e questo è un bene. Altre cose invece sono cambiate ed anche questa è una cosa positiva. Gli sviluppatori hanno saggiamente optato per una svolta orientata verso il mondo social, per creare una community in grado non solo di divertirsi ma anche di auto-alimentare il gioco stesso. Il multiplayer permea ogni parte del gioco, dalla schermata iniziale in cui è possibile organizzare tornei o gare veloci in compagnia di amici che si trovano sul vostro stesso divano (anche con un solo controller, tra l'altro), alle sfide aperte alle quali si accede dal Campo Base del single-player.

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31 agosto 2017 alle 12:10