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Cloudpunk – Recensione

Uscito anticipando addirittura Cyberpunk 2077, Cloudpunk, opera prima di ION LANDS, ci porta in una città verticale incredibilmente affascinante per farci vivere l'avventura di una notte in compagnia di Rania e Camus. Nella nostra recensione vi raccontiamo come sono andate le dieci ore di gioco in Cloudpunk, passate perlopiù a scorrazzare con il nostro HOVA.



Una notte a Nivalis



Rania, ragazza di periferia, come nelle storie più classiche è arrivata a Nivalis in cerca di fortuna. E' sommersa di debiti verso le corporazioni e fa quel che può per tirare su una somma sufficiente per sopravvivere nella grande metropoli. Lavora per la Cloudpunk, una ditta specializzata in consegne che fa affidamento su fattorini non troppo ficcanaso. Rania è praticamente l'opposto! Nonostante i numerosi avvisi da parte di Controllo – il suo capo – mostra interesse per il contenuto delle scatole ma, ancora di più, per tutto quello che ruota attorno alla città. Nivalis è un ammasso di persone diverse: alcune vivono nel Mucchio e sfidano ogni giorno la fame, mentre altre assaporano i privilegi della Guglia, la parte più ricca in cui possono permettersi costi di consegna folli per farsi portare una pizza a domicilio.



Per circa dieci ore, Cloudpunk ci terrà compagnia raccontandoci la folle notte di Rania che, consegna dopo consegna, incontrerà personaggi di ogni tipo e si troverà a prendere decisioni non solo per sé stessa ma per l'intera Nivalis. La trama di Cloudpunk procede proprio a colpi di consegne e riesce a suscitare un minimo di interesse nel videogiocatore grazie a dialoghi ben scritti e personaggi molto ispirati. Nonostante questo, quell'input datoci all'inizio viene portato avanti a piccoli passi, finendo per lasciarci ben presto con qualche perplessità di troppo.



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Trovare parcheggio a Nivalis è un'impresa!



Il gameplay di Cloudpunk, tra un dialogo e l'altro, è incentrato su due aspetti: guidare la navetta e camminare a piedi. Gran parte dell'esperienza ludica di questo titolo è basata sullo sportarsi da un punto all'altro a bordo dell'HOVA. L'esperienza di guida è ben curata, includendo anche meccaniche come la riparazione del mezzo dopo scontri di vario tipo e il rifornimento di carburante dopo aver percorso lunghe distanze. Sono anche disponibili una manciata di upgrade per la velocità e lo spostamento laterale, oltre a timide opzioni di personalizzazione.



Raggiunta la destinazione dopo aver percorso le veloci superstrade di Nivalis, per scendere dal nostro fidato mezzo di trasporto ci toccherà cercare parcheggio. Proprio come nella realtà, questa si rivelerà spesso una delle azioni più snervanti dell'intera esperienza, visto che le aree saranno difficili da individuare e, a volte, abbastanza distanti dal nostro obiettivo. Poggiati i piedi sulla terra ferma, avremo la possibilità di esplorare le strade della città optando per una telecamera fissa, a dire il vero davvero troppo lontana dal personaggio, o per una visuale in terza o in prima persona. Quest'ultima opzione, secondo noi, è la migliore per immergersi nei neon taglienti della città.



In definitiva, Cloudpunk è nient'altro che un'avventura narrativa. Non aspettatevi meccaniche tali da poterlo definire GdR e non pensate di trovarci un gameplay vario e divertente da farvi restare appiccicati allo schermo. Quello che funziona è proprio la narrazione insieme all'ambientazione cyberpunk, se apprezzate particolarmente il genere.




Il cyberpunk in voxel art



Non è vero che la voxel art non è capace di trasmettere emozioni, anzi, basta pensare ad alcune creazioni realizzate in Minecraft per cambiare subito idea. Certo, non è assolutamente cosa facile creare un'atmosfera cyberpunk con questi pochi mezzi a disposizione, ma ION LANDS ce l'ha fatta! Nivalis è la vera protagonista, perché riesce a catapultarci in men che non si dica in una realtà viva, capace di instaurare subito intimità con il videogiocatore. Merito della possibilità di muoversi da una parte all'altra in totale libertà, di avere un rifugio da arredare (anche se poco sfruttato) e della verticalità dei quartieri con tanto di NPC, venditori su strada e oggetti da raccogliere.



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Ottimizzazione, poca



Purtroppo, il valore dell'intera opera subisce un drastico ridimensionamento per colpa dell'ottimizzazione non all'altezza. Se avete messo gli occhi su Cloudpunk guardando video catturati dalla versione PC non aspettatevi la medesima resa grafica su PlayStation 4. Il prodotto su console perde gran parte della fluidità, mantenendo a stento i trenta fotogrammi al secondo. La cosa ancora più grave è la mappa in continuo caricamento, per colpa di una profondità di campo pressoché inesistente. Sulla fluidità possiamo anche chiudere un occhio, ma il pop-in graduale di edifici e superstrade è un problema abbastanza grave. Rimane una città suggestiva, nonostante tutto, ma i problemi tecnici sono troppo evidenti per essere ignorati.



Trofeisticamente parlando: hai un pacco da ritirare



Il trofeo di Platino di Cloudpunk smorza la ripetitività del gameplay, chiedendovi di recuperare collezionabili e di esplorare ogni angolo della città. Non è nulla di complicato, ma bisogna fare attenzione ai tre trofei mancabili durante la storia. Si tratta, in fin dei conti, di un'impresa semplice che sostanzialmente non allunga di molto la longevità del titolo. L'elenco trofei, come sempre, lo trovate sul nostro forum.




L'articolo Cloudpunk – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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29 agosto 2021 alle 17:00

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