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Blizzard rompe il silenzio sul caso Blitzchung

È stata una settimana impegnativa per Blizzard, rea di aver sospeso per un anno un giocatore professionista di Hearthstone (gioco di carte spin-off di World of Warcraft), tale Chung “blitzchung” Ng Wai. Il ragazzo, nativo di Hong Kong, era andato contro il regolamento durante l'intervista post torneo schierandosi a favore dei migliaia di protestanti per le strade della sua città.



Per inquadrare brevemente la vicenda, basti sapere che dal 1997 Hong Kong è una regione amministrativa speciale della Cina, essendo un ex colonia britannica. Speciale perché gode di un'autonomia che altre regioni cinesi non possono vantare – questo fino al 2047, quando terminerà l'accordo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la proposta di legge sull'estradizione verso la Cina in base a determinati reati, sottoponendo i residenti di Hong Kong e i turisti a una pressione che è stata presto percepita come asfissiante.



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Ritorniamo al nostro Blitzchung: come accennato, poco dopo la sua vittoria nel match tenutosi nella cornice dell'Heartstone GrandMasters il 6 ottobre, Ng Wai si è presentato all'intervista con una maschera antigas e ha invocato la liberazione di Hong Kong e il pieno supporto ai suoi concittadini:



Hong Kong Hearthstone player @blitzchungHS calls for liberation of his country in post-game interview:https://t.co/3AgQAaPioj



@Matthieist #Hearthstone pic.twitter.com/DnaMSEaM4g



— 🎃 Inven Global 🎃 (@InvenGlobal) October 6, 2019



L'intervista è stata presto tagliata e pochi giorni dopo Blizzard ha deciso di sospendere per un anno il giocatore e negargli i premi in denaro della stagione, oltre che licenziare i due telecronisti chiamati a fare l'intervista. Blitzchung avrebbe violato le regole del torneo, discreditando l'immagine della compagnia per i suoi proclami politici.



Giorni dopo il ban e il polverone che ha investito Blizzard – soprattutto per via dei suoi presunti interessi con la Cina – il presidente Blizzard J. Allen Brack è intervenuto ufficialmente sul sito ufficiale negando la cosa e parlando a riguardo della controversia che ha investito Blitzchung.



In sintesi, sebbene Blizzard incoraggi a dare voce alle proprie idee (Every Voice Matters), le interviste ufficiali non sono fatte per parlare di altri argomenti che non sia il torneo. Blitzchung è andato contro questa regola ed è stato punito. Più avanti nel comunicato, Allen ammette di essere stato troppo frettoloso nel giudicare la vicenda e di aver deciso, in comune accordo con l'azienda, di ridurre la pena da 1 anno a 6 mesi e di ripristinare i pagamenti al giovane professionista. La punizione dei cronisti è stata anch'essa molto ridimensionata e il licenziamento si è tramutato in una sospensione per 6 mesi.



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Ora sarà Blitzchung a decidere se tornare o meno tra i ranghi Blizzard.



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12 ottobre 2019 alle 17:10

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