Finalmente Death Stranding si è mostrato - editoriale
11 maggio del 2000: sul palco dell'E3 di Los Angeles, manifestazione riservata a pochi grandi esponenti del settore, debutta finalmente il trailer di Metal Gear Solid 2, titolo che i fedelissimi di casa Playstation aspettavano più d'ogni altro, avendo immaginato per anni la consacrazione artistica di Hideo Kojima. E nel trailer, come prevedibile, un Solid Snake in forma smagliante si faceva largo sulla piattaforma Big Shell fra sventagliate di mitra e granate chaff, riportando alla mente tutto ciò che avevamo imparato dall'infiltrazione a Shadow Moses.
Tuttavia l'esperienza di gioco emersa dalla pubblicazione ufficiale non aveva nulla da spartire con quanto mostrato in precedenza, neppure con la demo inclusa nella confezione di Zone of the Enders. Il protagonista, a sorpresa, sarebbe stato Raiden e le tematiche trattate avrebbero deviato considerevolmente dalla classica narrativa della serie, al punto da dividere il pubblico in due frange contrapposte: chi pensava che Kojima fosse un genio e chi, invece, rimase deluso dalle stranezze del filone creativo.
Finalmente, in occasione del Tokyo Game Show, Death Stranding si è mostrato in oltre 40 minuti di giocato. E, di nuovo, la community si è spaccata esattamente a metà, creando una voragine fra la sponda dei detrattori di Hideo, intenti a gongolare di fronte ad un gameplay giudicato insulso, e quella di chi ripone cieca fiducia nel leader di Kojima Porductions, osannando prematuramente l'ipotetico "non visto".
