Razer nell'occhio del ciclone: il CEO Ming-Liang Tan accusato di gestire la società come una "dittatura"
Il produttore hardware Razer è l'ultimo tra i principali attori del settore ad essere accusato di una gestione tossica e di una promozione di un ambiente malsano per i dipendenti. Questo è quanto è emerso da un report di Cecilia D'Anastasio di Kotaku, che si concentra in gran parte sul comportamento del co-fondatore e CEO, Ming-Liang Tan.
D'Anastasio ha parlato con 14 ex dipendenti Razer che lavoravano nelle sedi centrali in California. Secondo loro, Tan gestiva la compagnia come un "dittatore", spesso urlando, lanciando oggetti e facendo vergognare pubblicamente o minacciando di licenziare i dipendenti se le cose non fossero state di suo gradimento. Apparentemente, Tan ha persino minacciato di dare un pugno a uno dei dipendenti. Uno degli ex impiegati anonimi ha riassunto così lo stile di gestione di Tan:
"Il suo stile di gestione governato dalla paura. Era senza dubbio un dittatore. Questa era una delle sue citazioni: 'Questa non è una democrazia. Questa è una dittatura. ' Non c'era niente di troppo grande o troppo piccolo che non voleva controllare. Tutto doveva essere controllato da lui. E Niente è stato fatto senza di lui".
