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Warplanes: WW2 Dogfight - recensione

Con 'dogfight' si intende un movimento circolare, da cani in duello, che nei primi giorni dell'aviazione militare era la procedura standard per colpire il proprio nemico: distanza ravvicinata, armamenti rudimentali. Intorno a quest'immagine è costruito Warplanes: WW2 Dogfight, ambientato durante la Seconda guerra mondiale. La tecnologia cominciava ad adattarsi agli scontri nei cieli, sostituendo alle pistole in mano agli Assi i primi Gatling. Intanto sulle città i bombardieri portavano distruzione. Niente missili, dunque, ma tante mitragliatrici.



Dopo una breve introduzione saremo catapultati in quei giorni, come leader di una squadra d'elite. Potremo usare mezzi inglesi (RAF), sovietici (BBC) o tedeschi (Lutwaffe), in tre campagne distinte ma identiche in termini di gameplay. Si tratta di una scelta d'atmosfera: cambieranno le zone di combattimento e il contesto dell'azione, ma al di fuori del tutorial saremo lasciati in balia dell'alternanza base-missione senza una vera e propria storyline.



A mutare saranno infatti soltanto alcune brevi direttive del generale, gli scenari e gli aeroplani, ricchi numericamente e personalizzabili con disegni e tocchi cromatici. Il resto è un parco-giochi a misura d'aviatore fatto di sfide ripetibili e semi-casuali. L'immedesimazione è guidata da un doppiaggio in inglese, con sottotitoli in italiano, che dalle opzioni è possibile cambiare in russo e tedesco. Per aiutare ulteriormente nell'immedesimazione, Home Net Games aggiunge anche la possibilità di nascondere l'UI.



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21 febbraio 2019 alle 11:10