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Extinction - recensione

I ragazzi di Iron Galaxy sono un team conosciuto più che altro per i loro porting di titoli sviluppati da terzi. Basta fare un giro sul loro sito ufficiale per farsi un'idea delle produzioni a cui hanno lavorato e constatare come dalle loro mani siano passate IP tutt'altro che sconosciute. A quanto pare non tutte le ciambelle gli sono riuscite col buco, non sappiamo se vi ricordate l'esordio di Batman Arkham Origins su PC, noi purtroppo sì e non è di certo una piacevole riminiscenza.



D'altro canto questi sviluppatori hanno all'attivo anche parecchi lavori di tutto rispetto, come ad esempio il redivivo Killer Instinct e tantissimi porting riusciti invece piuttosto bene. Extinction quindi, considerato come titolo ideato e sviluppato integralmente dal team, è quasi un esordio. Il titolo racchiude nella propria formula alcune buone idee ma presenta anche criticità che non ci saremmo aspettati di rilevare in un prodotto sviluppato da professionisti con alle spalle tante IP di successo.



Se avete dato un'occhiata al trailer o alle immagini, di sicuro non avete potuto fare a meno di associare il gioco all'anime (o il manga) che sta spopolando già da qualche tempo e che risponde al nome di Attack on Titan. Ebbene i punti in comune delle due produzioni sono talmente numerosi che ci vuole davvero poco prima di iniziare a domandarsi dove si fermi l'ispirazione e inizi il plagio vero e proprio. In buona sostanza gli enormi giganti nudi dell'opera di Hajime Isayama sono stati sostituiti da possenti orchi che gli umani chiamano Ravenii. Questi sono apparsi nel mondo di punto in bianco, sfruttando una misteriosa tecnologia di teletrasporto che gli permette di sferrare attacchi rapidi e devastanti.

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19 aprile 2018 alle 11:40