XCOM 2: War of the Chosen - recensione
Il genere dei giochi tattici sta finalmente ricevendo l'attenzione che merita dagli sviluppatori, dopo anni di nicchia in cui bisognava andare letteralmente a caccia di titoli, spesso rovistando nella sezione dei giochi ormai datati, per poter mettere le mani su un'esperienza interessante. Tant'è che la serie Jagged Alliance è stata per anni leader incontrastata, nonché una delle poche certezze degli appassionati del genere.
Poi è tornato XCOM e ha portato con sé altri sviluppatori che hanno deciso di investire nel genere, attratti dall'enorme successo del titolo Firaxis. Hard West e Invisible Inc. sono solo un paio di esempi, e a tutt'oggi abbiamo diversi titoli interessanti in produzione nello stesso genere (Phantom Doctrine e Frozen Synapse 2 in primis).
La serie Xcom, nella sua incarnazione moderna (da Enemy Unknown, pubblicato nel 2012) è diventata sinonimo di eccellenza assoluta nel genere dei giochi tattici a turni. Grazie al suo azzeccatissimo mix di gestione strategica (ricerca, costruzione e management dei soldati alla base) e tattica sul campo di battaglia, i fan sanno ormai molto bene che Firaxis ha ben chiaro quali sono i punti forti su cui investire e come solleticare l'interesse dei giocatori.
