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Call of Duty: WWII - intervista a Michael Condrey

Call of Duty World War II segna un ritorno importante della serie ai suoi gloriosi fasti e siamo in attesa della sua uscita, curiosi di rimetterci nei panni degli Alleati. Sappiamo già tanto di quanto andremo a giocare da qui a pochi giorni ma poterne parlare direttamente con gli autori, che tre anni fa decisero di puntare nuovamente sul più grande conflitto mondiale, è un'occasione rara e preziosa.



Abbiamo avuto l'opportunità di intervistare Michael Condrey, nientemeno che co-fondatore di Sledgehammer Games, notissimo team di sviluppo che si è occupato di ogni dettaglio della produzione, dalla raccolta di tutte le fonti necessarie, immergendosi in archivi tanto interessanti quanto dolorosi, come ci spiegherà lo stesso Condrey.



Proprio dalla consultazione di queste fonti, soprattutto testimonianze di ex commilitoni reduci dai terreni di battaglia francesi, si è arrivati all'idea narrativa e di design che caratterizzerà Call of Duty World War II: raccontare la storia non di un eroe che salverà il mondo, ma di un gruppo di uomini in cui ognuno ripone la speranza di vivere nell'aiuto dell'altro. Condrey si è detto convinto di riuscire ad unire l'intensità della seconda guerra mondiale al gameplay immediato e divertente che caratterizza la serie.

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24 settembre 2017 alle 10:40