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Blair Witch – Recensione

Quante volte al cinema abbiamo gridato al grande schermo “non farlo!”, “non andare di là!” o “non aprire quella porta!”? Troppe. Il videogioco nasce anche con questo intento, di lasciare a chi ha il pad in mano il completo controllo delle azioni di un protagonista, così che all'eventuale scelta sbagliata non si può biasimare nessuno, se non sé stessi. I due medium, film e videogioco, sono spesso a contatto, soprattutto negli ultimi tempi grazie a opere videoludiche di grande spessore, con un forte richiamo al cinema e con un cast stellare alle spalle (ne è un esempio Death Stranding). Ma il più delle volte è il mondo cinematografico a volersi legare a quello dei videogiochi. Tra questi ci prova anche Lions Gate con Blair Witch, titolo ambientato nell'universo di The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair, anche se non è proprio un tie-in. Spegniamo le luci, chiudiamo le porte e buttiamoci in questa avventura.



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A spasso nella foresta



Ambientato due anni dopo il film, Blair Witch ci fa vivere la storia di un ex-poliziotto, Ellis Lynch, intento a ispezionare la foresta di Black Hills in cerca di un ragazzino scomparso, Peter Shannon. Ma non è tutto semplice come sembra. Ellis è infatti in viaggio per sé stesso. I suoi passi vengono mossi dalla sola determinazione, voglia di riscattarsi dal burrascoso, tragico passato che lo macchia mentalmente. Il bambino, agli occhi del giocatore, passa in secondo piano. L'ex-poliziotto viene spesso messo in discussione dalla compagna e dal suo superiore a causa di alcuni gravi disturbi che colpiscono il protagonista quando meno se lo aspetta. Egli soffre di attacchi di panico e allucinazioni che richiamano costantemente i periodi più bui della sua vita, e per questa ragione gli viene affidato un cane militare, Bullet, che lo accompagnerà per tutta la sua missione tenendogli compagnia, aiutandolo a superare le sue paure e a scacciarne di nuove.



Blair Witch è un horror psicologico che però, a conti fatti, riesce nel suo intento solo a metà, ovvero nella sua parte psicologica. Il fulcro dell'avventura sta nel rapporto tra Ellis e Bullet, condito da una scrittura buona e credibile dei personaggi, protagonisti o meno, e da un setting suggestivo. Ma Blair Witch fallisce proprio nel suo comparto horror: il giocatore si spaventerà sì e no due volte nel corso dell'intera storia (e chi scrive è un pollo), ma solo perché il gioco non finisce di spiegare una certa meccanica prima di buttarti in pasto ai leoni. I jumpscare ci sono, ma pochi e senza effetto. A un certo punto ci si comincia a fare l'abitudine al punto da riuscire ad aspettarseli. Questo perché a differenza di altri horror, Blair Witch ti tiene per mano; non ci si sente mai soli, anche se il gioco prova a spaventare chi gioca all'inizio con l'avviso “sei sempre osservato”. In realtà a tenere d'occhio il giocatore è il cane Bullet, che riesce a rivestirlo di sicurezza e coraggio, guidandolo verso la prossima meta anche quando perso nella foresta. Stessa cosa per Ellis, che senza il supporto del suo amico a quattro zampe verrà colto da tremendi attacchi di panico, volti a raccontare il passato oscuro del protagonista. E' un po' un paradosso come il punto di forza del gioco, Bullet, sia anche il suo punto debole.



Una torcia e un cane: i migliori amici dell'uomo



Blair Witch è un'avventura in prima persona dal passo particolarmente lento, che a primo impatto ci ha ricordato Silent Hill: Shattered Memories e Alan Wake. Con la prospettiva di Ellis, vagheremo per le cupe e tetre aree della foresta maledetta a caccia di indizi per ritrovare il piccolo Peter, servendoci però esclusivamente degli oggetti che troveremo nella suddetta. Nessun'arma come pistole e fucili; pur vestendo i panni di un veterano di guerra, la nostra migliore amica saranno la torcia e il mitico Bullet.



Il cane sarà in grado di fiutare qualsiasi oggetto di interesse, tra pezzi di puzzle mancanti e oggetti secondari, e addirittura potrà guidarci verso la prossima meta (a patto che ne senta l'odore). Ma la mistica foresta ha tante trappole in serbo per il protagonista: non solo cambierà aspetto, ma è infestata da un'oscura presenza vulnerabile soltanto alla luce intensa della torcia. Altro elemento chiave per risolvere gli enigmi è la videocamera, elemento ricorrente anche nei film, e le videocassette da riavvolgere per alterare il tempo. Riproducendo la registrazione in cui si apre una porta chiusa nel mondo reale, questa si aprirà anche agli occhi di Ellis, ad esempio. Un interessante e mai scontato gioco di timing in cui bisognerà tenere bene a mente le location intricate della foresta, in quanto, giustamente, non disporremo di mappe, ma solo di punti di riferimento.



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Come già scritto di sopra, i jumpscare non spaventano e non c'è una ricompensa nello sconfiggere i mostri né la loro esistenza viene effettivamente messa in dubbio dal protagonista. Blair Witch si comporta in alcune occasioni come un paranormale che vuole restare normale. “Normalità” però centrata in pieno grazie a certi dettagli ben studiati e strutturati. Primo fra tutti, viene abbandonato il cliché dell'avventura vissuta solo di notte. Ci sono alcune sezioni di giorno in cui il giocatore può sentirsi più rilassato e capace di orientarsi al meglio, anche se non stiamo parlando di un ciclo giorno/notte. Secondo, meno utile ai fini di gameplay, ma perfetto per immedesimarsi: il telefonino di Ellis, un cellulare in stile primi anni Duemila con cui potremo chiamare i numeri salvati in rubrica, siano o meno inerenti alla trama (un po' come il Codec in Metal Gear) e persino giocare a rifacimenti di Snake, Space Invaders e un runner a scorrimento. Piccoli dettagli da cui è tangibile la passione degli sviluppatori.



Ultimo dettaglio, ma certamente non per importanza, è la possibilità di impartire ordini a Bullet, chiedendogli di cercare indizi, di stare vicino a noi o stare fermo ad aspettare; in caso di disubbidienza (cosa che, tuttavia, non ci è mai capitata), è possibile sgridare il cane, ma potremo anche accarezzarlo o premiarlo con un croccantino. Appena scoperta questa feature, non riuscirete più a smettere di coccolare Bullet, senza contare che lo stesso rapporto con il nostro amico a quattro zampe è fondamentale per scovare tutti i cinque finali del gioco, di cui uno segreto. Evviva i cani!



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mercoledì alle 17:00

Condiviso da popcornking e un altro.Piace a 6 persone

 

Gioco mediocre, peccato, occasione mancata. Da fan del film, lo attendevo molto ma si è rivelato davvero mediocre.