Michael Condrey: Call of Duty WWII, e non solo - intervista
"Ciao, che piacere rivederti". Mi accoglie così Michael Condrey, chief operating and development officer di Sledgehammer Games, società che ha ragalato ai fan di Call of Duty il capitolo Advanced Warfare, e che ha collaborato con Infinity Ward a Modern Warfare 3. Il luogo dell'incontro è una stanzetta angusta ricavata nel gigantesco boot di Call of Duty alla Paris Games Week , uno dei principali eventi fieristici europei, capace ormai di rivaleggiare con la Gamescom di Colonia.
Il punto però è che non mi pare di averlo mai intervistato prima ma, mi risponde lui prontamente, ci siamo incrociati varie volte negli anni, e questo è vero. Ed è quindi con un sorriso radioso che mi confessa che gli fa sempre piacere ritrovare volti familiari, cosa che ogni tanto mi trovo a pensare anch'io quando, col passare degli anni, i miei colleghi di un tempo vengono rimpiazzati agli eventi stampa da volti di giovani sconosciuti. Ma non è questa la sede per distrarci con le solite considerazione sullo scorrere del tempo, quanto piuttosto per parlare di Call of Duty: WWII insieme a una delle menti che l'hanno concepito. E, magari, allargare il discorso ad altri argomenti.
Eurogamer.it: Nel preparare l'intervista mi sono un po' informato sul tuo passato e ho scoperto cose interessantissime, come ad esempio che ti sei laureato con una tesi in biotecnologia ma che poi sei diventato subacqueo professionista e capitano di una nave. Non proprio il percorso professionale tradizionale per chi voglia diventare "capo operativo e dello sviluppo" nel mondo dei videogame...
