South Park Scontri Di-Retti - recensione
South Park è una serie televisiva che delizia i propri fan da ormai più di vent'anni. Oltre a proporre situazioni demenziali ai limiti del nonsense e la capacità intrinseca di insultare praticamente tutto e tutti, la sua forza risiede certamente nella capacità di adattamento. Chi segue il franchise sa benissimo che gli argomenti trattati (soprattutto ultimamente) sono di estrema attualità e, seppur vengano presentati su schermo abbinati ad un'elevata dose di umorismo caustico, riescono a mantenere alto l'interesse del pubblico e lo show sempre fresco.
I due autori sono grandi appassionati di videogiochi e hanno contribuito in larga parte alla realizzazione di entrambe le opere targate Ubisoft. Scontri Di-Retti, senza contare un approfondimento del sistema di combattimento, non si discosta molto dai canoni del suo predecessore e rappresenta essenzialmente il santo Graal per qualsiasi appassionato della serie. Strutturalmente abbiamo un titolo dalle meccaniche piuttosto semplici (ma non per questo meno divertenti), stracolmo di fan service e capace di prendersi gioco di qualunque confessione religiosa, etnia, orientamento sessuale, social network, dottrina alimentare e molte, moltissime altre cose.
La storia prosegue direttamente quella del Bastone della Verità: noi siamo il ragazzino nuovo in città, appena assurto al titolo di Re nel gioco di ruolo dal vivo a cui tutti i bambini partecipano. Se le tinte prima erano quelle di un fantasy in stile Signore degli Anelli, l'arrivo di Cartman dal futuro nei panni del supereroe conosciuto come Il Procione, fa cambiare completamente mood all'intera vicenda. Dopo essersi sbarazzati delle protesi a punta per le orecchie e delle classi in stile D&D, ora tutti indossano una maschera e sfoggiano fantastici super poteri. Due sono le fazioni in lotta per la supremazia dei superumani minorenni in città: Il Procione con i Suoi Amici e Gli Amici della Libertà. Manco a dirlo, i due gruppi incarnano il conflitto che esiste tra Marvel e DC, e ovviamente non si sforzano di nasconderlo, anzi, ci marciano allegramente prendendo per i fondelli le due compagnie senza alcuna remora.
