Sid Meier's Civilization VI Rise & Fall - recensione
Il vero problema di Sid Meier's Civilization VI Rise & Fall è che Civilization VI è tutt'ora un prodotto completo, solido e divertente, grazie al quale passare ore nell'arte della guerra, tra ambascerie e commerci. Da una parte questo è un bene, perchè coloro che si sono comprati l'ultimo capitolo di questa storica serie hanno ancora modo di divertirsi, soprattutto grazie alle continue patch volte a bilanciare le meccaniche più complesse, dall'altra ha reso il lavoro di confezionamento di Rise & Fall, ovvero la prima espansione ufficiale, decisamente più arduo.
Al posto di aggiungere veri e propri pezzi al gioco di base, infatti, Firaxis ha dovuto cercare di creare un'esperienza in grado di modificare il ritmo della partita, provando anche a correggere (e alla stesso tempo a insegnare) alcuni comportamenti e alcune tendenze dei giocatori non molto in linea con il modo nel quale Sid Meier's Civilization VI è stato concepito.
La nuova narrazione delle partite è scandita dal passare delle ere. Queste non son più semplicemente il momento nel quale l'aspetto delle nostre città cambia, ma sono il numero di turni che ogni giocatore ha per accumulare un determinato punteggio. Tutto, dalla scoperta di una nuova tecnologia alla costruzione, per la prima volta al mondo, di un determinato tipo di unità, ci consente di guadagnare punti. La somma totale di questi punti determina se l'epoca successiva sarà normale, di boom economico o di recessione.
