Super Mario Odyssey: Pauline doveva essere una principessa e si, Tostarena si ispira al Messico
Il periodico giapponese 4Gamer ha recentemente intervistato il producer di Super Mario Odyssey, Yoshiaki Koizumi, per porgli un gran numero di domande riguardanti il gioco, compresi diversi retroscena e curiosità.
Koizumi ha innanzitutto detto che l'obiettivo del team è sempre stato quello “di far conoscere Mario alla gente attraverso i videogiochi”, e che anche iterazioni mobile come Super Mario Run hanno contribuito allo scopo. In Odyssey ci sono regni basati su luoghi realmente esistenti: ad esempio New Donk City è ispirata a New York e Tostarena agli usi e costumi del Messico. Non c'era, però, la volontà di ambientarli da subito in quei posti, ma piuttosto il team si è focalizzato prima sul gameplay per poi pensare a quale fosse lo scenario adatto.
Ad esempio per Tostarena (regno prevalentemente desertico) gli sviluppatori avevano considerato anche un'ambientazione egizia. La scelta finale è stata suggerita dal director Kenta Motokura, che in passato è andato in Messico ed è rimasto molto colpito dal paese latinoamericano. Il team ha ricevuto feedback positivi sia per New Donk City che per Tostarena e Koizumi è stato persino invitato da alcuni fan entusiasti a visitare il Messico a sua volta.
Infine, il producer ha svelato un interessante dettaglio su Pauline, storico personaggio di Nintendo, apparsa in Super Mario Odyssey come sindaco di New Donk City. Inizialmente ella doveva essere la principessa del regno, ma poi si è deciso di darle un ruolo meno “fiabesco” e appropriato al setting. Una città come la Grande Mela, in effetti, non ha bisogno di principesse!
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