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Super Mario Odyssey – Provato

Tradotto letteralmente, l'inglese “hands on” suona nella nostra lingua come un “mani su” o, ancora meglio e che mi piace di più, un “mani addosso”. Ecco, quando da Nintendo mi è arrivato l'invito mettere le mani addosso a Mario, la giornata mi ha sorriso, perché sapevo che l'avrei fatto per davvero dato che Super Mario Odyssey si gioca in maniera più fisica dei precedenti capitoli della saga idraulica. Ma c'è un ma.
Joy-Con pieni gioia!



Prima di entrare nel vivo della questione dei tre regni che ho avuto modo di provare, voglio spendere una scontata e oggettiva parola a favore del sistema di controllo e una soggettiva contro. I due Joy-Con che ho utilizzato si sono confermati impeccabili nella risposta e nella disposizione dei comandi e soprattutto molto leggeri, al punto che al termine degli 80 minuti cronometrati di corse e salti con Mario non ero assolutamente provato. Anzi, per me che sono un sonaro di antica data è persino fastidioso ammettere che tenere in mano i Joy-Con è più piacevole che tenere in mano un controller PS4. A livello fisico, intendo, perché poi i gusti ludici sono un'altra cosa. Il fatto che i Joy-Con fossero uno per mano mi ha fatto apprezzare notevolmente la caratteristica più specifica di Super Mario Odyssey, ovvero il lancio del cappello.



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Chiunque di noi, se dovesse lanciare il proprio cappello, lo farebbe a mo' di frisbee ed è proprio questo il gesto che si può compiere con il Joy-Con per utilizzare il cappello di Mario. E attenzione che non si tratta di un cappello qualunque, se pensate che ha persino un nome: Cappy… che fantasia! Ma dicevo di un ma, in vero soggettivo ma che per una volta mi permette di criticare la maniacale precisione di Nintendo nel fare le cose. Per lanciare Cappy mi è stato suggerito di sventagliare il Joy-Con destro come se dovessi lanciare un frisbee, appunto, solo che in corso d'opera mi sono accorto che bastava scuoterlo in qualunque modo per compiere l'azione col cappello e che la cosa funzionava anche con il Joy-Con sinistro. Seghe mentali mie? Può essere, ma di sicuro avrei preferito essere vincolato a un gesto definito e preciso. E così, per dispetto nei confronti della grande N ho deciso di usare il cappello premendo il tasto deputato al suo utilizzo (Y).
Con in testa un'idea meravigliosa…



Se vi state domandando perché parlo tanto di Cappy, vi dico subito che i motivi sono due. Il primo e più importante è che le dinamiche che si aprono con l'utilizzo del copricapo sono il condotto da cui si sprigiona l'aria nuova e fresca di Super Mario Odyssey, e secondo perché di tante altre cose del gioco non posso parlare perché Nintendo mi ha tappato un po' la bocca (a me e ai colleghi che come me hanno avuto la fortuna di passare gli 80 minuti in compagnia del baffo). Suoniamo solo il primo motivo e scopriamo subito che a prescindere dal regno in cui ci si trova (tre, come detto, quelli che ho avuto modo di attraversare: Cap Kingdom, Luncheon Kingdom e Seaside Kingdom), Cappy è lo strumento dal quale non si può prescindere per superare gli ostacoli e completare la raccolta di lune (che una volta furono stelle) necessarie ad accedere ai mondi successivi mediante una nave a forma di… cappello!



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Una nave a forma di cappello!



Cappy funziona così: lo lanci contro qualcosa e tu diventi quel qualcosa! A mio parere la faccenda è molto divertente quando il bersaglio è un'altro essere animato, per esempio il classico Koopa, ma ancora più stimolante quando si tratta di un oggetto. Sarà che sono un sonaro, sarà quel che sarà, ma quando mi sono trovato di fronte a una parete altissima nel Luncheon Kingdom, ci ho messo un po' a capire che se lanciavo il cappello contro una forchetta infilata nella stessa, sarei stato scaraventato in alto da un effetto molla. Avete presente quando usate un cucchiaio a mo' di fionda per lanciare il cibo? Ecco, più o meno così. Non sto dicendo che assumere le sembianze di un polipetto e volare sospinti da una sorta di idrogetto attraverso il Seaside Kingdom non sia stato entusiasmante, oppure trasformarsi in pesciolino ed esplorare le cavità sottomarine a caccia di segreti. Dico solo che più la trasformazione è strana, meno è plausibile, e maggiore è la goduria.
Siamo ai saluti



Degli aspetti a mio modo marginali del gioco, come per esempio i negozi per acquistare diversi costumi e cappelli per Mario, vi parlerà in fase di recensione un mio collega coi baffi e il cappello, perché questi sono elementi che io non mi ritengo capace di apprezzare a dovere, ma prima di salutarvi e darvi l'appuntamento al 27 ottobre, giorno dell'arrivo nei negozi di Super Mario Odyssey, voglio fare i complimenti a Nintendo perché è riuscita per l'ennesima volta a creare un gioco grande, coloratissimo, appagante oltre che divertente e, soprattutto, intelligente. Grazie.



L'articolo Super Mario Odyssey – Provato è estratto da GamesVillage.it.

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27 settembre 2017 alle 16:00